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Gli spazi dei partiti in televisione

Se fossi il responsabile della comunicazione di un partito mi studierei con grandissima attenzione i dati riassunti in questa tabella, pubblicata oggi su Repubblica. Non li lascerei ai soli commenti giornalistici, insomma, ma mi riposizionerei in tv e Continua a leggere

Attenzione alle pratiche scorrette degli operatori telefonici

«Nel 2008 la società H3G – che controlla 3 Italia – ha pubblicizzato l’offerta “Promo Super Tua” che prevedeva un bonus, commisurato alle chiamate e ai messaggi di testo ricevuti, usufruibile “senza limiti di tempo”. Nei mesi scorsi H3G ha però comunicato ai diretti interessati di aver “rimodulato” la propria offerta fissando il termine inderogabile del 31 dicembre 2012 per usufruire del credito.

Promozione 3    Super Tua Più

L’Agcom ha contestato questo comportamento, perché la modifica dei piani tariffari deve essere preceduta da una comunicazione formale, in modo da permettere all’utente di recedere dal contratto (talora alcuni operatori se ne “dimenticano”, com’è successo ad esempio a TeleTu), e comunque non può incidere su un credito già maturato.

L’Agcom ha stabilito un periodo di almeno 4 anni per dar modo alle persone interessate (circa 6.600, alcune delle quali vantano crediti molto alti) di continuare a usufruire del credito accumulato. Sarà cura della stessa H3G darne comunicazione ai propri clienti.

Gli operatori telefonici commettono molte pratiche scorrette, a volte perché sono poco trasparenti nel comunicare le tariffe, a volte perché ostacolano il diritto di recesso, a volte quando vendono suonerie per cellulari. Ma ne riparleremo.

Intanto una raccomandazione: conserva sempre una copia del contratto, anche quando (soprattutto!) lo stipuli per telefono o via internet: eviterai spiacevoli sorprese in bolletta e potrai far valere meglio i tuoi diritti.» Giulio Marotta – Assoutenti

I referendum del 12-13 giugno: questi sconosciuti

Diversi amici, in questi giorni, hanno sondato la competenza di altri amici – e così via a catena – sui referendum del 12-13 giugno: quanti e quali sono? Col che, hanno facilmente verificato che pure le persone di solito più informate stavolta cadono dalle nuvole, convinte ad esempio che sia stato cancellato il referendum sul nucleare. O che sia rimasto solo «quello su Berlusconi». O «quello sull’acqua». Ma cosa dicono di preciso «quello su Berlusconi e quello sull’acqua»? Boh.

In effetti, di referendum i media quasi non parlano. Il 19 maggio l’Agcom ha accolto le denunce dell’Italia dei Valori e dei comitati per i referendum, sollecitando la Rai ad «assicurare una rilevante presenza degli argomenti oggetto di referendum nei programmi di approfondimento».

Al momento – ma in effetti è troppo presto rispetto alla pronuncia Agcom il tema non mi risulta ancora trattato in nessun «programma di approfondimento».

In compenso è apparso lo spot istituzionale che spiega «come votare», ma si distingue per un burocratese che in altri contesti è scomparso da almeno quindici anni.

I referendum sull’acqua – che in realtà sono due – stanno per esempio nascosti sotto questi nomi: «modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica» (Referendum 1) e «determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunarazione del capitale investito (Referendum 2).

E poi ci sono chicche come queste: «il quesito prevede l’abrogazione» (perché non dire «il referendum ti chiede se vuoi cancellare»?) e «norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione per il capitale investito dal gestore» (perché non dire «norme che determinano quanto costa l’acqua ai cittadini, eccetera»?).

Per non parlare del contorsionismo sul «legittimo impedimento» (Referendum 4) (clic per ingrandire):

Referendum 4

Dove trovare spiegazioni semplici e il più possibile obiettive dei referendum? Io non ne ho trovate. Anche in rete, per saperne di più, tocca brigare, confrontare, studiare, ma per farlo ci vuole un buon livello di scolarizzazione, una discreta quantità di tempo libero e soprattutto molta motivazione.

Chi può mai credere, allora, che il 50% + 1 degli aventi diritto al voto abbiano queste caratteristiche e che per giunta il 12-13 giugno decidano di votare?

Ecco lo spot: