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Laboratorio Tv Fai-da-web

Come docente della cattedra di Semiotica dei nuovi media del Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna, ho il piacere di inaugurare, assieme a Altratv.tv, il Laboratorio Tv Fai-da-web, uno spazio di riflessione, analisi e sperimentazione sui formati e linguaggi delle web tv.

Logo Laboratorio Tv-fai-da-web

PERCHÉ IL LABORATORIO

Troppo spesso oggi la web tv ricalcano stili, formati e generi già usati dalla televisione generalista. Il laboratorio vuole studiare la possibilità di inventare nuovi modi di fare televisione, partendo dall’osservazione sistematica e analitica di ciò che accade in rete non solo nell’ambito della produzione audiovisiva e del citizen journalism ma, più ampiamente, nel mondo dei social media.

CHI PUÒ PARTECIPARE

Il laboratorio si rivolge anzitutto agli studenti e alle studentesse che frequentano o hanno frequentato il mio corso di Semiotica dei nuovi media, che possono concordare su questi temi una tesina per l’esame e/o una tesi di laurea. I lavori saranno seguiti, oltre che dalla docente, anche da un/a componente del team di Altratv.tv.

Nel caso ci fossero studenti e studentesse della triennale in  Scienze della Comunicazione o della magistrale in Semiotica di Bologna che non hanno mai frequentato Semiotica dei nuovi media, ma sono comunque interessati/e all’argomento e hanno già le competenze necessarie, possono mettersi in contatto con la docente: giovanna.cosenza chiocciola unibo.it.

Le idee più interessanti e innovative saranno usate dal network Altratv.tv, con menzione esplicita del/la loro autore/autrice.

UNO STAGE CON RIMBORSO SPESE

Il laboratorio prevede un tirocinio curricolare presso Altratv.tv con un gettone di rimborso spese di 300 euro mensili. Il tirocinio è aperto a tutti gli/le studenti/esse e i/le laureandi/e dell’ateneo bolognese, purché abbiano competenze e interessi nell’ambito della produzione televisiva e una buona familiarità con la rete e i social media. Per candidarti al tirocinio manda il tuo cv a info chiocciola altratv.tv.

PREMIO TV-FAI-DA-WEB

Lo/a stagista, gli studenti e le studentesse che faranno la tesina d’esame o la tesi di laurea su questi temi entrano a far parte della giuria che assegnerà il Premio Tv Fai-da-web al miglior format web televisivo finora realizzato, sia esso web-serie, instant-tv o mobile tv. Il premio sarà consegnato durante il meeting Punto it, che si terrà a Bologna dal 18 al 20 aprile 2012.

«Servizio pubblico»: il medium è il messaggio, ma il vecchio si rinnoverà o schiaccerà il nuovo?

Visto Santoro ieri. Letto cosa ne dicono giornali, siti, blog e social media oggi. Il termine rivoluzione è quello più usato: Santoro e i suoi fan lo usano letteralmente, i detrattori ci mettono le virgolette, come a dire «molto rumore per nulla».

Santoro Servizio Pubblico

Non mi aspettavo da «Servizio pubblico» novità di contenuto, visto il lancio sul sito (vedi La nuova tv di Santoro sul web: dove sta la differenza?). D’altronde non ce n’erano state nemmeno in «Rai per una notte» (vedi Santoro: nuovo medium, vecchio messaggio).

Ma è sbagliato minimizzare l’evento. La novità di «Servizio pubblico» – come quella di «Rai per una notte» – è infatti il mezzo, non il messaggio, o meglio la molteplicità di canali e piattaforme attraverso cui la trasmissione è diffusa: decine di tv locali, radio, siti internet, più i social media che propagano e «viralizzano» la diretta. C’è stata addirittura la diretta via sms: Franco Bechis, vicedirettore di Libero, unico ospite diciamo «non di sinistra» della trasmissione, mentre era lì mandava sms che Libero pubblicava (vedi «Il ritorno di Santoro, diretta sms di Bechis»).

Sta dunque nel medium la rilevanza di «Servizio pubblico». Piaccia o non piaccia Santoro, se ne apprezzino o meno i contenuti, non si può fingere che l’esperimento non inciderà sul rapporto della vecchia televisione con i nuovi modi di fare informazione via internet.

Inciderà. E su questo ho una speranza e un timore.

Speranza: spero che la barcata di soldi e attenzioni che Santoro porta su internet serva a promuovere la cultura di rete in questo paese, che invece è, come sappiamo, indietro rispetto alla media europea e molto rispetto al nord Europa e agli Stati Uniti. Spero che serva a valorizzare l’idea di una rete libera, polifonica, sempre più ricca di contenuti e sempre più accessibile in tutti i sensi: economico, infrastrutturale, culturale.

Timore: temo che Santoro possa appesantire ulterioremente l’incidenza dei vecchi media su internet, che già in Italia è notevole. Già le testate giornalistiche tradizionali – più o meno camuffate di novità – si ritagliano la fetta maggiore di visite, consensi, attenzioni sui media tradizionali e introiti pubblicitari. Già i brand nazionali e multinazionali imperversano su Facebook (non dimentichiamo che ai primi posti nelle classifiche delle pagine con più «mi piace» stanno sempre cantanti, attori, marchi commerciali).

Ora che un brand della tv generalista sbarca su internet non è che, invece di rinnovarsi lui, appannerà di vecchiume la rete e i social media?

Anche perché è vero che – come diceva Marshall McLuhan – «il mezzo è il messaggio» e l’esperimento di Santoro lo sta dimostrando per l’ennesima volta. Ma è anche vero che, se non vogliamo banalizzare McLuhan come molti fanno, il messaggio non è solo il mezzo, casomai è anche il mezzo.

Detto in altri termini: se i contenuti del programma di Santoro continueranno a restare identici a quelli che andavano in Rai, cosa accadrà? L’attenzione verso «Servizio pubblico» andrà scemando perché la parte più innovativa e vitale della rete lo boccerà come stantio, o piuttosto comincerà a diffondersi anche in rete l’idea che, se vuoi fare una web tv, devi prendere pari pari il modello della televisione generalista? Devi imitarne a tutti i costi formati, stili e linguaggi?

Altratv logo

Che ne sarà per esempio delle circa 600 micro web tv italiane censite da Altratv.tv? Oggi su queste microtelevisioni pullulano esperimenti interessanti – alcuni anche brillanti – per varietà e creatività. Pochi conoscono le micro web tv, perché certo non fanno gli ascolti di Santoro. Ma come usciranno dal confronto col panzer? Ne saranno rafforzate perché Santoro riuscirà a tessere alleanze con loro senza schiacciarle, anzi imparando da loro? Saranno assorbite? O rese ancora più irrilevanti e dunque di fatto cancellate?

 

Com’è difficile comunicare la ricerca

Si avvicina anche quest’anno La notte dei ricercatori. Dal sito:

Un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 e che coinvolge ogni anno centinaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. Ogni anno ricercatori e cittadini comuni sono invitati a creare occasioni di incontro con l’obiettivo di diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto divertente e stimolante.

Gli eventi comprendono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti. […] Nel 2011 la Notte dei Ricercatori in Italia prende vita in oltre 40 città dal nord al sud della penisola. Nel 2011 il tradizionale appuntamento europeo si terrà il 23 settembre: ti aspettiamo!

Anche a Bologna, una delle sedi più attive nell’organizzare l’evento, fervono i preparativi: trovi i dettagli sul sito Nottericercatori. Poiché anche quest’anno sono coinvolta nella diretta sulle web tv organizzata da Altratv.tv e Aster, tornerò sul tema.

Nel frattempo il caso vuole che mi arrivi una mail da Cecilia, una ricercatrice che mi segnala il video prodotto per promuovere la Notte a Udine, Gorizia e Nova Gorica. Dice:

A me non piace, ma magari io, che sto in laboratorio, di comunicazione non capisco niente: preferisco non commentarlo e leggere, se possibile, una sua analisi. Grazie.

Ora, il video è stato realizzato dagli studenti Dams e Relazioni Pubbliche dell’Università di Udine e non è giusto accanirsi contro l’evidente ingenuità e inesperienza che rivela. Dico solo tre cose:

  1. È troppo lungo: un minuto, un minuto e mezzo al massimo, può essere la lunghezza di clip come queste. Meglio farne più d’una, per valorizzare aspetti diversi di diversi tipi di ricera.
  2. La ricercatrice e i due ricercatori sono caricature. Per essere più benevoli, sembrano usciti da un cartoon. Capisco che l’intenzione fosse autoironica. Capisco che si volesse rendere «buffo» qualcosa che il senso comune immagina barboso, ma c’è un problema: il video non fa ridere né sorridere. E conferma il pregiudizio dell’inutilità della ricerca: un giochetto che diverte solo chi lo fa.
  3. L’atmosfera giocattolosa non è coerente con le affermazioni trionfalistiche della conclusione: «Non abbiamo superpoteri, ma strumenti di precisione», «Noi cerchiamo la verità, per un mondo migliore», «Noi non siamo supereroi, ma salviamo il mondo». Eccetera.

Torno a dire: sono piccoli e non è giusto accanirsi. Però potremmo partire da un video che non funziona per immaginare assieme come potrebbe essere una serie di clip che voglia davvero far capire alla nonna – al droghiere, al parrucchiere, al meccanico sotto casa – cosa vuol dire fare ricerca, chi la fa, a cosa serve in concreto, perché vi andrebbero investiti più soldi, e così via.

Se mettessimo assieme una lista di spunti interessanti e ragionati, potrei portarla come argomento di discussione nella diretta televisiva del 23 settembre. Chi mi dà una mano?

The Facebook effect: tutti i retroscena dell’azienda che ha cambiato la rete

Nell’ambito degli incontri formativi Academy, organizzati periodicamente da Altratv.tv per la rete delle micro web tv italiane, il 13 luglio è andata on line una riflessione-conversazione su Facebook fra David Kirkpatrick, Giampaolo Colletti e me.

David Kirkpatrick è un brillante giornalista statunitense, che è stato senior editor di Fortune, ha scritto di Apple, IBM, Intel, Microsoft e partecipa spesso a trasmissioni televisive, radiofoniche e sul web come esperto di nuove tecnologie e reti.

Nel 2010 ha pubblicato The Facebook Effect: the inside story of the company that is connecting the worldtradotto in italiano da Ilaria Katerinov e uscito in giugno da Hoepli, in cui racconta, con stile piacevole e fluido, i retroscena della storia di Facebook e di altri social network (QUI la recensione di Vincos).

La puntata dura mezz’ora e l’abbiamo registrata il 1 giugno scorso, in occasione del tour di Kirkpatrick per la presentazione della traduzione italiana del libro (per questo a un certo punto dico che gli utenti italiani di Fb sono 19 milioni, mentre ora sono già quasi 20 milioni). QUI anche un’intervista a Kirkpatrick su Repubblica.

Anche se molti lo confondono, il libro non è quello da cui è stato tratto il film The Social Network, ma è molto meglio perché racconta, come dice la fascetta della traduzione italiana, «Tutto quello che il film The Social Network non vi ha detto».

Vodpod videos no longer available.

Rita Levi Montalcini: le donne, la ricerca, il futuro

Durante Rita 101+, la maratona sul web organizzata il 21 aprile scorso da Altratv.tv e Ipazia Promos per i 102 anni di Rita Levi Montalcini, è stato trasmesso per la prima volta un documento eccezionale, che risale alla fine del 2009, quando la grande scienziata aveva 100 anni e si trovava in Israele.

In circa 5 minuti Rita risponde alle domande di sei giovani ricercatrici provenienti da tutto il mondo, inclusa l’Italia.

Il video è bello, intenso, sorprendente.

Anticipo due soli passaggi: «Non ho affrontato la vita come una scienziata, ma come un’artista» e «La vita non finisce con la morte, quello che resta di te è ciò che trasmetti ad altre persone. Non m’importa di morire. La cosa più importante è il messaggio che lasci agli altri».

Goditelo con calma, come me lo sono goduto io. Fino alla commozione.

Grazie alla Fondazione EBRI (tutti i diritti riservati).

Connecting Italia

Oggi si festeggia l’unità d’Italia. Poiché alle 15:00 parteciperò a «Connecting Italia», la diretta «a rete unificata» delle micro web tv italiane organizzata da Altratv.tv, ho raccolto gli spot che negli ultimi mesi hanno celebrato l’unità d’Italia.

Connecting Italy

Ha cominciato il Ministero della Difesa, con la rappresentazione nostalgica della provincia italiana che abbiamo già discusso in Buon compleanno Italia.

Poi è arrivata la Rai che, per invitare a pagare il canone e per valorizzare la lingua dell’Italia unita, ha sottolineato le differenze fra i vari dialetti italiani, scatenando alcune polemiche, soprattutto di parte leghista ma non solo. In sintesi:

«È come sostenere che le lingue locali sono roba da barbari e l’italiano le ha finalmente cancellate» ha detto l’assessore leghista della regione Veneto Roberto Ciambetti.

«A mio giudizio — ha replicato Luca Serianni, docente di storia della lingua italiana all’università “La Sapienza” di Roma — è una contrapposizione artificiale. Dagli anni 50 abbiamo tutti imparato l’italiano e questo è un bene da tutelare. Se poi a casa si parla anche un’altra lingua va benissimo a patto che non diventi esclusiva. Altrimenti, da mezzo di comunicazione, il dialetto diventa mezzo di esclusione».

Concordo con Serianni, naturalmente: ben vengano i dialetti, anzi, sarebbe bello che ai bambini si continuasse a insegnare – in famiglia, non certo a scuola dove è già molto se imparano l’italiano – anche il dialetto, ma vogliamo forse tornare a parlare solo in dialetto?

Ecco tutti gli spot Rai, in sequenza:

Ma lo spot più colto, curato, appassionato l’hanno realizzato i ragazzi dell’Istituto Tecnico per Geometri “Oscar D’Agostino” di Avellino, che vedono la nostra storia dal 1861 a oggi come una serie di cadute e «risorgimenti», l’ultimo dei quali è… guarda qua:

Di queste e altre 150 cose parleremo nella diretta «a rete unificata» oggi alle 15:00. Ci puoi seguire qui: Altratv.tv.

L’altra notte – Diretta sulle web tv

Oggi dalle ore 20.00 – nell’ambito della Notte dei Ricercatori 2010 – dal Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna (via Azzo Gardino 23), Altratv.tv trasmetterà «L’altra notte», una diretta on line sulle oltre 200 web tv nazionali.

La diretta è stata organizzata dal Dipartimento di Discipline della Comunicazione e da Altratv.tv, in collaborazione con Aster, Codec Tv (Ufficio Giovani del Comune di Bologna), Dituttounpo (Ferrara), Ipazia Promos Onlus, Ipazia Preveggenza Tecnologica, FEMI, Regione Emilia-Romagna, U-Station.

L’evento sarà irradiato anche da Corriere tv, Repubblica tv, La Stampa tv, Rainews24, Il Fatto Quotidiano, L’Unità, E’ TV, Sapere.it e YouDem.

Sono previsti collegamenti in diretta con i nove enti italiani universitari aderenti alla Notte dei Ricercatori: Bologna, Bolzano, Frascati, Genova, Roma, Salerno, Trieste, Venezia e i distretti universitari del Piemonte. Ci sarà inoltre un collegamento con il CERN di Ginevra.

Interverranno alla trasmissione sul web Riccardo Iacona, Luca De Biase e Piero Angela (quest’ultimo con un’intervista registrata).

Condurremo la diretta in studio Giampaolo Colletti (FEMI, Altratv.tv) e io. 🙂

Se sei di  Bologna, vieni a trovarci in via Azzo Gardino 23. Se sei lontano/a o non puoi, seguici su www.nottericercatori.it e www.rita101.tv.