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La comunicazione Salvini-Di Maio-Conte: perché (per ora) funziona

Salvini_Di_Maio_Conte

Ieri è uscito sul Fatto Quotidiano questo mio articolo:

Dal punto di vista della comunicazione, l’attuale governo è un inedito. Mai si era vista, in Italia, una polifonia così ben orchestrata: una voce forte e dominante, quella di Matteo Salvini, una più tenue, Luigi Di Maio, e infine Giuseppe Conte, che non è affatto marginale come molti lo vedono, perché serve a riportare armonia quando ce n’è bisogno. È un terzetto che – da quel che dicono finora i sondaggi (e per quel che valgono, in tempi di volatilità estrema) – non solo funziona, ma guadagna consensi soprattutto grazie a Salvini. Vediamo allora quali sono i suoi punti di forza. Continua a leggere

I talk show sono in calo? Si diceva anche durante il governo Monti

Gianluigi Paragone, La gabbia

In questi giorni gira voce che i talk show stiano stufando, in particolare dopo l’esordio deludente di Gianluigi Paragone con il nuovo La gabbia, che mercoledì scorso ha ottenuto solo il 3,97% di share. Bah, ricordo che nei primi mesi del 2012 ci fu un coro di preoccupazioni e lamenti per la crisi dei talk show, che allora si attribuiva Continua a leggere

Il blitz a Cortina: solo un’operazione d’immagine?

Negli ultimi giorni diversi lettori mi hanno chiesto: perché non parli del blitz dell’Agenzia delle entrate a Cortina?

Cortina d'Ampezzo

Al che ho sempre risposto: perché è chiaramente un’operazione d’immagine, ma se dici una cosa del genere ti tiri addosso polemiche a non finire, come se volessi difendere gli evasori, o dessi ragione ai riccastri di Cortina che si sono sentiti attaccati. O alla Santanchè, che ha dichiarato: «trovo sbagliato colpire la ricchezza» e «non trovo giusto colpire Cortina che è un simbolo del nostro turismo per fare controlli fiscali».

Alla fine mi sono decisa a scriverne e ribadisco: non do ragione agli evasori, né ai riccastri e neppure alla Santanchè, ovviamente. Ma credo ugualmente che sia un’operazione d’immagine. Ben riuscita, dato il clamore che ha suscitato, ma parziale, perché non è sufficiente da sola per recuperare il disagio diffuso nei confronti di Equitalia.

Ciò non vuol dire che sia solo un’operazione d’immagine: dipende da cosa faranno il governo, l’Agenzia delle entrate e Equitalia nei prossimi mesi. Non a caso già si preannunciano altri blitz: vedi La Stampa «Dopo Cortina pronti altri blitz».

Sulla sostanza dell’operazione ho poi ricevuto una mail interessante da Giorgio, che mi pare utile condividere e discutere. Gli ho chiesto perciò l’autorizzazione a pubblicarla ed eccola:

«Nessuno finora ha notato che nel blitz spettacolare di Equitalia non è stato ancora riscontrato alcun illecito (!) tranne un esercente di prodotto di lusso che aveva beni in conto vendita per 1,6 milioni di euro (ovviamente una gioielleria di altissimo livello). Niente, nulla.

Controllare le dichiarazioni dei redditi di possessori di auto di lusso parcheggiate a Cortina è una sciocchezza da ogni punto di vista: primo, perché al limite basterebbe un controllo al PRA selezionando auto sopra un certo costo con la dichiarazione dei redditi del possessore, fatto da un impiegato in ufficio, non a Cortina e pagato per la trasferta. Secondo, e ben più grave, perché non si selezionano le auto in base ai KW, ma in base al costo effettivo di mercato. Io posso avere una Golf molto potente che costa relativamente poco. Un altro può avere un’auto blasonata acquistata anni fa, in tempi di vacche grasse.

Ma il punto più grave è che non c’è alcuna correlazione tra il reddito annuale e l’acquisto di beni di lusso. Io posso dichiarare un Irpef bassisima, ma è la mia società di capitali (Spa o srl) a pagare tutte le tasse per la mia auto di lusso. Inoltre se io compro una Ferrari, di sicuro ho capitale (anche ereditato). I proventi da capitale sono tassati alla fonte col 20% di ritenuta. Quindi io posso dichiarare zero Irpef e avere Ferrari a più non posso e farlo legalmente, perché pago già. Inoltre è importante l’età del contribuente. È chiaro che un pensionato ricco esibisca un Irpef bassa e si mantenga con la rendita da capitale. Quindi?

Inoltre dire che, IN ALCUNI dei 35 negozi esaminati in un giorno x (tra l’altro il 30 di dicembre, non il 4 marzo, per dire), gli incassi hanno superato FINO AL 100% del giorno precedente e FINO AL 400% dell’anno precedente è barare. Non è così che si fanno le statistiche. Di sicuro questi controllori non hanno mai lavorato nel commercio un solo giorno in vita loro, abituati a prendere la stessa cifra ogni mese. Ad esempio bastano pochi dati per dimostrare che il turismo (anche dolomitico) in tempi di crisi si è concentrato quest’anno nei giorno 30-31-1, abbandonando la conseuta settimana. Che il 30 di quest’anno era venerdì, quindi già pre weekend, mentre l’altro anno era giovedì. E così via.

Esiste l’evasione? Certo e va combattuta e mi tocca fare l’avvocato dell’evasore solo perché le procedure sono assurde. Si faccia una statistica del periodo, non del giorno. Si pubblichino i dati medi dei controlli, non quelli più eclatanti come sineddoche, cioè come se bastasse una parte a rappresentare il tutto.»