Archivi categoria: stage e lavoro

Raccontare gli studenti, nel bene e nel male, fra fiction e realtà

studenti

Da circa un anno ho cominciato a pubblicare in questo spazio brevi racconti, dialoghi e ritratti che in qualche modo mettono in scena i numerosi incontri che faccio con gli studenti e le studentesse che ogni giorno animano e nutrono, per mia gioia e fortuna, quello che considero uno dei lavori più belli del mondo: l’insegnamento e, in particolare, la docenza universitaria. Come faccio a costruire questi racconti, dialoghi, ritratti? Continua a leggere

Piccole iene crescono

Iena

A proposito delle piccole iene che incontro in università (ne avevo scritto qui: Essere una piccola iena. A vent’anni. Di già), vorrei dare un’idea di come alcune si trasformino nel tempo. Come diventano da grandi? C’è il diciottenne che arriva in università dalla provincia, ma non devi credere si senta inferiore per questo, nooo: suo padre è un notabile del paese e lui a scuola ha sempre preso voti alti, un po’ perché era bravuccio davvero, ma soprattutto perché è figlio del dottor Verdi e non si sa mai. Insomma il ragazzetto non è mai stato così geniale come le maestre, le prof, i compagni di scuola gli hanno sempre fatto credere, ma Continua a leggere

Disoccupazione in Italia: oggi come ieri? Il mio racconto personale

Alcuni giorni fa è uscita l’ennesima rilevazione Istat sulla disoccupazione in Italia: nel complesso è salita ancora, passando dal 12,3% di agosto al 12,6% di settembre, ma gli addetti ai lavori vedono comunque segnali di ripresa. Bah. Ogni volta che sento questi numeri non posso fare a meno di ricordare che in Italia percentuali di disoccupazione a due cifre c’erano anche negli anni Ottanta e Novanta. Per essere più precisa, la percentuale passò a due cifre nel 1985 e vi rimase fino al 2000, come spiega Alberto Bagnai, da cui riprendo questa tabella: Continua a leggere

Master in Comunicazione, Management e Nuovi Media: 5 borse di studio totali + 3 parziali

MasterCom

Sono ancora aperte le iscrizioni al master biennale di primo livello MasterCom. Comunicazione, Management e Nuovi Media. Il master è un corso biennale post-laurea che offre un’opportunità di crescita culturale e di formazione tecnico-specialistica sulla comunicazione professionale e aziendale, con un focus particolare sul web, i social media e le forme più innovative di comunicazione (guerrilla e viral marketing, experiential marketing, internet marketing, ecc.). Se hai una laurea triennale e vuoi intraprendere un percorso di formazione professionalizzante sui temi Continua a leggere

Editoria digitale: sopravvivono, in Italia, i piccoli editori?

Nativi Digitali Edizioni

Tempo fa avevo pubblicato la storia di Marco, un ex studente di Scienze della Comunicazione e di Semiotica che, assieme alla sua compagna, aveva avviato una piccola casa editrice: Nativi Digitali Edizioni. Una storia di successo? o di grande ingenuità? mi ero chiesta allora. Dopo la testimonianza di Sara alcuni giorni fa, per certi versi analoga, e le relative polemiche fra i commenti, ho chiesto a Marco di raccontarci la puntata successiva della loro avventura. Come va? riuscite a viverci? gli ho chiesto. Ecco la sua risposta: Continua a leggere

Quando lo stagista sopporta tutto perché l’azienda fa tendenza

Originally posted on D I S . A M B . I G U A N D O:

A volte i giovani sopportano tirocini ai limiti della decenza – in cui non imparano nulla e fanno solo gli schiavetti – perché pensano che «faccia scena», o «tendenza», mettere in curriculum il nome altisonante dell’azienda o dell’ente pubblico presso cui hanno svolto il tirocinio.

Detto in altri termini: ci sono grosse realtà, private ma anche pubbliche, con nomi roboanti che si permettono di sfruttare a ripetizione i tirocinanti in cambio del fatto che «poi potranno scrivere e dire di aver lavorato presso XY». Con l’idea – illusione? – che ciò possa comunque avvantaggiarli nella ricerca di lavoro (o stage successivo).

Attenzione però: non sto dicendo che in questi casi lo/a stagista sia una povera vittima. Sto dicendo che condivide e contribuisce a perpetuare la stessa cultura dell’apparenza e dell’opportunismo in nome della quale l’azienda si permette di sfruttarlo/a.

Leggi per esempio cosa mi scrive Gloria:

«Gentile professoressa…

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Perché le aziende italiane non rispondono a chi manda il suo curriculum?

Curriculim vitae

Riprendo un commento al post dell’altro giorno “Quando la Grande Impresa Informatica è lenta, chiusa, imbrigliata come la Pubblica Amministrazione”, quello di Rob, perché tocca una differenza importante nel modo in cui le aziende italiane tendono a trattare i giovani che mandano il curriculum per candidarsi a una posizione di lavoro. Ovviamente anche in Italia ci sono eccezioni, però: Continua a leggere