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Il linguaggio del corpo di Berlusconi, Grillo, Bersani, Monti

Nello «Speciale elezioni» di Yahoo.it è uscita un’intervista che mi ha fatto Andrea Signorelli sulla comunicazione non verbale di alcuni leader politici. Eccola:

Negli Stati Uniti i leader politici e i loro staff studiano la comunicazione non verbale e il body language in maniera puntuale e quasi ossessiva. La ragione è semplice: “L’espressione del volto e i gesti che facciamo mentre comunichiamo qualcosa possono rafforzare o contraddire quello che stiamo dicendo” Continua a leggere

Ma neppure stavolta parlano di preservativo (2)

Due post anche oggi, perché è la giornata mondiale per la lotta contro l’Aids.

Questi gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute:

Sei italiani su dieci scoprono di aver contratto il virus Hiv a malattia conclamata. Ogni anno in Italia circa quattromila persone si infettano con HIV e in oltre il 90% dei casi il virus è acquisito per via sessuale.

Aumenta l’età media di infezione che sfiora i 40 anni. La modalità di acquisizione dell’infezione è cambiata rispetto al primo decennio dell’epidemia, quando in oltre il 70% dei casi veniva acquisita attraverso la tossicodipendenza.

Nel 2010 diminuisce l’incidenza di nuove infezioni rispetto allo scorso anno ma aumenta il serbatoio totale d’infezione di persone sieropositive che si stima siano circa 150.000.

Per questo il Ministero della Salute ha deciso di rimettere in circolazione lo spot dell’anno scorso, che invitava le persone fra 35-40 anni a fare il test Hiv. Sullo spot mi ero già arrabbiata un anno fa (vedi Ma neppure stavolta parlano di preservativo): regia di Ferzan Ozpetek, protagonista Valerio Mastandrea, il claim – non molto originale, ma diretto – è «Aids: la sua forza finisce dove comincia la tua».

Con questa scusa le istituzioni sanitarie italiane riescono – per l’ennesima volta – a NON invitare gli uomini – eterosessuali, omosessuali, bisessuali che siano – a usare il preservativo.

E allora lo ripeto anche quest’anno: il preservativo resta il metodo più semplice ed efficace per prevenire il contagio Hiv. A tutte le età, per tutti i generi sessuali, in tutti i paesi e le situazioni del mondo.

Sul NON uso del preservativo da parte dei ventenni avevo curato per Repubblica Bologna, assieme a Marco Salimbeni e Valentina Scattolari, studenti della laurea Magistrale di Semiotica, la prima inchiesta di Studenti & Reporter, uscita il 20 gennaio 2010. Eccola.

Sullo stesso tema – con la stessa indignazione – esce oggi la home di Nuovo e utile, dove trovi, fra l’altro, le slide della lezione che Annamaria Testa ha tenuto l’anno scorso nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano, in occasione dei 20 anni della LILA.


Bologna. La gioia (?) di Delbono

A Bologna Flavio Delbono, candidato sindaco del Pd, ha vinto al ballottaggio con il 60.7% dei consensi. Il suo rivale Alfredo Cazzola, sostenuto dal Pdl, si è fermato al 39.2%.

A Bologna il Pd è andato meglio che a Firenze (dove Renzi ha vinto con il 59,9%), meglio che a Ferrara (dove Tagliani ha vinto con il 56,82%) e Bari (dove Emiliano ha vinto con il 59,8%).

Buona anche l’affluenza alle urne: il 62,2% a Bologna, di poco superata da Ferrara, con il 62,45%, ma sopra Firenze, ferma al 58,92%, e Bari, al 60,02%.

C’è da stare allegri insomma, specie se si considera la disfatta del Pd sul fronte europeo. Non a caso Repubblica ha intitolato «La gioia di Delbono» le prime parole che il sindaco neoeletto ha rivolto ai cittadini.

Ma a guardare il video gela la schiena: parole lette su un foglio, sguardo basso, faccia scura e mai sorridente. Roba che fa rimpiangere la ben nota freddezza di Cofferati.

Vale la pena ricordare che gli studi sulla comunicazione non verbale mostrano che, nel caso di contraddizioni fra ciò che una persona dice e ciò che manifesta con la faccia e il corpo, gli interlocutori credono molto più alla faccia e al corpo che alle parole. Pare addirittura che i segnali non verbali abbiano in questo senso una efficacia 5 volte superiore a quella del linguaggio verbale.

Spero sia stata l’emozione. O l’amarezza degli ultimi giorni di campagna elettorale – come lo stesso Delbono dice – con il gossip e le allusioni pesanti sulla sua vita personale.

Ma così non si parla ai cittadini che ti hanno appena eletto. Così non si festeggia.