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Studenti&Reporter 3 – Insicurezza reale e percepita

Oggi su Repubblica Bologna è uscita la terza puntata di Studenti&Reporter, la rubrica quindicinale di giornalismo d’inchiesta che ho avviato con gli studenti della Magistrale in Semiotica.

Questo è il mio pezzo introduttivo, tratto dalla rassegna stampa di UniboMagazine.

Questo il racconto di Daniele Dodaro, studente al secondo anno della magistrale.

Qui il box informativo di Laura Mazzanti, studentessa del primo anno.

Per tua comodità e mia brevità, riporto solo il mio pezzo:

Che le strade di Bologna «non siano più sicure come una volta» è lamentazione ricorrente. Non da oggi però, perché già negli anni Settanta e Ottanta si favoleggiava dei bei tempi andati (dieci o vent’anni prima), in cui i bolognesi uscivano di casa addirittura senza chiudere l’uscio. Che da allora le cose siano cambiate è vero a Bologna come in qualunque città italiana.

Ma un conto sono i problemi di sicurezza reali, che dipendono dal numero di furti, scippi, violenze che di fatto accadono ogni anno; un altro è la cosiddetta «percezione di insicurezza», vale a dire il disagio, la tensione o addirittura la paura che i cittadini provano quando camminano in certe strade e quartieri. L’insicurezza reale si misura con i dati del Ministero dell’Interno, che cambiano di anno in anno e sono diversi per ogni città. La percezione di insicurezza si coglie parlando con le persone, ascoltando le conversazioni nei negozi, in autobus, al bar.

I due piani non sono sempre allineati: l’insicurezza reale può essere maggiore di quella percepita, o viceversa. In mezzo stanno i media, che amplificano o attenuano, a seconda del periodo, non tanto i dati, che non sono modificabili ma solo interpretabili, quanto la vox populi. E così anche i media contribuiscono a far salire o scendere l’allarme, complicando ulteriormente la già delicata relazione fra percezione e realtà.

Per quanto riguarda la sicurezza reale, gli ultimi dati sono incoraggianti. I numeri relativi alla provincia di Bologna nel periodo fra gennaio e novembre 2009, diffusi dal prefetto in dicembre, parlano infatti di un calo complessivo di reati del 13,2%, rispetto al 2008. Fanno eccezione le violenze sessuali, che sono purtroppo quasi stabili (129 nel 2008 e 127 nel 2009), e gli omicidi colposi e volontari, legati soprattutto allo spaccio di droga, che invece sono cresciuti; come pure sono cresciute le rapine in banca e negli uffici postali, ma solo in città perché in provincia sono diminuite.

In questo quadro, il tormentone su Bologna «che non è più come una volta» pare immutato. Ci siamo chiesti allora come vedono la sicurezza alcune categorie «speciali» di bolognesi: quelli che, per ragioni professionali, vivono soprattutto di notte. E abbiamo cominciato dalle associazioni di volontari che prestano soccorso in strada. Per vedere se la pensano come il bolognese medio o se ci sono differenze.

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Queste le puntate precedenti di Studenti&Reporter:

Studenti&Reporter, 20 gennaio 2010

Studenti&Reporter 2 – La movida Made in Bo, 3 febbraio 2010