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Gufi e controgufi. Perché Renzi fa bene a insistere con l’ottimismo

Think positive

Conosciamo bene le polemiche che sempre accompagnano l’ottimismo di Matteo Renzi: da un lato c’è la sua visione positiva dell’Italia (l’economia è in ripresa, la disoccupazione in calo, gli italiani sono pieni di potenzialità da sviluppare, eccetera), dall’altro lato stanno i “gufi”, che lo accusano di edulcorare la realtà con il cosiddetto storytelling, no, peggio, di nascondere la dura verità, di mentire: non è vero che l’economia sia in ripresa, – sostengono i gufi – non è vero che la disoccupazione stia calando, e gli italiani, delle loro potenzialità, non sanno che farsene se le cose vanno di male in peggio. Propongo qui di seguito una lista delle ragioni per cui credo non solo che Renzi faccia bene a insistere con l’ottimismo, ma sia di fatto l’unica scelta che ha. Continua a leggere

Lauree umanistiche a numero chiuso. Provocazione o soluzione?

No al numero chiuso

In questi giorni si svolgono i test di ammissione ai corsi di laurea con numero programmato (comunemente detto “numero chiuso”), che negli ultimi anni in Italia sono aumentati molto (QUI un elenco): non solo Medicina, Veterinaria, Odontoiatria, le lauree di area sanitaria, Architettura, Scienze della formazione primaria, che sono a numero chiuso per legge, ma tutti i corsi di laurea a cui i singoli atenei hanno imposto il numero programmato per decisione autonoma, da Psicologia a Economia, da Scienze Giuridiche a Ingegneria. In parallelo, come sempre, scattano le proteste degli studenti, Continua a leggere

Come l’immagine di Tsipras può appannare quella di Renzi

Tsipras

In questi giorni la minaccia più forte all’immagine di Renzi – da tempo contrastata in Italia solo da quella di Salvini – è arrivata non dall’opposizione interna, ma dalla Grecia, con l’occupazione di tutti i giornali, telegiornali e siti web da parte della coppia Tsipras e Varoufakis. Parlo di immagine, naturalmente, non di politica e strategie, parlo cioè di Continua a leggere

Umberto Eco su Internet: apocalittico, integrato o nessuno dei due?

Eco in conferenza stampa all'Università di Torino

Da qualche anno, quando Umberto Eco parla di media digitali, stimola sempre discussioni accese: lo si accusa di non capire Internet e tutto ciò che ci sta intorno, lui che dei media è sempre stato un fine studioso, lui che della comunicazione di massa ha anticipato, anche di decenni, importanti tendenze. Peggio ancora: visto che Eco mette spesso in evidenza rischi e problemi dell’uso poco consapevole di certi ambienti e strumenti di Internet (dai motori di ricerca a Facebook, Twitter e compagnia bella), lo si accusa di Continua a leggere

Regionali: Renzi in attesa dei risultati giocava alla playstation

Renzi gioca alla playstation 1

Ieri sera tardi, mentre i commentatori tv spendevano fiumi di parole e spaccavano il capello in quattro sulle prime proiezioni delle regionali, su Instagram e Twitter sbucavano alcune immagini – strategicamente studiate – in cui si vedeva Renzi intento a giocare a calcio alla playstation con Matteo Orfini. Della serie: non sono affatto preoccupato, tanto “Per il governo, non cambia niente”, come aveva detto più volte nei giorni precedenti. Un premier che gioca alla playstation? Continua a leggere

Il “Possibile” di Civati: è chiaro da dove viene, ma dove va?

Possibile

Civati e i cosiddetti “civatiani” se ne vanno dal Pd e, dopo qualche giorno, presentano l’associazione Possibile e il suo simbolo: un segno di uguale bianco, dentro a un cerchio rosaranciolillà. Ora, al di là delle spiegazioni ufficiali (una è QUESTA per esempio), vediamo cosa viene in mente al comune mortale che guarda il simbolo da fuori, senza nulla sapere delle intenzioni di chi l’ha creato. Ma soprattutto, cerchiamo di capire cosa implica quello che viene in mente al comune mortale. I più ottimisti pensano subito al Continua a leggere

La Buona scuola: perché Renzi ha sbagliato a usare la lavagna

La lavagna di Renzi

Ho già detto cosa penso dell’arroganza con cui negli ultimi dieci giorni i vari rappresentanti del governo Renzi hanno trattato gli insegnanti – e in generale il mondo della scuola – che contestano la “Buona scuola”. Poi è arrivato il video di quindici minuti, con una spiegazione tradotta in cinque punti scritti con i gessetti colorati su una lavagna scura. Non entro nel merito della spiegazione di Renzi né della sua rispondenza o meno a ciò che sta nel testo della “Buona scuola”, e nemmeno entro nel merito delle contestazioni. Mi limito a osservare che Continua a leggere