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Consiglio

L’anno scorso cominciavo il blog (e finivo l’anno) con questi versi di Eric Fried.

Volendo sfumare anche il 2008 in versi, scelgo Erri De Luca. Nella raccolta L’ospite incallito, pubblicata quest’anno da Einaudi, ho trovato questa meraviglia. È un’indicazione di scrittura, ma anche di vita.

Consiglio

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.

Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta

nell’evitare.

Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,

punta al bordo, costeggia,

il lanciatore di coltelli tocca da lontano,

l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di

mancarlo.

(Erri De Luca, L’ospite incallito, Einaudi, Torino, 2008, p. 23.)

Erri De Luca sull’acqua

È festa. Piove. La giornata dell’acqua è passata, ma i problemi no. Però scommetto che hai ricominciato a lasciare quel rubinetto aperto, porca miseria.

Allora leggi il brano che ha riportato nei commenti Giacomo l’altro giorno: un grande Erri De Luca che parla d’acqua.

Bellissimo, non lo conoscevo. Grazie Giacomo.

“Sta nella nuvola e nel pozzo,
nella neve e nella noce di cocco,
negli occhi e nel fiume,
nell’arcobaleno e nel lago,
nel ghiaccio e nel vapore della pentola sul fuoco,
nella bocca.
È la maggioranza della superficie.
È la maggioranza del corpo.
Una persona è acqua che cammina, dall’acqua di placenta all’acqua del sudario.
In ebraico è plurale, màim, acque.
In francese è una vocale sola, eau, ô.
In greco e in tedesco è neutra.
In russo e nelle latine è femminile.
Dal fondo del pozzo avverte il terremoto.
Fa tremare il ramo scortecciato in mano al rabdomante.
La sua avventura chimica è prodigio, ossigeno più idrogeno,
ad accostarli, esplodono.
Spegne fuoco, anche quello dei vulcani.
Fa il pane, fa la pasta.
È nel bianco e nel rosso dell’uovo. È nella sua buccia.
È nella carta e nel vino, nelle ciliege e nelle comete.
Chi la spreca verrà assetato.
Chi sporca l’acqua verrà sporcato. Secondo Geremia la voce di lod/Dio è chiasso di acque nei cieli. Giusta sarà la sorpresa di chi ascolterà la prima domanda, appena morto:
«Quant’acqua hai versato?».
Ognuno di noi sarà pesato a gocce.”

Erri De Luca, “Notizie sull’acqua”, in Carta Almanacco – Le guerre dell’acqua, anno V n. 10, 2003.