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Bello e impossibile (2)

In Bello e impossibile ho già notato come i corpi maschili muscolosi e plastificati di molta estetica pubblicitaria non siano in realtà destinati alle donne, ma ai gay. In certi casi il target è duplice (donne + omosessuali), ma in altri le componenti omosessuali (gesti, posture, ruoli, prossemica dei corpi) sono talmente marcate, che le donne davvero non c’entrano.

La tendenza è talmente pervasiva che mi pare ovvia. Eppure (non ho ancora ben capito perché) molte donne si ostinano a illudersi che non sia così. E ogni volta che mi capita di condividere questa ovvietà con amiche, studentesse, conoscenti, immancabilmente registro reazioni di incredulità: volti attoniti e risolini nervosi, come fossi io – troppo incline all’analisi per deformazione professionale – a non volermi abbandonare alle fantasie sul principe azzurro.

Dai primi di novembre il portale danese di e-commerce Fleggaard sbeffeggia questa tendenza (e un po’ anche le donne che ci cascano), con uno spot che mette in scena una manciata di belloni unti e palestrati, e li combina con ruoli e simboli tipici dell’immaginario gay (dal pompiere all’ufficiale in divisa, dall’uccello rapace al dirigibile), in un crescendo trash che culmina con il prodotto pubblicizzato, il detersivo OMO, e il payoff «Lige over graensen», che significa «Appena oltre il confine».

Mi auguro che, vedendo lo spot, anche le più scettiche si convincano. 🙂

Abbiamo già discusso della rappresentazione del corpo maschile in pubblicità:

L’uomo in ammollo

Bello e impossibile

L’uomo instancabile

L’uomo normale

L’uomo che fa ridere

L’uomo senza paura (o quasi)