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Violenza domestica: «A mezzanotte sai che io ti penserò…»

Una carezza in un pugno

«Si accomodi, che parliamo meglio», dice indicando la poltroncina azzurra.
È bionda, i capelli lisci raccolti all’indietro, il camice aperto sui jeans e la maglietta. Lo studio medico è piccolo, la scrivania disordinata, la finestra aperta quel tanto che fa passare un filo d’aria.
«Mi… mi pare di averle detto tutto.»
«Non si preoccupi, può dire liberamente tutto quello che le passa per la testa. Parlare fa bene.»
«Ma… non voglio rubarle altro tempo, dottoressa, con tutto quello che ha da fare. Posso tornare a casa, sto già meglio.»
«Non mi pare il caso. Cerchi piuttosto di tranquillizzarsi. Non ha idea di quante persone sono nella sua situazione.» Continua a leggere

L’Enciclopedia delle donne

È nata intorno all’8 marzo, ma ho aspettato a parlarne perché non volevo che fosse percepita come troppo legata a quella data, visto che è un progetto molto più ampio e indipendente da ricorrenze e festività.

L’Enciclopedia delle Donne è un’impresa collettiva ideata e curata da Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli, due redattrici di Federico Motta Editore e di Golem l’Indispensabile che da anni conosco e stimo per la competenza e serietà professionale che sempre mettono nel loro lavoro, oltre che per le qualità personali con cui lo arricchiscono (va precisato però che l’Enciclopedia è indipendente sia dall’editore che dalla rivista).

Oltre 100 voci sono state già scritte e altre centinaia sono in arrivo, senza gerarchia e in ordine sparso: tre biologhe, due operaie, tante filosofe, due mondine, tre cantanti, due matematiche, due torere, due segretarie e poi regine, balie, artiste, astrofisiche, letterate, antifasciste, maestre, sindacaliste, teologhe, industriali, pacifiste, filantrope, fotografe, avventuriere, soubrette…

Le curatrici hanno risposto ad alcune FAQ sulla loro impresa:

Perché?
«Troppo spesso il lavoro, la vita, le opere delle donne sono taciuti e restano poco noti.»

Ma le donne non ci sono già, nelle enciclopedie?
«È vero. Ma le enciclopedie esistenti non fanno che rispecchiare la soglia decisamente diseguale per maschi e femmine, per uomini e donne, che già pesa sulla vita quotidiana e sulle rappresentazioni della vita sociale. Vogliamo azzardare una percentuale? 7 donne ogni 100 maschi?»

Donne celebri?
«Anche. La damnatio memoriae riservata alle donne è stata così potente da gettare nell’oblio non solo le tante che hanno faticato a farsi strada, ma anche quelle la cui fama era, in vita, immensa; quelle che venivano ricevute a corte come autorità, acclamate e stimate, e oggi sono del tutto ignorate dai più. Ma noi vogliamo mettere in questione anche i criteri di gerarchia vigenti: quelli della fama, del successo, della vittoria, del merito. Quindi donne celebri, ma anche molte donne comuni, ordinarie e straordinarie, il cui itinerario “normale” ci appare eroico e degno di essere “raccolto” e restituito.»

Chi vi dà i soldi?
«Al momento nessuno. È un peccato perché vorremmo anche diventare un’agenzia formativa: accogliere giovani che prendano confidenza con un progetto editoriale informatico, con un patrimonio di relazioni che stiamo tenendo insieme, in virtù della competenza e delle affinità, di cui siamo molto fiere.»

Come pensate di farvi conoscere?
«Innanzi tutto il passaparola, le associazioni e il blog Specchio delle dame. Inoltre proporremo ai docenti delle scuole secondarie di coordinare un “nucleo operativo dell’Enciclopedia delle Donne”, formato da studenti che scriveranno e firmeranno delle voci dell’Enciclopedia.»

Di chi è l’Enciclopedia?
«I contenuti sono pubblicati sotto licenza Creative Commons. Possono essere ridistribuiti liberamente solo se vengono attribuiti ai rispettivi autori, citati come appartenenti all’Enciclopedia delle Donne e non usati a scopo commerciale. Le curatrici Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli desiderano solo che sia sempre riconosciuto il loro ruolo di catalizzatrici dell’iniziativa.»

Come posso partecipare?
«Ci sono tanti modi. (1) Segnalare: puoi segnalare un nome e cognome, una storia, un libro e dirci: ci vuole! (2) Scrivere: tutto come sopra, ma anche: “Vorrei tanto scriverla, posso?”; (3) Far scrivere: “So chi potrebbe scrivere di questa donna, scrivetegli voi”; (4) Leggere e diffondere; (5) Partecipare al blog: commentando i post e partecipando alle Primarie; (6) Amarla: scriverci per dirci quanto è bella, quanto è importante che ci sia, ma anche per segnalarci errori.»

Per partecipare subito, scrivi a: redazionechiocciolaenciclopediadelledonne.it