Archivi tag: comunicazione sociale

Le campagne per la prevenzione del tumore al seno

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Ci sono almeno due ottimi motivi per fare comunicazione (molta, sempre di più) a favore della prevenzione del tumore al seno. Innanzi tutto, è il tumore più duffuso fra le donne italiane:

  • In Italia 48mila donne (e 300 uomini) ogni anno si ammalano di tumore al seno;
  • 1 donna su 9 si ammalerà di tumore al seno nel corso della vita;
  • 10-12% è il rischio di ciascuna donna di ammalarsi, percentuale che varia molto con l’età: 2,3% fino all’età di 49 anni (1 donna su 45); 5,2% tra i 50-69 anni (1 donna su 19); 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23);
  • 50-69 anni è la fascia di età più colpita (1 donna su 19). (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015)

Inoltre, la diagnosi precoce è fondamentale nella lotta contro il tumore al seno, perché permette di individuare la malattia nella sua fase iniziale, e con ciò di garantire cure più efficaci, terapie meno aggressive e una maggiore probabilità di guarigione. La mortalità per questo tipo di tumore è infatti, per fortuna, in calo continuo, proprio grazie alla prevenzione: ogni anno diminuisce dell’1,4% e oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è dell’87% circa (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015). Ciò nonostante, in Italia le campagne – classicamente intese: affissioni, spot, annunci stampa – per prevenire il tumore al seno sono spesso mal concepite, mal realizzate e come tali inefficaci o inutili. Continua a leggere

Contro ogni pregiudizio etnico o razziale, il DNA ci mostra che le nostre origini sono sparse nel mondo

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La recente campagna di Momondo, piattaforma web di viaggi che punta molto sui valori della tolleranza e dell’apertura mentale, culturale e umana, ci fa riflettere sul fatto che basterebbe un’analisi del DNA per scardinare alcune convinzioni che molti di noi hanno sulla loro identità etnica e geografica (sono italiano/a, inglese, francese al 100%) e alcuni pregiudizi che, anche inconsapevolmente, molti nutrono su persone di altri paesi, etnie, razze, religioni (non sopporto i tedeschi, perché freddi e rigidi, non mi piacciono i popoli latini, troppo chiassosi, ecc.). Il video dura poco più di cinque minuti, guardalo fino in fondo, che ne vale la pena (trovato grazie a Luisa Carrada): Continua a leggere

#Fertilityday2016, una campagna da ritirare

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Mi chiedono cosa penso del #fertilityday2016, previsto per il 22 settembre, e della relativa campagna, anticipata in queste ore e accompagnata da moltissime polemiche in rete. Penso, in estrema sintesi, che solo una classe politica completamente scollata dalla realtà può dimenticare che in Italia la vera e unica ragione per cui non si fanno figli è che manca, da decenni, qualunque sostegno alla maternità e alla paternità: come si fa a fare bambini con il precariato a oltranza (si parla sempre di gggiovani, ma ci sono quarantenni e cinquantenni precari da sempre), con asili nido e scuole materne costosissime, con assegni familiari risibili, con aziende (piccole, medie, grandi) che nella stragrande maggioranza da decenni, ripeto, disincentivano in tutti i modi e con tutti i mezzi – espliciti, impliciti, diretti, indiretti – il fatto di fare figli? Ne risulta una campagna, per dirla con le parole dell’ottimo articolo di Matteo Pascoletti, oggi su Valigia Blu, Continua a leggere

Premio Agol per giovani comunicatori e aspiranti tali. Seconda edizione

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Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del Premio Agol per giovani comunicatori e comunicatrici. Il Premio è rivolto a (1) studenti universitari di età compresa fra i 18 e i 25 anni, (2) professionisti di qualunque settore della comunicazione, di età compresa fra i 25 e i 35 anni. Partecipare è molto facile: basta andare sul sito www.premioagol.it, selezionare una categoria nella quale mettersi alla prova tra le cinque in gara (Eventi, Advertising, Lobbying and Corporate Communication, Comunicazione Istituzionale, Digital PR) ento il 31 maggio e aspettare di ricevere il brief redatto dai top manager delle diverse aziende coinvolte (il 1 giugno). Dopodiché, ci sarà un mese di tempo per Continua a leggere

Concorso sugli stereotipi di genere: si vince uno stage in Saatchi & Saatchi

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L’associazione “Paolo Ettorre – Socially Correct”, in collaborazione con la Fondazione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, pubblica un bando di gara relativo a un concorso di comunicazione sul tema degli stereotipi di genere. Il concorso è rivolto a studenti e studentesse italiane che frequentino università, scuole di specializzazione, corsi professionali post-diploma, corsi di specializzazione post-universitaria, sia pubblici sia privati, in questi settori: Continua a leggere

Un workshop sul digital campaigning

Buildingdigitalcampaigns

Sei uno/a studente/ssa o un/a neolaureato/a in Scienze della comunicazione e affini? Vuoi diventare un/a professionista del digitale nei settori della comunicazione sociale e politica? Provi attrazione per il digital campaigning, lo storytelling, il social media management, il digital design, ma non hai ancora la preparazione sufficiente a proporti sul mercato? Sei già un/a professionista della comunicazione, e vuoi aggiornarti o riqualificarti su questi temi? Ecco il corso che fa per te: Continua a leggere

Storytelling: a furia di nominarlo, non significa più niente. Peggio: sembra una brutta cosa

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Negli Stati Uniti si parla di storytelling dalla metà degli anni ’90. E lo si fa in moltissimi ambiti: dall’economia al diritto, dal giornalismo alla comunicazione d’impresa, dalla pubblicità alla comunicazione politica, dal marketing alla diplomazia internazionale, dalle scienze cognitive al management. All’epoca la moda fu così pervasiva, che si parlò di narrative turn, “svolta narrativa”. In Italia, che arriviamo sempre tardi, si parla di storytelling da una decina d’anni. Siamo in ritardo, è vero, ma alla fine abbiamo esagerato, perché oggi da noi la parola storytelling, come Continua a leggere