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Un contest per la produzione di cortometraggi su «Vivere e studiare a Bologna»

TheBlogTv ha lanciato una open call rivolta a studenti e neolaureati appassionati di (e competenti in) regia e videoproduzione, per la realizzazione di cortometraggi su Bologna.

Il tema è «Vivere e studiare a Bologna».

Univercity Expo Città per gli studenti

L’iniziativa ha lo scopo di selezionare i cortometraggi che faranno da testimonial della città in occasione di Univercity, l’evento organizzato da BolognaFiere.

La gara creativa è partita il 6 dicembre 2011 e terminerà il 31 gennaio 2012.

I cinque video migliori saranno acquistati da Univercity e usati per testimoniare ai visitatori della fiera (che si terrà l’8 e 9 febbraio 2012), le qualità della vita e le bellezze artistiche e culturali di Bologna. A valutare i cortometraggi sarà una commissione composta da personalità bolognesi di rilievo che possano vantare una conoscenza profonda sia del territorio sia del linguaggio filmico.

I videomaker saranno retribuiti con compensi da 3000 euro (primo premio) a 500 euro (quinto classificato).

Ulteriori informazioni su TheBlogTv.

Un esercizio di futilità

Grazie a Nuovo e Utile (sezione Cinema e tv) ho scoperto che su questo sito la vodka neozelandese 42 Below sta mettendo online 42 corti d’autore. Mi ha colpita uno che si intitola «An Exercise in Futility», della giovane regista cinese Dee Dee Poon.

È una metafora del contrasto fra il desiderio di controllare le cose che facciamo, le persone a cui vogliamo bene, la vita intera, e l’impossibilità di farlo.


Vita da Facebook 2 – Fare nuove conoscenze

Se per strada, in un parco o nella metro di una città europea qualunque, un ragazzo vede una ragazza che gli piace e vuole conoscerla, spesso incontra serie difficoltà. Facile che la ragazza sia sospettosa a priori e lo cacci subito. Se poi lui insiste, chiedendole cose personali, raccontandone di proprie e sciorinando ovvietà come «Amo la bellezza, la natura e gli animali», la diffidenza della ragazza è destinata a crescere.

Ma che vuole questo da me? è matto? ubriaco? pensa la ragazza. E lo pensa anche se lui un po’ le piace, attenzione. Il problema è che così non si fa, o meglio, non si fa più. Non in un giorno qualunque né in un posto qualunque. Al massimo, in luoghi (la disco, il pub) e tempi (in vacanza, al weekend) deputati. Tutto il resto è out.

Questa stranezza fuori moda accade in un cortometraggio diretto da Hayley Stuart e Francesca Sophia, intitolato “How to say I love you”. Seduta sulla panchina di un parco a Manchester, l’adolescente Nicola se ne sta tutta sola a leggere la raccolta di poesie Free Stallion dell’attrice Amber Tamblyn, quando Sam, vedendola piangere, la abborda nel modo inconsueto che ho detto.

Cosa c’entra Facebook? Te lo spiega Sam a un certo punto. Ma è ancora più chiaro alla fine del video, se osservi attentamente cosa fa Nicola.

Ringrazio Giorgia per avermi fatto conoscere il corto. Come me l’ha segnalato? Postandolo su Facebook, naturalmente. 🙂