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Findus e il coming out

Findus fermo immagine

In questi giorni sono molti, nel mondo LGBT e oltre, a salutare con sollievo e approvazione lo spot con cui Findus mette in scena il coming out che un giovane gay fa alla madre, mentre estrae Quattro Salti in Padella dal microonde. «Tesoro mio, l’avevo capito…» taglia corto mammà, poggiando una mano su quella del figlio. Che dire? Continua a leggere

Attenzione mogli! Attenzione mamme! E si torna agli anni Sessanta

È firmata da McCann Worldgroup Italia la nuova campagna 4 Salti in Padella Findus, on air dal 2 ottobre.

Si rivolge alle mamme e mogli italiane, gridando loro, in generale, «Attenzione alla bontà», e in particolare queste tre cose: «Attenzione mogli! Volete uscire a cena? Non proponete mai a vostro marito questo piatto!»; «Attenzione mogli! Vostro marito a cena non dice una parola? Via questo piatto da tavola!»; «Attenzione mamme! Questo piatto trattiene i figli a casa oltre il compimento di 40 anni!». Con tanto di punti esclamativi, perché l’allarme sia più forte.

«È ironica e surreale», fanno sapere dall’agenzia. Ah.

Vediamo.

Ironica perché dice una cosa ma intende l’opposto. Cioè invita le mamme e mogli a non scongelare quei piatti e metterli in tavola, ma vuole invece invogliarle a farlo, tanta e tale è la bontà. Poiché fra i modi in cui funziona l’ironia c’è il capovolgimento, d’accordo, sì, è ironica.

Surreale non direi, non nel senso del surrealismo. Forse nel senso esteso in cui alcuni dicono «surreale» per significare «oltre il reale», «fuori dal reale». La campagna infatti è concepita e disegnata come quelle fra gli anni Cinquanta e Sessanta: font, colori, rappresentazione della donna nel ruolo di casalinga, moglie e mamma che cucina. Essendo fuori dall’oggi, è fuori dal reale.

Tranne che per un dettaglio: i figli a casa fino a 40 anni. Uhm.

Andiamo avanti.

L’ironia, se ben fatta, se la prende con un bersaglio di cui si ride assieme. E per capirla (e riderci su) dobbiamo cogliere e condividere il bersaglio che ha in mente chi la fa.

Ora, di chi vuole che ridiamo la campagna 4 Salti in Padella? Dei mariti che non parlano con le mogli e non le portano fuori? Delle mogli che subiscono la situazione? Dei bamboccioni a casa fino a 40 anni? Di tutti un po’? Uhm.

Dei bamboccioni di questi tempi c’è poco da ridere: restano a casa perché non lavorano e non possono permettersi di andarsene. Altro che 4 Salti in Padella.

Delle mogli che sopportano mariti musoni e pantofolai… mah. Ci sono? Quante sono? Dove? Ah già, non le devo cercare nell’oggi: è surreale.

O forse la campagna ride di un’Italia che nel 2011 è molto più simile agli anni Cinquanta-Sessanta di quanto ci saremmo immaginati? Di un’Italia che vorrebbe tornare agli anni del boom economico ma non può?

Insomma il bersaglio non è chiaro. E quando invece lo è, non c’è niente da ridere, casomai da arrabbiarsi: per il ruolo riservato a mogli, mariti, figli e compagnia bella.

Allora magari l’aggettivo giusto è: nostalgica. Per quell’impressione che ti coglie quando la vedi da lontano. Per quel richiamo alle mamme di una volta. La mamma è sempre la mamma, no?

Ma no, neppure questo va bene: di solito la nostalgia dipinge il passato come un rifugio rassicurante, mentre la campagna 4 Salti non lo fa. Non c’è niente di rassicurante in una mamma (e moglie) che scalda surgelati industriali invece di impastare tagliatelle con le mani.

Inquietante, ecco cos’è. E a tratti pure irritante. Povera Italia. Povera pubblicità.

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