Archivi tag: 1861 United

Gli spot paritetici dei Magretti Galbusera

Magretti Galbusera, versione ascensore

Uno dei trucchi con cui la pubblicità commerciale può evitare scivoloni sessisti è realizzare due versioni dello stesso spot: una mette in scena donne, l’altra uomini. All’estero capita spesso: la soluzione è semplice, non costringe i pubblicitari a nessun particolare sforzo creativo e si evitano certe porcherie. Parlo di spot destinati al pubblico generico, che comunque si basano sulla semplificazione che Continua a leggere

Come al solito, Ikea si distingue…

… per la comunicazione, con uno spot che mette in scena più generi e più generazioni, tutti in relazione fra loro. Corpi e volti piacevoli ma normali, ripresi in situazioni di affettività quotidiana.

Ikea, Per cambiare, basta poco

È uno spot semplice e positivo, ma ha quel pizzico di fantasia in più rispetto alla media, per ottenere il quale, come dice Massimo Guastini (presidente dell’ADCI), «basta poco: essere umani e avere un pensiero». Lo spot usa fra l’altro un brano molto adatto alla pubblicità, che contribuisce a creare un’atmosfera serena e nello stesso tempo euforica: «To Build A Home» di The Cinematic Orchestra (l’abbiamo già sentito nel 2008 in Gravity Set Me Free della Freddy).

Agenzia: 1861united, Regista: Phil Brown.

Una cucina paritaria

Il nuovo spot di Ikea Italia pubblicizza le cucine mettendo in scena un gruppo di amici in cui gli stereotipi maschili e femminili sono distribuiti – evviva! – con una equità per l’Italia davvero sorprendente: fanno il tifo in modo irruento, cucinano e pasticciano sia i maschi che le femmine, scambiandosi continuamente di ruolo.

La campagna – che coinvolge tutto il media mix – è stata affidata a 1861 United.

Vale la pena ricordare, a proposito di nessi fra mondo reale e pubblicità, che nel Global Gender Gap Report stilato nel 2009 dal World Economic Forum – che classifica 134 paesi sulla base delle differenze di genere in quattro ambiti: economia, politica, educazione, salute – l’Italia sta al 72° posto, mentre la Svezia sta al 4°.

Ma stavolta i benefici influssi svedesi sono arrivati fin qui.