Un grande spot di Google per i vaccini contro il Covid-19

È uscito da un paio di settimane lo splendido spot con cui Google ci spinge tutti e tutte a vaccinarci, come unica strada per uscire dall’isolamento, evitare le quarantene, liberarci dal peggio delle lezioni e del lavoro a distanza, farla finita con l’impossibilità di fare quasi qualunque cosa insieme agli altri: cinema, teatro, intrattenimento, palestra, trovarsi in un bar o ristorante, viaggiare per qualsiasi motivazione (lavoro, cultura, vacanza, svago). C’è poco da dire, lo spot è tanto minimalista quanto emozionale, tanto essenziale (solo keywords e musica) quanto coinvolgente. Eccolo:

Continua a leggere

La medicina lavora con le probabilità e comunicarlo è complesso

Oggi sul Corriere della sera, edizione di Bologna, è uscita questa intervista di Francesca Blesio, che ringrazio:

A che punto stanno le donne, in Italia?

Lunedì 8 marzo ho pubblicato un articolo su LabParlamento, in cui faccio il punto sulla situazione di disparità che vivono e soffrono le donne italiane, messe molto peggio della media europea per disoccupazione, stipendi più bassi degli uomini (a parità di merito e carriera), difficoltà di raggiungere i vertici nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni. Eppure, ancora molte e molti di noi si fanno il viaggio (l’espressione gergale rende l’idea) della parità raggiunta. Ecco invece i dati.

Continua a leggere

C’è pessima comunicazione, in giro. Ma la comunicazione e lo storytelling non sono solo slogan vuoti e manipolazione ingannevole

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è moriremo_di-storytelling.png

Ho visto solo oggi, grazie alla segnalazione di Fabio, questa TEDx conference che Stefano Andreoli, sempre corrosivo e divertente, ha tenuto nel giugno 2019. Il discorso è brillante, vale ben più dei 18 minuti che dura, e mette il dito su diverse piaghe della comunicazione pubblicitaria, politica e aziendale di oggi, spesso inutilmente enfatica, superficiale fino a essere vuota, o manipolatoria nel senso peggiore del termine, che implica menzogne o addirittura truffa. Userò questo video anche in aula, per far ridere gli allievi e le allieve dei problemi della comunicazione contemporanea. Ma li inviterò anche a prendere le distanze da ciò che Stefano dice. Per questi tre motivi, pochi ma fondamentali: Continua a leggere

#Remember – I limiti della didattica online: quando la presenza in aula è necessaria

Faccio parte del Centro per l’Innovazione didattica del mio Ateneo. Come tale, nell’aprile 2020 ho realizzato un breve video (dura circa 13 minuti), in cui illustro i limiti della didattica online. In questo lungo anno di pandemia, le tecnologie digitali ci hanno permesso di non perdere nemmeno un’ora di lezione, almeno nella mia università.

La didattica a distanza permette agli studenti e alle studentesse fuori sede di seguire le lezioni anche da casa, di risparmiare tempo, denaro e spostamenti inutili, anche ai frequentanti e persino ai residenti nella stessa città in cui si trova l’ateneo. Eppure, resta qualcosa di ineliminabile nel Continua a leggere

#Remember – Comunicare il Covid-19, fra paura, speranza e coraggio

Da mesi dico e ripeto che riprenderò il blog e poi non lo faccio. Nel frattempo, ho cominciato a usare Instagram con una certa sistematicità, facendo anche due dirette IGTV alla settimana. (Vedi il mio account @turriaca.) Ma il blog ancora no, non riesco a riprenderelo. Poiché uso questo spazio anche come archivio per raccogliere cose che faccio altrove, e poiché non lo aggiorno da tempo, comincio a pubblicare alcuni interventi dell’anno scorso, che ho destinato ad altri media. Questo è un video di circa 20 minuti, realizzato per Continua a leggere

«Cerchi di capire, prof». E il dialogo continua

Giovedì è uscito il mio libro Cerchi di capire, prof. Un dialogo tra generazioni, in cui ho raccolto e commentato le storie, le relazioni, le testimonianze più rappresentative di vent’anni di docenza universitaria, mescolando finzione e realtà in modo da mettere in scena tipi umani e non individui, fenomeni sociali e non situazioni particolari. Come tante volte mi è accaduto negli anni, mi sono arrivati subito altri spunti, da parte di ex studenti e studentesse che desiderano contribuire al dialogo fra generazioni che da sempre cerco di stimolare. Mi scrive Lodovica (nome fittizio): Continua a leggere