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Chi ha detto che un bagno deve essere un cesso?

Dopo il post Pubblicità ironiche, interessanti, creative. Belle, cominciano ad arrivarmi segnalazioni. Massimo, lettore di questo blog, mi segnala la candid camera che Ikea Italia ha realizzato per il Salone del mobile che si è appena chiuso a Milano.

Il video che ne hanno tratto per il canale YouTube IKEAItalia comincia chiedendo «Chi ha detto che un bagno deve essere un cesso?» e si conclude proclamando «È stato…» e non dico cosa. L’intenzione è ovviamente quella di «viralizzarlo», e be’: tenendo conto che è uscito il 26 aprile e oggi ha poco meno di 55.ooo views, non possiamo certo dirlo un successone (ancora), ma un buon risultato già lo è. Specie considerando che non mostra né gattini, né  cadute spettacolari né altri contenuti tipici dei video virali.

Ikea Candid – Un bagno sorprendente

Trovi QUI i credits della campagna (grazie a Enrico).

La parità di Ikea

La rappresentazione paritaria dei generi sessuali che Ikea mette in scena nelle sue campagne pubblicitarie in giro per l’Europa – e che ha raggiunto persino l’Italia, come notavo in Una cucina paritaria – trova un ulteriore buon esempio nell’ultimo spot di Ikea Austria (settembre 2010).

In rete qualche commentatore si è lamentato del fatto che lo spot cede comunque a un cliché: quello per cui una sessualità «non straight» si debba necessariamente accompagnare alla promiscuità.

Sono d’accordo: nella vita le persone omosessuali e bisessuali non saltano necessariamente da un tradimento all’altro, e non sarebbe male che la pubblicità ce le mostrasse anche capaci di fedeltà coniugale.

Però lo spot non è male (grazie a Nicola per la segnalazione). E in Italia sarebbe considerato troppo «trasgressivo», dunque improponibile.

Dimenticavo: c’è anche una pagina Facebook.

Una cucina paritaria

Il nuovo spot di Ikea Italia pubblicizza le cucine mettendo in scena un gruppo di amici in cui gli stereotipi maschili e femminili sono distribuiti – evviva! – con una equità per l’Italia davvero sorprendente: fanno il tifo in modo irruento, cucinano e pasticciano sia i maschi che le femmine, scambiandosi continuamente di ruolo.

La campagna – che coinvolge tutto il media mix – è stata affidata a 1861 United.

Vale la pena ricordare, a proposito di nessi fra mondo reale e pubblicità, che nel Global Gender Gap Report stilato nel 2009 dal World Economic Forum – che classifica 134 paesi sulla base delle differenze di genere in quattro ambiti: economia, politica, educazione, salute – l’Italia sta al 72° posto, mentre la Svezia sta al 4°.

Ma stavolta i benefici influssi svedesi sono arrivati fin qui.