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#IJF e Amazon: concorso per studenti sul giornalismo nell’era digitale

IJF

Per il secondo anno consecutivo Amazon presenta il concorso di scrittura della scholarship del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (IJF). Studenti e studentesse provenienti da tutta Europa, di età compresa tra 18 e 25 anni, si sfideranno a scrivere un saggio di massimo 1000 parole sul tema «Il giornalismo nell’era digitale». I cinque saggi vincitori saranno pubblicati su La Stampa, DWDL.de e El Pais durante la settimana del Festival e i/le loro autori/autrici riceveranno il rimborso dei costi di viaggio e alloggio a Perugia per assistere al Festival Internazionale del Giornalismo (6-10 Aprile), partecipando a un panel con Massimo Russo (Condirettore de La Stampa), in cui racconteranno e discuteranno il loro lavoro. Il termine ultimo per partecipare al concorso è Continua a leggere

Nuntio vobis gaudium magnum

Mi hanno rimproverata spesso, negli ultimi tempi, perché non dico mai dove vado: le conferenze cui partecipo, i libri (miei o altrui) che presento, i convegni in cui parlo, eccetera. Non lo dico qui, ma nemmeno fuori dal blog. E spesso neppure agli amici né alla mamma.

International Festival of Journalism

Perché no? Per queste ragioni principali:

  1. Perché non penso di stare al centro del mondo, sicché ciò che io faccio debba interessare per forza a chi mi legge o circonda.
  2. Perché farlo mi parrebbe un specie di vanteria, o almeno una caduta di stile.
  3. Perché ogni mese partecipo a così tanti incontri, convegni, conferenze e compagnia bella che, se ogni giorno dovessi annunciarli, non riuscirei a fare né dire altro.
  4. Perché già un secondo dopo aver scritto queste cose, mi do fastidio da sola (ma stavolta resisto: arriverò in fondo).
  5. Perché la rete, Facebook, Twitter e tutti i social media sono infestati di proclami: «Oggi parlo qui» (ed è la parrocchia del quartiere), «Domani presento il mio libro» (ed è stampato a spese dell’autore), «Fra un’ora sono in tv» (ed è una tv di condominio).

Però ultimamente i rimproveri sono stati davvero troppi. E qualche amica e amico ci sono rimasti pure male, come se li avessi trascurati e loro fossero gli unici a non sapere. E hai voglia di spiegare che non è così, ma niente: siamo rimasti con l’amaro in bocca. Io e loro. Perciò mi rendo conto che forse sono io sbagliare e qualcosa devo pur dire, ma non ho ancora capito come trovare un modo per me accettabile di segnalare cosa faccio senza venire in odio a me stessa.

Pare semplice, ma è un vero problema di comunicazione, che implica una riflessione sui confini fra relazioni personali e professionali, uso del blog e dei social media. Qualcuno ha qualcosa da suggerirmi?

In attesa di spunti, colgo l’occasione per annunciare (giusto per vedere l’effetto che fa) che oggi sto scrivendo da Perugia, perché partecipo (felicissima di farlo) a una delle iniziative più interessanti e vive che ci siano in Italia, l’International Festival of Journalism, fondato nel 2006 e tutti gli anni organizzato – assieme a decine di collaboratori e volontari – da Arianna Ciccone e Christopher Potter.

In particolare parlerò QUI.