Archivi tag: giornalismo

3 euro lordi per un articolo di 600 parole significa 3 euro lordi all’ora

Scrivere per il web

Ecco perché, da anni, ai giovani e che vengono da me dicendo da grande voglio fare il/la giornalista, rispondo cose come: «Scrivi bene in inglese? Fa’ la triennale in Italia, un master all’estero e proponiti sul mercato internazionale. Non sai l’inglese? Sappi che in Italia, al momento, rischi questo»: Continua a leggere

Il lupo e i tre porcellini su media e social media

Il 29 febbraio è uscito lo spot con cui il quotidiano inglese The Guardian promuove la sua presenza multicanale «web, print, tablet, mobile» e il progetto di Open Journalism che da mesi ha avviato (vedi «I tre porcellini e il lupo: la strada dell’Open Journalism del Guardian») (grazie a Guido per avermelo segnalato).

La pubblicità è interessante perché mostra come i social media possano, pur con frasi brevi postate a caldo, capovolgere l’interpretazione dei fatti trasformando le vittime in colpevoli e viceversa. Il che può essere un bene, se il capovolgimento porta all’accertamento dei fatti o addirittura a una mobilitazione sociale – come nello spot – ma anche un male, se serve solo ad accendere gli animi e allontanarli da una visione lucida di quanto accaduto. Posto che mai si riesca ad averla, questa visione, visto che la verità è sempre filtrata da qualcuno che la interpreta, che sia giornalista che scrive, cittadino/a che commenta, folla che scende in piazza o tribunale che assolve o condanna.

Ora, è inevitabile che lo spot del Guardian si chiuda in bellezza, valorizzando la prospettiva multimediale del quotidiano che, grazie anche alla collaborazione dei lettori, riesce a disegnare «the whole picture».

Ma se osserviamo ciò che negli ultimi mesi molti giornalisti della carta e della tv stanno facendo ad esempio su Twitter, viene il dubbio che i social media non stiano poi facendo così bene alla loro ricerca dell’obiettività e del «whole picture»: frasi ambigue, conclusioni avventate, animosità spesso gratuita.

Insomma, pare che a volte il/la giornalista prenda da Twitter il peggio del modo in cui i non giornalisti lo usano, invece di contagiare gli altri col meglio della sua professione: cura e precisione delle parole, adesione ai fatti, massima cautela prima di dare notizie che non siano adeguatamente verificate, massima chiarezza nel distinguere fatti da opinioni. Tutte cose che, pur in pochissime parole, si possono pur sempre fare. E che i giornalisti – più degli altri – dovrebbero fare sempre, sui social media e fuori.

PS: questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto quotidiano.

EuroMediterranean Academy for Young Journalists

Ricevo da Letizia questa utile segnalazione.

EuroMediterranean Academy for Young Journalists (EMAJ) è un corso di formazione di 10 giorni rivolto a giovani giornalisti europei e di paesi EuroMed, che abbiano al massimo 30 anni e parlino fluent English.

Il corso si concentra sul giornalismo multiculturale e ha come obiettivo formare i partecipanti sui temi relativi alle migrazioni. Dopo il successo della passata edizione, svoltasi l’anno scorso a Amman, in Giordania, quest’anno EMAJ si tiene a Amsterdam.

La scadenza del bando, che ti permetterà di partecipare a EMAJ senza pagare il viaggio, il vitto e l’alloggio a Amsterdam per la durata dell’evento, è il 22 giugno 2009.

Scarica da QUI la «Call for participants» e da QUI l’«Application form» che va compilata per concorrere.

Ulteriori informazioni sul sito:

www.emaj2009.org

E se ti restano dubbi, puoi chiedere a Letizia, contattandola su Facebook o lasciando un commento su questo blog per condividere i dubbi con noi.

In bocca al lupo e fammi sapere come va a finire! 😀