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Postcards to Obama

Negli Stati Uniti la comunicazione di Barack Obama, e la mole di finanziamenti che l’hanno sostenuta, gli hanno permesso di vincere le elezioni, anche innalzando (lievemente) il numero dei votanti. Nel resto del mondo, la sua figura ha suscitato entusiasmi ai limiti del fanatismo delirante. Lo stesso che si riserva alle popstar, per intenderci.

Molti commentatori democratici si stanno preoccupando, ora, di ridimensionare le esagerazioni che Obama ha scatenato. Alcuni lo facevano anche prima delle elezioni, ma era molto difficile fare commenti equilibrati, senza passare per guastafeste o filo-repubblicani.

Qualche giorno fa la Reuters ha distribuito una serie di video intitolata «Postcards to the U.S. President». Sono brevissime interviste a “uomini e donne qualunque”, girate nelle strade di queste città: Londra, Parigi, Nairobi, Havana, Tel Aviv, Gaza, Sydney, Pechino, Mosca, Baghdad, Teheran.

L’iniziativa è interessante: da un lato riprende l’attenzione al «people in the middle» di tutta la campagna per le presidenziali americane, repubblicani inclusi; d’altra parte serve a ricordare, a presidente eletto, che in tutto il mondo le aspettative più ingenue sono ancora lì, pronte per essere bruciate.

Riprendo solo due, fra le varie cartoline che mettono in scena speranze a rischio. Puoi vedere le altre qui.

Cartolina da Teheran (ora che il presidente Ahmadinejad ha già inveito contro Obama).

1. (English) UNIVERSITY STUDENT, MASSOUD AHMADI SAYING: «To Mr. Obama I like to say that he should fulfil his promise to negotiate with Iran and resolve the problems.»

2. (English) UNIVERSITY STUDENT, HOSSEIN NAZARI SAYING: «My message to Obama, to Barack Obama is that, if you want your country actually if you want to have a good relationship with our country (Iran), with our politicians and with our government; you have to rapidly change your formal policies towards Iran.»

3. (English) UNIVERSITY STUDENT, MEHDI KADKHODAII SAYING: «I want to speak to Mr Obama. You said you need change, in the case of Iran, I want to advise you that first of all you must change your mind about Iran.»

Cartolina da Baghdad (che farà Obama con le truppe americane in Iraq?)

1. (English) BAQEE NAQED, JOURNALIST, SAYING : «I as an Iraqi, I am asking Obama to keep his promise about withdrawing the U.S. security forces here from our land and we want friendly ties with Iraq people and government. We do not need an occupation here, we need people to help us to improve security situation and services.»

2. (Arabic) MOHAMMED AL-SHABIKY CITIZEN, SAYING: «We hope from Obama to hold talks with eighbouring countries and represent new U.S. policy in Middle East and more specifically in Iraq.»

3. (Arabic) FADHIL AL-SHAMREE, BANKER, SAYING: «We call upon Mr. president Obama to hold good relations with and pullout U.S. and multi-national forces from Iraq as soon as possible.»