Archivi categoria: così va il mondo

Lavoro: ma il Jobs Act sta fregando i trentenni?

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Non sono una giuslavorista e del Jobs Act ho letto solo qualcosa, a spizzichi e bocconi. Perciò scrivo in forma interrogativa e mi piacerebbe che qualcuno, più esperto di me, mi aiutasse a sciogliere un dubbio che da mesi mi attanaglia. Il dubbio nasce da ciò che ogni giorno osservo intorno a me: decine di ex studenti e ex studentesse che mi scrivono, mi raccontano, mi segnalano qualcosa in materia di lavoro. Cosa dicono questi giovani? Dicono che, da quando c’è il Jobs Act, è vero che le imprese offrono con più facilità tirocini extracurricolari – buona notizia – che poi si trasformano in contratti di apprendistato o contratti a tutele crescenti – notizia ancor più buona. Ma è pure vero – è qui sta la cattiva notizia – che da questo percorso preferenziale restano fuori una marea di giovani bravissimi, preparati e con molta esperienza, che oggi hanno 30 anni e poco più. Perché restano fuori? Continua a leggere

La comunicazione dello Stato Islamico (IS): un’analisi semiotica

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Per capire ciò che oggi accade nel mondo in nome dell’IS o Stato Islamico (come dal 2014 si fa chiamare ciò che molti preferiscono ancora identificare come ISIS), è necessario approfondire non solo la sua storia e la sua ideologia, ma soprattutto la sue strategie mediatiche. Come ha evidenziato Bruno Ballardini nel fondamentale ISIS®. Il marketing dell’apocalisse (Baldini&Castoldi 2015), l’IS segue infatti con grande consapevolezza le logiche più avanzate del marketing contemporaneo, grazie a una efficiente media-factory che vanta un numero crescente di conversioni all’Islam da parte di giovani, anche americani, australiani, canadesi, europei e italiani. In questa prospettiva di approfondimento, ho cominciato ad assegnare alcune tesi di laurea. Pubblico qui quella di Alessandra Maria Stella Milani, discussa il 7 marzo scorso e molto ben fatta. Continua a leggere

Le relazioni interrotte nella società delle immagini e dei consumi

Le relazioni interrotte

È questo il titolo della conferenza che il 20 febbraio scorso ho tenuto presso l’auditorium Enzo Biagi della Biblioteca Salaborsa di Bologna, nell’ambito della rassegna “Il lettino e la piazza. L’amore ai tempi di Internet” organizzata dal Centro Psicoanalitico di Bologna, assieme al docente e psicoanalista Nicolino Rossi (moderatore Walter Bruno). Qui il video dell’evento, che in tutto dura poco più di un’ora (la mia parte circa mezz’ora): Continua a leggere

8 marzo, giornata internazionale della donna: com’è nata questa ricorrenza?

8 marzo Accasfilm

In pochi minuti ce lo ricorda (e lo spiega a chi non lo sapesse) un video di Accasfilm. Vale la pena farlo circolare, per tentare di dissociare, almeno un po’, la cosiddetta festa della donna dai rituali più o meno consumistici, i raduni in pizzeria, le feste con spogliarellisti e gli omaggi floreali spesso ipocriti e inutili, a cui da molti anni siamo abituate: Continua a leggere

Com’era Umberto Eco a lezione, nelle aule universitarie, con gli studenti?

L'Espresso 26 febbraio

Sul numero dell’Espresso oggi in edicola, la copertina e molte pagine sono dedicate a Umberto Eco. Questo è il mio contributo:

Com’era Eco a lezione, nelle aule universitarie, con gli studenti? È stato il mio docente di riferimento in tutto – laurea, dottorato, post-dottorato – ed è per me difficile, oggi, condensare un’esperienza che è stata lunga, ricca, abbondante, addirittura strabordante (proprio com’era lui, in aula e fuori). Ci provo con tre parole: Continua a leggere

Umberto Eco: un professore non muore mai

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Sbaglia chi pensa che Umberto Eco se ne sia andato. Il professore è vivo, è ancora con noi, è sempre con noi. C’è nelle migliaia, no, decine di migliaia di testi che ha prodotto e sono sparsi in tutte le lingue e in tutto il mondo: libri, articoli, video, audio, testimonianze, interviste, documenti, e chi più ne ha più ne metta. C’è nei milioni di lettori e lettrici dei suoi scritti: dai saggi più raffinati ai romanzi best seller, dagli interventi sui media agli scherzi, passatempi, giochini e giochetti con cui si divertiva a prenderci per il naso. C’è nelle biblioteche, nelle librerie, sui media. C’è su internet, diffuso e virale: metti “umberto eco” su Google e vedi. C’è in quel pezzetto Continua a leggere

Sanremo 2016: perché il Festival è rassicurante. Anche se non ne puoi più

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Si è conclusa due giorni fa la 66esima edizione del Festival di Sanremo, record di ascolti che ha superato le edizioni degli ultimi undici anni, non solo quella dell’anno scorso che, sempre con Carlo Conti, aveva già fatto boom. Agli italiani e alle italiane Sanremo continua a piacere, insomma. No di più, piace oggi più di ieri. No, ancora di più: in Italia, oggi, di Sanremo abbiamo proprio bisogno. Oggi più di ieri. Un gran bisogno. Disperato. Tutti e tutte: quelli che lo guardano e quelli che non. Quelli che piuttosto che Sanremo, qualunque altra cosa. Quelli che ma non si rendono conto che è roba vecchia? E persino quelli che, per enormità di problemi personali, Continua a leggere