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L’uomo in ammollo

Vorrei cominciare una riflessione sulla rappresentazione mediatica del corpo maschile, che sia parallela e complementare rispetto a quanto stiamo facendo su quello femminile. Nella comunicazione si deve sempre lavorare in modo sistemico: per capire un elemento, devi capire il sistema di relazioni in cui è inserito. Per capire un genere, devi capire gli altri.

E allora.

Dal 24 maggio le città italiane sono tappezzate dalla versione contemporanea del celebre «uomo in ammollo» di Bio Presto.

Negli anni ’70 l’uomo in ammollo era il chitarrista jazz Franco Cerri.

Autoironico, casalingo e rassicurante, Cerri se ne stava beatamente immerso in acqua, tutto vestito in camicia e cravatta, spiegando come la potenza di Bio Presto avrebbe cancellato le terribili macchie di cui era cosparsa la sua camicia.

«Sporco impossibile? Nooo, non esiste sporco impossibile per Bio Presto» era il tormentone della campagna, che durò 15 anni e negli anni ’80 continuò a mostrarci Cerri che, oltre a stare in acqua, girava per case e supermercati, sempre occupandosi (come una donna!) di lavatrici, detersivi e panni sporchi.

Oggi il testimonial è Umberto Pelizzari, campione mondiale di apnea profonda, e la headline delle affissioni è «Un pulito da record».

La differenza è lampante: negli anni ’70-’80 Bio Presto rappresentava un uomo piacente ma normale, pronto a mettere da parte le sue abilità di chitarrista per pensare al bucato; oggi ci mostra un recordman dal fisico eccezionale, al cui volto, in realtà segnato da sole e mare, il fotoritocco ha cancellato rughe e imperfezioni, per omologarlo a mille altri belloni da passerella.

Corpo di plastica e prestazioni da supereroe, insomma.

Lo spot del 1977 (ripreso da un frammento di Blob: non badare al Pasolini iniziale e Cossiga finale 🙂 ):

L’affissione di oggi (per ora non ne ho trovata una più grande):

Un pulito da record