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Vita da Facebook 4 – Consigli per la privacy

Sergio – che ringrazio – mi segnala alcuni suggerimenti che il 28 gennaio, Giornata Europea per la Privacy, Francesco Pizzetti, Presidente dell’Autorità Garante italiana, ha dato agli utenti di Facebook per salvaguardare il più possibile la loro privacy.

Sono semplici raccomandazioni di buon senso, volte a un uso cosciente del mezzo. Ma ho deciso di riportarle perché, in questo mese di esperienza su Facebook, la cosa che più mi ha sorpresa – e ancora continua a sorprendermi – è la disarmante ingenuità con cui la maggioranza di utenti con cui ho fatto «amicizia» (quasi 200 ormai) affidano dati personali alla rete: opinioni politiche, convinzioni religiose, gusti sessuali… e chi più ne ha più ne metta. Per non dire dell’ostentazione di foto private, intime e intimissime.

😦

Ecco qua (fonte: La Repubblica di Milano 28 gennaio 2009):

Autogoverno: pensarci bene prima di pubblicare propri dati personali (soprattutto nome, indirizzo, numero di telefono) in un profilo-utente.
Uso consapevole: ricordarsi che immagini e informazioni possono riemergere, complici i motori di ricerca, a distanza di anni.
Rispettare i terzi: astenersi dal pubblicare informazioni personali e foto relative ad altri senza il loro consenso. Ci potrebbero essere ripercussioni penali.
Login e password: usare login e password diversi da quelli usati su altri siti web (per esempio la posta elettronica e per la gestione del conto corrente bancario).
Essere informati: informarsi bene su chi gestisce il servizio e quali garanzie dà rispetto al trattamento dei dati personali. Usare impostazioni orientate alla privacy, limitando al massimo la disponibilità di informazioni, soprattutto rispetto alla reperibilità dei dati da parte dei motori di ricerca.

Inoltre, per i più giovani (fonte: ZeusNews, 29 gennaio 2009):

«Chi seguirà queste semplici regole – dice il Garante – non rischierà di vedersi rifiutato un lavoro a causa di ciò che ingenuamente ha scritto su Facebook (pratica ammessa dal 35% delle aziende intervistate nel corso di una ricerca pubblicata sempre in occasione della Giornata della Privacy), né dovrà fare i salti mortali per cancellare quelle informazioni che non desidera siano più disponibili.

Secondo una ricerca inglese ci sarebbero ben quattro milioni e mezzo di ragazzi tra i 14 e i 21 anni che “rischiano di subire ripercussioni negative sul proprio futuro lavorativo determinato dalle tracce lasciate in Internet”, ha affermato Mauro Paissan, componente dell’Autorità Garante. Quindi, massima attenzione su quello che si scrive, anche perché le mode passano».

Le mode passano, ma i dati restano sui server di Facebook.