Archivi tag: comunicazione sociale

Tre borse di studio INPS a copertura totale dei costi del Master in Comunicazione, Management e Nuovi Media

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Sono ancora disponibili tre borse di studio INPS a copertura totale dei costi di iscrizione per la nuova edizione del Master di I livello in Comunicazione, Management e Nuovi Media (MasterCom), organizzato congiuntamente dall’Università di Bologna e dall’Università di San Marino. Se sei figlio/a di un/a di una persona (che lavora o è in pensione) appartenente alle categorie assistite dall’INPS e sei senza lavoro, puoi ottenere una borsa: qui il Bando di Concorso INPS. Il Master offre un’opportunità di formazione specialistica sulla comunicazione professionale e aziendale, con un focus particolare sul web, i social media e le forme più innovative di comunicazione, negli ambiti del guerrilla e del viral marketing, dell’experiential marketing, dell’internet marketing, del social media marketing. Se hai almeno una laurea triennale e vuoi intraprendere un percorso di formazione professionalizzante sulla comunicazione contemporanea, il Master fa al caso tuo. Anche se già lavori e vuoi continuare a studiare lavorando, Continua a leggere

Master in Comunicazione, Management e Nuovi Media dell’Università di Bologna e di San Marino: aperte le iscrizioni

MasterCom

Sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione del Master di I livello in Comunicazione, Management e Nuovi Media (MasterCom), organizzato congiuntamente dall’Università di Bologna e dall’Università di San Marino. Il Master offre un’opportunità di crescita culturale e formazione specialistica sulla comunicazione professionale e aziendale, con un focus particolare sul web, i social media e le forme più innovative di comunicazione, come il guerrilla e il viral marketing, l’experiential marketing, l’internet marketing, e così via. Se hai almeno una laurea triennale e vuoi intraprendere un percorso di formazione professionalizzante sulla comunicazione contemporanea, il Master fa al caso tuo. Se già lavori e vuoi continuare a studiare lavorando, Continua a leggere

La violenza sulle donne colpisce anche i loro figli. Occorre intervenire subito, non c’è più tempo #timeout

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Molti studi e molte statistishe mostrano che, quando le donne che subiscono violenza sono madri, a subire violenza (fisica o psicologica) sono spesso anche i loro figli. In 2 casi su 3, ad esempio, i bambini assistono alla violenza inflitta alla madre e per questo hanno più probabilità di agire o accettare violenza a loro volta, quando saranno adulti. WeWorld Onlus, ONG italiana che ogni giorno lavora per Continua a leggere

#ThisGirlCan: la potenza, la bellezza, il movimento dei corpi femminili imperfetti

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Nel 2015 Sport England – organizzazione no profit britannica che promuove la diffusione dello sport – lanciò la campagna This Girl Can, che invitava le bambine, le ragazze e le donne, di tutte le età, a fare sport, da sole o in squadra, e in ogni caso a muoversi, ballare, sudare, correre, scappare dalla vita sedentaria per godersi il piacere dell’attività fisica senza vergognarsi dei propri difetti fisici, senza sentirsi inadeguate se il proprio corpo non somiglia a quello delle atlete professioniste. Lo spot fu molto visto e apprezzato anche fuori dalla Gran Bretagna, e vinse a Cannes lo Health Grand Prix for Good. Ebbene, da qualche giorno è uscita la seconda puntata, che stavolta valorizza Continua a leggere

Le campagne per la prevenzione del tumore al seno

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Ci sono almeno due ottimi motivi per fare comunicazione (molta, sempre di più) a favore della prevenzione del tumore al seno. Innanzi tutto, è il tumore più duffuso fra le donne italiane:

  • In Italia 48mila donne (e 300 uomini) ogni anno si ammalano di tumore al seno;
  • 1 donna su 9 si ammalerà di tumore al seno nel corso della vita;
  • 10-12% è il rischio di ciascuna donna di ammalarsi, percentuale che varia molto con l’età: 2,3% fino all’età di 49 anni (1 donna su 45); 5,2% tra i 50-69 anni (1 donna su 19); 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23);
  • 50-69 anni è la fascia di età più colpita (1 donna su 19). (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015)

Inoltre, la diagnosi precoce è fondamentale nella lotta contro il tumore al seno, perché permette di individuare la malattia nella sua fase iniziale, e con ciò di garantire cure più efficaci, terapie meno aggressive e una maggiore probabilità di guarigione. La mortalità per questo tipo di tumore è infatti, per fortuna, in calo continuo, proprio grazie alla prevenzione: ogni anno diminuisce dell’1,4% e oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è dell’87% circa (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015). Ciò nonostante, in Italia le campagne – classicamente intese: affissioni, spot, annunci stampa – per prevenire il tumore al seno sono spesso mal concepite, mal realizzate e come tali inefficaci o inutili. Continua a leggere

Contro ogni pregiudizio etnico o razziale, il DNA ci mostra che le nostre origini sono sparse nel mondo

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La recente campagna di Momondo, piattaforma web di viaggi che punta molto sui valori della tolleranza e dell’apertura mentale, culturale e umana, ci fa riflettere sul fatto che basterebbe un’analisi del DNA per scardinare alcune convinzioni che molti di noi hanno sulla loro identità etnica e geografica (sono italiano/a, inglese, francese al 100%) e alcuni pregiudizi che, anche inconsapevolmente, molti nutrono su persone di altri paesi, etnie, razze, religioni (non sopporto i tedeschi, perché freddi e rigidi, non mi piacciono i popoli latini, troppo chiassosi, ecc.). Il video dura poco più di cinque minuti, guardalo fino in fondo, che ne vale la pena (trovato grazie a Luisa Carrada): Continua a leggere

#Fertilityday2016, una campagna da ritirare

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Mi chiedono cosa penso del #fertilityday2016, previsto per il 22 settembre, e della relativa campagna, anticipata in queste ore e accompagnata da moltissime polemiche in rete. Penso, in estrema sintesi, che solo una classe politica completamente scollata dalla realtà può dimenticare che in Italia la vera e unica ragione per cui non si fanno figli è che manca, da decenni, qualunque sostegno alla maternità e alla paternità: come si fa a fare bambini con il precariato a oltranza (si parla sempre di gggiovani, ma ci sono quarantenni e cinquantenni precari da sempre), con asili nido e scuole materne costosissime, con assegni familiari risibili, con aziende (piccole, medie, grandi) che nella stragrande maggioranza da decenni, ripeto, disincentivano in tutti i modi e con tutti i mezzi – espliciti, impliciti, diretti, indiretti – il fatto di fare figli? Ne risulta una campagna, per dirla con le parole dell’ottimo articolo di Matteo Pascoletti, oggi su Valigia Blu, Continua a leggere