Archivi categoria: così va il mondo

A che punto stanno le donne, in Italia?

Lunedì 8 marzo ho pubblicato un articolo su LabParlamento, in cui faccio il punto sulla situazione di disparità che vivono e soffrono le donne italiane, messe molto peggio della media europea per disoccupazione, stipendi più bassi degli uomini (a parità di merito e carriera), difficoltà di raggiungere i vertici nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni. Eppure, ancora molte e molti di noi si fanno il viaggio (l’espressione gergale rende l’idea) della parità raggiunta. Ecco invece i dati.

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#Remember – I limiti della didattica online: quando la presenza in aula è necessaria

Faccio parte del Centro per l’Innovazione didattica del mio Ateneo. Come tale, nell’aprile 2020 ho realizzato un breve video (dura circa 13 minuti), in cui illustro i limiti della didattica online. In questo lungo anno di pandemia, le tecnologie digitali ci hanno permesso di non perdere nemmeno un’ora di lezione, almeno nella mia università.

La didattica a distanza permette agli studenti e alle studentesse fuori sede di seguire le lezioni anche da casa, di risparmiare tempo, denaro e spostamenti inutili, anche ai frequentanti e persino ai residenti nella stessa città in cui si trova l’ateneo. Eppure, resta qualcosa di ineliminabile nel Continua a leggere

I messaggi di auguri standard, uguali per tutti #CoseCheNonMiPiacciono

auguriUna volta, per Natale, Capodanno e tutte le feste comandate, si mandavano i biglietti di auguri cartacei. Il che comportava, come minimo: (1) scegliere in un insieme di possibilità non vastissimo, ma nemmeno infimo, per costi, stili, colori, testi; (2) aggiungere almeno la propria firma a mano; (3) scrivere, sempre a mano, l’indirizzo del/la destinatario/a (e quello del mittente, se c’era la busta); (4) comprare il francobollo; (5) trovare una buca della posta e infilarci la cartolina o il biglietto imbustato. Poi gli auguri sono arrivati via Sms, ma questi all’inizio costavano qualche centesimo, non tantissimo, ma quel tanto che Continua a leggere

Borgo Panigale, 6 agosto 2018, ore 13:45. Incidente orribile, esplosioni gigantesche, devastazione. Tragedia. Ma Bologna si rialza e rinasce. Come sempre

Incidente_6_agosto_2018

L’incidente e le esplosioni di ieri, a Borgo Panigale, sono stati orribili, paurosi. Quasi incredibili. Ho vissuto quindici anni in quel quartiere (fino a maggio 2016), per cui ieri ho chiamato come una pazza amici e conoscenti, ho pianto sulle scene devastanti che tutti abbiamo visto, sulla distruzione e i danni di alcune di quelle strade, di quei negozi, di quei palazzi. Però oggi mi (e vi) chiedo: in quante altre città e regioni, in Italia, un incendio ed esplosioni di tal portata sono domati in poco più di due ore? In quante altre città e regioni, in Italia, la prima ambulanza arriva dopo soli cinque minuti? In quante altre città e regioni, in Italia, le persone raccontano una devastazione così grande, la paura provata, i feriti, la morte, con viso fiero a calmo, quello di chi si riprende immediatamente per pensare al da farsi, alle persone da aiutare, alle strutture da ricostruire?

È (anche) per questo che amo Bologna e gli emiliani. Sono fatti così. Forti, pragmatici, pronti a fare, a dare. Scelsi Bologna come mia città di adozione tanti anni fa, quando decisi di studiare qui all’università. Sono sempre stata felice e orgogliosa di essere diventata bolognese. Lo sono a maggior ragione oggi, come lo sono ogni volta che Bologna cade e subito si rialza. Siciliana di origine, bolognese di adozione. Bolognese dentro.

Perché l’articolo del Corriere sull’uomo che aveva pagato Pamela per fare sesso era sbagliato

Corriere

Oggi è uscita su Valigia Blu questa mia riflessione:

I fatti sono noti: il 7 febbraio esce sul Corriere della sera un articolo di Fabrizio Caccia (inviato a Mogliano) sull’uomo che, poco prima che Pamela Mastropietro fosse orribilmente uccisa nei pressi di Macerata (mentre scrivo non sono ancora chiare le cause della sua morte), aveva avuto con la ragazza un rapporto sessuale in cambio di denaro. In poche ore il pezzo suscita sui social media reazioni di rabbia, sconforto, indignazione e un gran numero di critiche anche ben argomentate, a tal punto che due giorni dopo il Corriere decide di eliminarlo. Così, di colpo, senza commenti né scuse per l’errore. Un errore gravissimo, invece, sul quale una testata giornalistica come il Corriere della sera (che è il quotidiano più venduto in Italia) avrebbe dovuto fare una riflessione pubblica e trasparente, scusandosi con i lettori e le lettrici, facendo autocritica e proponendo una ricostruzione diversa di quanto accaduto alla ragazza prima che fosse barbaramente uccisa.

Cerco di spiegare perché l’errore del Corriere è pesante, innanzi tutto dal punto di vista umano ed etico, poi giornalistico e comunicativo. Continua a leggere

La vita quotidiana in un “normale” dipartimento universitario schiacciato dalla burocrazia

burocrazia

Nicola Casagli è professore ordinario di Geologia applicata presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Interviene spesso, su Roars, per denunciare la condizione miserevole in cui è ridotta l’università italiana. Alcuni giorni fa ha pubblicato l’articolo “La vita quotidiana nel miglior dipartimento universitario d’Italia”, dopo aver appreso che l’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha stabilito che il suo Dipartimento è il migliore d’Italia. Ebbene, il Dipartimento in cui lavoro io non lo è, ma la vita che si fa al suo interno è molto simile, purtroppo. Ho selezionato dal suo post solo ciò che riguarda anche la vita che facciamo io e i miei colleghi. Una vita che in Italia accomuna chiunque lavori in una struttura pubblica. Solo che, nel caso dell’università, questa vita ti allontana (sempre più e sempre peggio) dal fare ricerca seriamente. Scrive Casagli: Continua a leggere

I testi diseducativi delle carte per bambini/e Skifidol SuperPuzz, in vendita in edicola

Skufidol SuperPuzz1

Su richiesta della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Emilia-Romagna, ho fatto un’analisi linguistico-semiotica delle cosiddette “carte Skifidol SuperPuzz”, da collezionare in un apposito album, in vendita nelle edicole da settembre 2016 e spesso distribuite gratuitamente davanti alle scuole per pubblicizzare il prodotto. Ogni bustina costa 1 euro e contiene 5 carte con disegni colorati e schifosetti, come tipicamente piacciono ai bambini e alle bambine fra 6 e 10-11 anni. Se gratti una di queste carte, sprigiona una certa puzza di, a seconda del caso, vomito, cacca, fognatura, uova marce o un misto di tutto questo. Il problema non sono né il gioco del “Gratta&Puzz”, come si chiama, né le illustrazioni, entrambi perfetti per il target. Il problema sono i testi che li accompagnano, molti dei quali sono gravemente diseducativi. Ecco la mia analisi: Continua a leggere