Archivi tag: antipub

Il lusso è un diritto… vostro. I nostri diritti sono un lusso

La pubblicità della nuova Lancia Ypsilon 5 porte «Il lusso è un diritto» continua indisturbata da giugno.

Avevo già scritto allora che è quanto meno fuori luogo una campagna che grida «Il lusso è un diritto» mentre la crisi economica infuria nei paesi in cui si vende la Ypsilon («Luxury is a right» è la versione inglese). Vedi: «Il lusso è un diritto». Nuovo concetto di lusso o insulto sociale?

Mi pare una pubblicità insultante per chi non ha un lavoro o l’ha perso. Per chi non arriva a fine mese. E trovo pure che prenda in giro le poveracce (il target della Ypsilon è soprattutto femminile) che, non potendo accedere al lusso vero, s’illudono di trovarlo in un’utilitaria con l’aria chic.

Eppure – avevo notato a fine giugno – nessuno si ribella contro questi cartelloni, nessuna li strappa indignata né gli lancia pomodori contro, nessuno li prende a simbolo di una società da combattere. Al contrario, molti in rete e alcuni pure su questo blog hanno commentato cose del tipo: «Cosa c’è da scandalizzarsi? Vincent Cassel è un figo e la campagna mi fa riflettere (sic!) sul concetto di lusso. Ha ragione lui: il lusso sta nelle piccole cose».

Evidentemente, avevo concluso, in Italia non siamo ancora abbastanza poveri. Né abbastanza arrabbiati.

Qualche giorno fa, il laboratorio Palayana.org, che raccoglie studenti dell’Università Federico II di Napoli mi segnala che loro, da quelle parti, se la sono presi con i cartelloni «Il lusso è un diritto», spruzzandogli sopra in rosso la scritta: «…vostro. I nostri diritti sono un lusso».

Non basta, ragazzi. Bisognerebbe farne mille, di queste cose, identiche e coordinate in tutte le città. Ma bisognerebbe soprattutto che fossero più creative, che colpissero la fantasia di chi passa, in modo da non essere liquidate come azioni di vandalismo fine a se stesso.

Qualcosa di simile a ciò che il Be Yourself Movement aveva cominciato a metà 2010, per poi finire in pochi mesi a fare marketing a pagamento per un brand. E per quattro soldi. Vedi: Guerrilla marketing e contropubblicità: matrimonio impossibile?

Possibile che in Italia non si riesca a trovare una soluzione creativa che non sia o protesta isolata (e perciò inutile) o tentativo di farsi notare per finire al più presto sfruttati da qualche marchio di moda?

(Clic per ingrandire.)

I nostri diritti sono un lusso

Be Yourself Movement

È nato a metà gennaio ed è l’ultimo movimento antipub di cui ho notizia.

Be Yourself Movement

Finora si è distinto per semplicità e pulizia di azioni, spero che continuino così: niente atti vandalici, nessun muro imbrattato, ma solo interventi mirati e divertenti contro le affissioni più irrispettose e omologanti. Fra le tante: Be Stupid di Diesel, di cui abbiamo parlato QUI e QUI. Questo è il loro Manifesto:

Dal carosello all’occupazione mediatica, dalla casalinga di Voghera al modello di bellezza bulimianoressico, dai consigli per gli acquisti alle imposizioni sociali. In modo sempre più invasivo e arrogante, veniamo ogni giorno bombardati da messaggi il cui unico scopo è imporre un pensiero collettivo unitario, un modo di essere, di apparire e di vivere.

Ogni angolo delle nostre città ha qualcosa da dirci: tenta di persuaderci gridando dall’alto dei suoi 6×3 metri cosa è alla moda o ci impone ripetendoci da un esercito di 70×100 cosa dovremmo possedere per essere socialmente accettati.

ORA BASTA!

Siamo stanchi di essere considerati un numero, la nostra generazione un target e i nostri comportamenti un trend di mercato.

Crediamo e promuoviamo lo sviluppo di una coscienza critica individuale e collettiva e pretendiamo che questa venga rispettata.

Crediamo sia necessario liberare la nostra e le future generazioni da stereotipi esistenziali e di bellezza autolimitanti.

Rifiutiamo qualsiasi tipo di imposizione socio-culturale , l’omologazione degli individui e la diffusione di un modello di pensiero unico.

Crediamo nel principe azzurro con la pancetta, nelle principesse senza una terza abbonante ed un fisico mal nutrito.

Crediamo sia meglio vivere la propria vita, nei propri panni, sentendosi ogni giorno se stessi e non qualcun altro.

Crediamo nelle imperfezioni e nei difetti fisici come valori aggiunti, come segni distintivi di una persona, come simboli dell’unicità di ognuno di noi.

Crediamo sia giusto accettare le persone per quello che sono, pensano e appaiono agli occhi degli altri, senza distinzione alcuna.

Crediamo nella libertà d’espressione, nella critica purché costruttiva e nella democraticità della comunicazione.

Crediamo sia giunto il momento di uscire e rivendicare con creatività il diritto a non essere omologati.

Sii te stesso, vanne fiero e se vuoi aiutaci a diffondere il Be Yourself Movement!

Questo è il loro blog: www.beyourselfmovement.com, dove fra l’altro trovi una intelligente presa di distanza dal tagging che imbratta opere d’arte, muri e spazi pubblici o privati. Ma li puoi contattare anche su Facebook (www.facebook.com/beyourselfmovement) e via mail: beyourselfmovement chiocciola gmail.com

Questa è una delle loro prime azioni: