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Padri analogici, figli digitali

È on line da poco più di un mese il sito web del progetto «Padri analogici, figli digitali. Cultura e cambiamento» finanziato dalla Camera di Commercio di Roma.

Il progetto promuove ricerche socio-economiche sul territorio italiano e su internet, condotte con metodologia di analisi sociale sia qualitativa che quantitativa, per indagare, come si legge nel «Chi siamo»:

  1. Il rapporto tra cultura e rete digitale, per cogliere appieno le opportunità del digitale.
  2. Il rapporto tra cultura e crescita economica, per massimizzarne la valenza di fattore di sviluppo.
  3. Il rapporto tra cultura e innovazione, per trasformare la cultura in efficace strumento di convivenza e cooperazione.

Molto interessanti sono le ricerche finora condotte, che puoi scaricare dal sito in versione sia sintetica che completa:

La creazione e la trasmissione della cultura fra tradizione e innovazione, pubblicata l’11 marzo 2010.

Italia e creatività, pubblicata il 29 aprile 2010.

La pubblica amministrazione e le tecnologie, pubblicata il 3 giugno 2010.

Un’Italia che attrae, pubblicata il 7 giugno 2010.

Ringrazio Maria Grazia Mattei – che fa parte del comitato scientifico di «Padri analogici, figli digitali» – per avermi segnalato l’iniziativa.

Wired intervista Renato Brunetta

Il 3 e 4 giugno si è tenuto a Roma Frontiers of Interaction, un appuntamento sui temi dell’innovazione che c’è ogni anno dal 2005.

Il 3 giugno, giornata dell’innovazione, il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta è stato intervistato da Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, partner di Frontiers.

Vale la pena ricordare che Renato Brunetta è uno dei pochissimi politici italiani che usa la rete in modo decente.

Il suo blog (www.renatobrunetta.it) è aggiornato tutti i giorni tranne il weekend.

La sua pagina Facebook ha finora totalizzato 68.412 «mi piace».

Su Twitter lo staff di Brunetta è meno vivace, perché si limita a linkare il blog, ma lo fa quasi tutti i giorni.

Il suo canale YouTube, aperto il 9 febbraio 2009, presenta oggi 87 video, alcuni dei quali sono dedicati specificamente a YouTube, non sono cioè brani di tg o interviste (che pure ci sono), ma il ministro si rivolge direttamente agli utenti del canale, presenta temi e problemi, chiede contributi e poi, con un video successivo, risponde punto per punto.

Last but not least, in nessuno di questi ambienti Brunetta censura i commenti, o perlomeno lascia un numero di commenti negativi e di insulti sufficiente a non dar mostra di farlo.

Un’altra cosa, prima dell’intervista (dura circa 40 minuti, ma ne vale la pena).

Per preparare l’incontro con Brunetta Riccardo Luna aveva aperto su Wired uno spazio intitolato «Brunetta nella rete», in cui invitava tutti a chiedere qualcosa al ministro per suo tramite.

Le domande che Luna gli rivolge sono quelle più richieste da coloro che hanno postato qualcosa in «Brunetta nella rete»: dal perché il ponte sullo stretto di Messina e non la banda larga per tutti, al perché la PA non usa software open source, e così via.

Brunetta risponde sempre in modo puntuale e diretto, dando prova di sapere gestire la sua immagine in modo coerente e di essere un astuto comunicatore.

A sentire lui, sembriamo un paese all’avanguardia.

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