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I bambini e le bambine precocemente adulte dei marchi di moda

leggendaria

Sull’ultimo numero di Leggendaria è uscita una mia riflessione sul modo in cui sono spesso rappresentati i bambini e le bambine nella comunicazione commerciale e nei servizi fotografici dei marchi di moda da vent’anni a questa parte. E sul modo in cui queste immagini condizionano la comunicazione – e la nostra vita – ben al di là dei fashion brands. Ecco l’articolo: Continua a leggere

Ancora bambini precocemente adulti per marchi di moda

Bambini serissimi, corrucciati, invecchiati: sembra che i fashion brands non sappiano fotografarli in altro modo. Eppure la Carta di Milano «Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione» di Terre des Hommes Italia dice (punto 3): «La comunicazione deve tenere conto delle differenti età dei bambini e delle bambine coinvolti rispettandone la naturale evoluzione. Non bisogna rappresentarli in comportamenti, atteggiamenti e pose inadeguati alla loro età e comunque non corrispondenti al loro sviluppo psichico, fisico ed emotivo. Ogni precoce erotizzazione dei bambini e delle bambine va bandita dalla comunicazione». Ciò nonostante, ecco altri due esempi di bimbi già vecchi, appena usciti su Gioia e Style. Continua a leggere

I bambini precocemente adulti dei fashion brands

Nel novembre 2012 Terre des Hommes Italia ha pubblicato la Carta di Milano «Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione», scritta in collaborazione con un gruppo di comunicatori e comunicatrici, agenzie pubblicitarie, docenti universitari/e, insegnanti, professionisti/e. È fatta di dieci punti, che puoi leggere e firmare qui. Dieci principi semplicissimi e fondamentali che i media (giornali, tv, internet) e la pubblicità spesso non rispettano affatto. La pubblicità dei fashion brands in particolare tende a contraddire il punto 3, che dice: Continua a leggere

Proteggiamo i bambini con la Carta di Milano

Segnalo oggi – volutamente un giorno dopo la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – la Carta di Milano che Terre des Hommes Italia ha stilato «Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione», in collaborazione con un gruppo di comunicatori e comunicatrici, agenzie pubblicitarie, docenti universitari/e, insegnanti, professionisti/e, a cui ho dato anch’io un contributo. Perché lo segnalo un giorno dopo? Perché il rispetto dei bambini e delle bambine – nella comunicazione come nella vita – non deve durare un giorno. E perché le celebrazioni sono spesso a rischio di strumentalizzazioni ipocrite e buoniste.

La Carta di Milano è fatta di dieci punti, che puoi leggere e firmare qui. Dieci principi semplicissimi e fondamentali che i media (giornali, tv, internet) e la pubblicità spesso non rispettano affatto, anzi. Qualche esempio?

Il punto 3 dice: «La comunicazione deve tenere conto delle differenti età dei bambini e delle bambine coinvolti rispettandone la naturale evoluzione. Non bisogna rappresentarli in comportamenti, atteggiamenti e pose inadeguati alla loro età e comunque non corrispondenti al loro sviluppo psichico, fisico ed emotivo. Ogni precoce erotizzazione dei bambini e delle bambine va bandita dalla comunicazione.»

Ma immagini come queste fanno il contrario:

Monnalisa  Lù Lù

Il punto 5 dice: «I bambini e le bambine non devono essere rappresentati attraverso la raffigurazione adultizzata di stati d’animo negativi quali noia, depressione, rabbia, paura, o insoddisfazione che mirano solo a una loro strumentalizzazione a fini commerciali. Quando questi sentimenti negativi vengono rappresentati, lo devono essere secondo una modalità coerente, autenticamente corrispondente al significato che essi hanno per i bambini.»

Ma una campagna come Diesel Kid 2009 ha fatto esattamente il contrario. E mille altre fanno altrettanto.

Diesel Kid 2009

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

Per approfondire l’argomento, con particolare riguardo a ciò che fanno i fashion brands, leggi la tesi di laurea di Eva Schwienbacher.