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Vita da Facebook 5 – La fotina

Ti ricordi di Susanna, la facebook-addicted interpretata da Caterina Guzzanti, con cui ho aperto le nostre chiacchiere su facebook? Ti ricordi di quando lei si lamentava per l’assenza o bruttezza della “fotina” in qualche profilo?

In questi giorni riflettevo sull’importanza della fotina. Per sommi capi:

(1) Se non hai mai incontrato la persona che sta dietro a un profilo e non hai mai visto una sua foto, è il primo appiglio che il mezzo ti offre per costruirti aspettative e fantasie al suo riguardo: bello o brutto, biondo o moro, ma soprattutto, simpatico o antipatico, sorridente o scontroso. Certo, se alla fotina il gestore del profilo aggiunge decine di foto private – come molti fanno – gli appigli si moltiplicano. Ma la fotina è l’unica che appare sempre, mentre le fotone richiedono intenzioni e azioni mirate, spesso a prezzo di noiosi rallentamenti.

(2) Se già conosci la persona che sta dietro a un profilo, la fotina non serve a costruire da zero un’immagine corporea dell’altro, ma resta fondamentale: è da lì che la persona ci guarda ogni volta che scrive uno status, condivide un video, un link, una nota, è da lì che anche noi la guardiamo ogni volta che entriamo nel suo profilo. Il che capita più spesso, magari, degli incontri faccia a faccia.

Inoltre, proprio osservando le fotine di persone che conosco, ho registrato queste impressioni:

(1) alcuni cambiano spesso fotina (più volte alla settimana, se non di più): a ogni cambiamento mi sento a disagio, disorientata, perché mi pare di non riconoscere più la persona, di dover fare uno sforzo per riabituarmi (e quando l’ho fatto, quella magari zac, cambia di nuovo);

(2) altri mettono una fotina di quand’erano bimbi: non riesco a prenderli sul serio, neppure quando scrivono preoccupatissimi commenti su attualità politiche e sociali (il che mi porta a dire che la fotina infantile è accettabile se si usa facebook per scherzare con gli amici, meno accettabile se si vuole dire la propria su questo e quello);

(3) altri ancora optano per avatar simil-manga o simil-South Park di se stessi: poiché gli avatar si somigliano un po’ tutti (almeno per tipi), è come se il loro profilo perdesse spessore e unicità;

(4) altri infine mettono frammenti di fotografie o illustrazioni prive di figure umane: anche in questo caso, prima di abituarmi, vivo una sorta di spiazzamento, mi sento destabilizzata, perché se a parlarmi è una persona vorrei che le parole fossero accompagnate da sembianze umane, non da scorci di montagna o quadri astratti.

La mia conclusione è che la fotina di facebook andrebbe trattata – più in piccolo e senza esagerare – con la stessa attenzione e lungimiranza con cui le aziende progettano e gestiscono il loro brand: in fondo è la componente visiva del nostro marchio personale, è l’immagine con cui tutti i giorni ci presentiamo alla comunità di facebook (e oltre, se apriamo il profilo alle ricerche sui motori), dunque perché trascurarla? O meglio, se la trascuriamo, stracciamo, cambiamo di continuo, dobbiamo essere consapevoli che daremo di noi una rappresentazione (almeno un po’) stracciata e variabile: è davvero ciò che vogliamo?

A partire da queste osservazioni – per ora non esaustive né sistematiche – mi piacerebbe stimolare una tesi di laurea triennale.

Ulteriori dettagli a lezione di Semiotica dei nuovi media o ricevimento.

Vita da Facebook 1

Avrei già molte cose da raccontare, sulla mia pur breve vita dentro Facebook, ma preferisco aspettare un po’ e lasciarle sedimentare. È anche un fatto di serietà: mica si può capire tutto subito, no?

🙂

Ti dico una cosa sola, per ora: in questi giorni mi sento un po’ come Susanna, la facebook-addicted impersonata dalla meravigliosa Caterina Guzzanti. (Per inciso: in questo periodo mi pare sia meglio Caterina di tutti gli altri Guzzanti messi assieme… speriamo non scada come loro!)

Ecco il video, per chi avesse perso la puntata del 12 novembre, segnalato da Roberta.

Ah, finale strepitoso anche in questo caso… 😉

E… buon Natale!


Guzzanti/Gelmini si prepara per andare su YouTube

Da qualche giorno sul canale YouTube di Mariastella Gelmini è stato linkato – e commentato con la scritta «Finale strepitoso» – un video in cui appare l’imitazione di Caterina Guzzanti.

È la gag andata in onda a “Parla con me” due domeniche fa, con la Guzzanti che metteva in scena un presunto backstage del primo video, in cui Gelmini faceva le prove di presentazione del canale YouTube.

Evidentemente, qualcuno nello staff del ministro deve aver capito che una regola fondamentale, nella comunicazione di un personaggio pubblico, è fare buon viso al cattivo gioco delle imitazioni e caricature.

Se non hai visto quel pezzo in tv, goditelo qui: è tutto strepitoso, non solo il finale.