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Vittoria a 5 Stelle: la disfatta di media e politica?

Filippo Facci

La settimana scorsa ho partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, organizzato da Arianna Ciccone e Chris Potter (bravissimi e tostissimi), un’iniziativa che ormai non ha bisogno di presentazioni. Dico soltanto che è uno dei pochissimi contesti, in Italia, in cui si respiri un’aria autenticamente internazionale. Per intenderci: non è la finzione di internazionalità con cui spesso gli italiani fanno bello il salotto di casa, Continua a leggere

Perché la campagna «Rimbocchiamoci le maniche» non funziona

Da quando la campagna del Partito Democratico «Rimbocchiamoci le maniche» è uscita (a quanto pare è di Aldo Biasi Comunicazione), le battute si sprecano.

Alla Festa Democratica Nazionale (Torino, 28 agosto – 12 settembre 2010) lo slogan era completato dalla frase «Cominciamo a sognare». E tutti a domandarsi quando mai la gente si rimbocca la maniche per sognare (clic per ingrandire).

Rimbocchiamoci le maniche. Cominciamo a sognare

Allora hanno messo «Per giorni migliori», ottenendo qualche settimana di decoroso silenzio.

Ora però sono apparse in tutta Italia queste affissioni, e tutti sono di nuovo scatenati: «che c’entrano i giorni migliori con quella faccia incazzata?», «che fa Bersani in quella posa da cowboy?», «e dopo che te le sei rimboccate, che fai?» (clic per ingrandire):

Per giorni migliori. Rimbocchiamoci le maniche Le Tasse sono aumentate e la pazienza è finita

I soldi per l'istruzione sono diminuiti e la pazienza è finita La disoccupazione è aumentata e la pazienza è finita

A parte la lunghezza e l’insensata organizzazione visiva della headline (sono in corpo maggiore e balzano all’occhio parole a caso come «Le maniche», «E la pazienza è finita», «Sono diminuiti», «È aumentata»), il problema fondamentale è l’immagine di Bersani.

È stata scelta, infatti, quella che io chiamo «estetica del corpo isolato su sfondo bianco» per rappresentare un leader politico che – date le maniche rimboccate – si vorrebbe proporre come un leader del fare, competente e combattivo.

Che cos’è l’estetica del corpo isolato su sfondo bianco? Quella che per esempio i marchi di moda usano per pubblicizzare profumi o intimo. Vedi D&G (clic per ingrandire):

D&G David Gandy per D&G

Chiaro che un’organizzazione visiva del genere serve a concentrare l’attenzione sul corpo – inevitabilmente bello – del soggetto umano fotografato, non certo a magnificarne le doti di pragmatismo. Ma concentrare l’attenzione sul corpo di Bersani finisce per sottoporlo a battutacce sulla pelata e le sopracciglia aggrottate.

Inoltre, imitare lo stile visivo dei marchi di moda per pubblicizzare un partito conferisce alla campagna un che di patinato, artificioso, e trasforma il partito in una confezione vuota.

Come non bastasse, è uscito anche lo spot. Che dall’estetica del corpo isolato è passato all’estetica del gesto: quello di rimboccarsi le maniche, appunto. Senza (neanche stavolta) proporre contenuti, perché Bersani non dice nulla e alla fine se ne va. Col risultato che in questi giorni molti blogger si sono effettivamente concentrati sul gesto – come lo spot induceva a fare – ma l’hanno associato a ben altra pratica: quella di iniettarsi eroina in vena. Vedi cosa ne hanno detto Mattina, Gilioli, Sofri.

Il discorso presidenziale di fine anno: lodi e attacchi bipartisan

Il discorso che il Presidente della Repubblica fa ogni 31 dicembre è costruito a bella posta per fare il punto sull’anno trascorso e alcune previsioni sul futuro, con toni di incoraggiamento e esortazione.

Non esprime la posizione di una parte o un partito, ma deve rivolgersi a tutti gli italiani e le italiane.

Per questo i discorsi presidenziali di fine anno, pur differenziandosi per stile e contenuti – che dipendono in parte dal presidente, in parte dal contesto storico-politico – devono il più possibile dare un colpo al cerchio e uno alla botte. E per questo, quando vanno bene, ottengono lodi e critiche equamente distribuite fra tutte le parti politiche, sociali, economiche.

È successo anche all’ultimo discorso di Napolitano. Mi stupisco che alcuni se ne stupiscano: in questo senso non è diverso da altri.

Più numerosi sono stati gli apprezzamenti bipartisan (questa è la lista più completa che ho trovato).

Ma non sono mancate le critiche: da sinistra, sul blog di Alessandro Gilioli, che accusa Napolitano di aver sdoganato le riforme istituzionali; da destra, con Vittorio Feltri che il 2 gennaio titola «Che barba il discorso di Napolitano» (gli fa eco in questo articolo Marco Zucchetti).

I discorso è stato inoltre criticato perché ha menzionato il terremoto in Abruzzo, ma ha dimenticato – grave quanto strana mancanza – le tragedie di Messina e Viareggio; e perché è stato messo su Youtube (per la prima volta nella storia, meglio tardi che mai), con i commenti disabilitati, dando prova della solita miopia politica italiana nell’uso della rete.

Idee per una tesi (triennale o magistrale, a seconda del tipo e livello di approfondimento): analizzare dal punto di vista retorico-semiotico il discorso di Napolitano nel quadro dei messaggi presidenziali di fine anno dal 1949 a oggi (tesi magistrale), o dalla cosiddetta seconda repubblica a oggi (tesi triennale).

Trovi sul sito del Quirinale i testi di tutti i messaggi di fine anno degli ex presidenti italiani, fino all’attuale.

Frattocchie 2.0

A Frattocchie, una località vicino Roma, fino al 1991 c’era la sede dell’Istituto di studi comunisti, che era la scuola dei dirigenti del Partito Comunista Italiano.

Oggi, alla Festa Democratica di Pesaro, c’è Frattocchie 2.0, dove sono stata invitata a tenere una conferenza. Spero tanto che l’iniziativa segni l’inizio di una nuova attenzione del Pd nazionale per la comunicazione, le reti, i social network.

Questo è il programma:

Venerdì 4 settembre

ore 14.00

Registrazione partecipanti

ore 15.30

Introduzione, Francesco Verducci (responsabile Comunicazione Online e New Media PD) e Annamaria Parente (responsabile Formazione PD)

ore 16.00

Donatella Campus (docente di Comunicazione politica, Università di Bologna)

Mobilitazione politica nell’era di internet

ore 17.00

Luca De Biase (giornalista, saggista, direttore di “Nòva 24”)

Idee guida per una repubblica della rete

ore 18.00 coffee break

ore 18.30

Stefano Rodotà (giurista, Internet Governance Forum)

Internet, democrazia, società

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Sabato 5 settembre

ore 9.00

Fausto Colombo (docente di Media e Politica, Università Cattolica di Milano)

Forza e debolezza del web 2.0 nel discorso pubblico italiano

ore 10.00

Alberto Castelvecchi (editore, scrittore, saggista)

Il laboratorio dei network sociali

ore 11.00 coffee break

ore 11.30

Giovanna Cosenza (docente di Filosofia e Teoria dei linguaggi, Università di Bologna)

I linguaggi dei nuovi media

ore 12.30

Bruno Pellegrini (autore e produttore multimediale e di “user generated content”)

Andrea Soldani (autore e regista televisivo e crossmediale)

Come Internet cambierà la TV

ore 15.00

Antonio Sofi (analista uso della rete e delle nuove tecnologie nelle campagne elettorali)

Online e offline: ipotesi per una campagna permanente

ore 16.00

Workshop:

Pierluigi Regoli (esperto Comunicazione New Media)

Pianificare una presenza online

Devis Meneghelli (direttore Area Programmazione Callipigia s.r.l.)

Francesca Bonazzoli (Direttore Area Comunicazione e Marketing Callipigia s.r.l.)

Progettare e gestire sito web e blog

Marco Laudonio (Project Manager DOL per il Progetto “PD 2.0”)

Il direct mailing

Rossella Stramaglio (responsabile Marketing SMG S.P.A – Banzai Group)

Mediaplanning e Microtargeting

Fernando Diana (amministratore delegato ProDiGi)

Viral e buzz marketing

Anna Maria De Caroli (Project Manager DOL)

Raccolta di fondi, piattaforme di partecipazione, mobilitazione di volontari

Marco Laudonio (Project Manager DOL per il Progetto “PD 2.0”)

Usi di Internet nel contesto delle comunità locali

Gianluigi De Stefano (giornalista Responsabile Redazione Web Youdem)

Il giornalismo partecipativo

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Domenica 6 settembre

ore 9.30

Consigli a un giovane blogger

Anna Paola Concia (deputata PD, blogger)

Alessandro Gilioli (giornalista de ‘l’Espresso’, blogger)

Loredana Lipperini (giornalista, scrittrice, autrice radiotelevisiva, blogger)

Matteo Orfini (Fondazione Italiani Europei, blogger)

Pulsatilla (scrittrice, blogger)

conversano con

Marino Sinibaldi (saggista, critico letterario, autore radiofonico)

ore 11.00 coffee break

ore 11.30

Paolo Gentiloni (coordinatore Area Comunicazione PD)

Conclusioni