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3×3

Come antidoto all’invasione del Be Stupid, un paio di giorni fa Cristina – laureanda in Scienze della Comunicazione – mi ha segnalato il cortometraggio «3×3» del portoghese Nuno Rocha, che a fine 2008 vinse il Gran Premio «ZON Criatividade em Multimédia».

Ha quasi due anni, ma non lo conoscevo.

Un modo intelligente e spiritoso per mostrare come la creatività nasca dallo studio e dall’applicazione costante.

Piccole cose di valore non quantificabile

In questo lunedì di ponte ti propongo un cortometraggio, uscito nel 1999 e pluripremiato, che ho scoperto solo qualche giorno fa grazie a Maria Cristina, mia carissima amica, oltre che responsabile e docente del CESIPc di Padova.

Come mi era potuto sfuggire, in tanti anni?

Non si finisce mai di imparare.

Cast: Gianni Ferreri, Fabrizia Sacchi
Regia: Paolo Genovese, Luca Miniero
Sceneggiatura: Gianni Ferreri, Fabrizia Sacchi
Data di uscita: 1999
Durata: 10′

Trama: Una notte, in una stazione dei carabinieri, un brigadiere raccoglie l’insolita denuncia di una ragazza a cui hanno rubato i sogni.

Vita da Facebook 2 – Fare nuove conoscenze

Se per strada, in un parco o nella metro di una città europea qualunque, un ragazzo vede una ragazza che gli piace e vuole conoscerla, spesso incontra serie difficoltà. Facile che la ragazza sia sospettosa a priori e lo cacci subito. Se poi lui insiste, chiedendole cose personali, raccontandone di proprie e sciorinando ovvietà come «Amo la bellezza, la natura e gli animali», la diffidenza della ragazza è destinata a crescere.

Ma che vuole questo da me? è matto? ubriaco? pensa la ragazza. E lo pensa anche se lui un po’ le piace, attenzione. Il problema è che così non si fa, o meglio, non si fa più. Non in un giorno qualunque né in un posto qualunque. Al massimo, in luoghi (la disco, il pub) e tempi (in vacanza, al weekend) deputati. Tutto il resto è out.

Questa stranezza fuori moda accade in un cortometraggio diretto da Hayley Stuart e Francesca Sophia, intitolato “How to say I love you”. Seduta sulla panchina di un parco a Manchester, l’adolescente Nicola se ne sta tutta sola a leggere la raccolta di poesie Free Stallion dell’attrice Amber Tamblyn, quando Sam, vedendola piangere, la abborda nel modo inconsueto che ho detto.

Cosa c’entra Facebook? Te lo spiega Sam a un certo punto. Ma è ancora più chiaro alla fine del video, se osservi attentamente cosa fa Nicola.

Ringrazio Giorgia per avermi fatto conoscere il corto. Come me l’ha segnalato? Postandolo su Facebook, naturalmente. 🙂