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Che fine ha fatto il neofemminismo di dieci anni fa?

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Venerdì 8 marzo è uscito sul Fatto Quotidiano questa mia riflessione, che ripropongo ora perché di alcuni problemi non bisogna parlare solo in occasione dell’8 marzo, ma tutti i giorni: Continua a leggere

Il papà di Kinder Sorpresa

Ogni tanto – per fortuna – le aziende decidono di fare pubblicità trattando l’Italia come i paesi europei in cui le discriminazioni di genere sono meno gravi che da noi.

L’ha fatto la Ferrero con lo spot in cui si vede un papà che va a prendere il suo bambino a scuola, perché è normale e bello farlo, senza farne un pretesto per «cuccare» le mamme o dover invidiare il babbo di fianco che è lì solo per abbracciare una splendida maestra, come abbiamo visto in altre recenti campagne.

Ricordo, con piacere, che Ferrero è capace anche di mostrarci un modello di bambina un po’ diverso dalle solite aspiranti Winx, perché con «Kinder Colazione Più» mette in scena Anna, che da grande vuole fare la naturalista. Ne avevamo parlato in Qualche azienda ci prova…

Ecco dunque il papà di Kinder Sorpresa in Spagna (11° posto nel Global Gender Gap Report 2010 del World Economic Forum), Slovacchia (71° posto, persino in Slovacchia le donne stanno meglio che da noi) e Italia (74° posto).

Spagna (11° posto):

Slovacchia (71° posto):

Italia (74° posto): che siamo al 74° posto si capisce però dal fatto che lo spot è uguale, sì, ma la sorpresa è… 😦

Una cucina paritaria

Il nuovo spot di Ikea Italia pubblicizza le cucine mettendo in scena un gruppo di amici in cui gli stereotipi maschili e femminili sono distribuiti – evviva! – con una equità per l’Italia davvero sorprendente: fanno il tifo in modo irruento, cucinano e pasticciano sia i maschi che le femmine, scambiandosi continuamente di ruolo.

La campagna – che coinvolge tutto il media mix – è stata affidata a 1861 United.

Vale la pena ricordare, a proposito di nessi fra mondo reale e pubblicità, che nel Global Gender Gap Report stilato nel 2009 dal World Economic Forum – che classifica 134 paesi sulla base delle differenze di genere in quattro ambiti: economia, politica, educazione, salute – l’Italia sta al 72° posto, mentre la Svezia sta al 4°.

Ma stavolta i benefici influssi svedesi sono arrivati fin qui.