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Berlusconi: «Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera»

Ieri su Repubblica è uscita l’intercettazione di una telefonata fra Berlusconi e Lavitola, in cui Berlusconi dice: «O io lascio oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera… Portiamo in piazza milioni di persone… Facciamo fuori il Palazzo di giustizia a Milano… assediamo Repubblica e cose di questo genere. Non c’è alternativa». Finisce che Lavitola lo riconduce a ragione e la telefonata si chiude lì.

Al che, mi è capitato di assistere a un paio di reazioni che mi hanno fatto riflettere. Ne metto una in forma di raccontino, che faccio prima.

Pietro ha 60 anni e un negozio di merceria in un paese di 6000 anime nel cuore della Sicilia. Sposato con Maria da quando ne aveva 25, ha tre figli maschi adulti, a loro volta sposati, e cinque bellissimi nipoti: tre maschi e due femmine. Vanno tutti a scuola e sono pure bravi, sai, specie le femmine.

Pietro ha avuto una donna sola in vita sua: Maria. Se escludiamo la Ninetta, naturalmente, una di quelle che per qualche lira t’insegnavano come si fa. E bisogna pure escludere ‘a mugghieri du Ziu Peppe… come si chiamava, ah la Pina sì, pace all’anima sua. Una che all’epoca aveva già quaranta anni, ma dovevi vederla: ha fatto da nave scuola a tutti, in paese.

Il matrimonio di Pietro e Maria è felice, solido: hanno fatto 35 anni da poco e si guardano ancora come quand’erano fidanzati. Tradire Maria? Manco per l’anticamera del cervello. La famiglia è una cosa seria. E lui è un uomo vero, affidabile. Un uomo del sud.

Pietro ha sempre votato Berlusconi: è un imprenditore come lui, uno del nord, è vero, ma ha fatto pure molto per la Sicilia, lo sanno tutti. È dal ’94 che gli dà il voto. Ora però quella storia delle escort… sì vabbe’, non gli è andata giù. E passi una, due: qualche scappatella si può capire. Ma quello, minchia, c’ha preso gusto. Un vizio, una mania. Venti, trenta… ma cherrobba è? Pure con le ragazzine, vergogna.

Non ci siamo, Silvio. Ma che ti sei messo in testa? Con la bella moglie che c’avevi. Eppoi tutte quelle donne t’hanno fatto perdere la testa, Silvio, non ragioni più: con tutti i problemi che c’abbiamo, sei capace solo di aumentare le tasse. Tasse, sempre tasse.

Ore 20:00, Pietro è mezzo sdraiato sul divano in soggiorno, mentre Maria va e viene dalla cucina coi piatti per la tavola. Accende la televisione: «Pubblicata un’intercettazione… – fa il tiggì – Berlusconi dice facciamo la rivoluzione… facciamo fuori il Palazzo di Giustizia…».

Machemminchia è? pensa Pietro. Cambia canale. Di nuovo l’intercettazione. Vabbe’ sentiamo.

Ma santamadonna, pensa Pietro, Repubblica, sempre Repubblica, questi di Repubblica ora esagerano proprio. Uno non può sfogarsi nemmeno al telefono, ora. Ma sono ridicoli, eddai, Berlusconi che fa la rrrivoluzione, ma chemminchiacivoglionofarecredere? ma che si credono, che ci siamo rincoglioniti tutti, ah? questi è chiaro che c’avevano la telefonata nel cassetto e ora la tirano fuori giustogiusto il giorno dopo che quei delinquenti hanno spaccato tutto lassù a Roma, ma che si sono messi in testa di farci credere, questi, che Berlusconi è come… come… come si chiamano, come i blec ‘sta minchia. Ma per favore, va’. Ora m’hanno proprio rotto.

Sai che c’è? io a Berlusconi il voto non glielo volevo più dare, che la storia delle troie a me non è mai andata giù. Avevo deciso di non votare a nessuno, di starmene a casa, va’. Ma per fare uno sgarbo a questi, sai che c’è? Io il voto glielo do ancora, tie’. Sissì, andiamo pure alle elezioni, non vedo l’ora. E io il voto glielo do un’altra volta. Tie’. A Silvio, sì. Troie o non troie chissenefotte, tanto che alternativa c’è? Ha ragione lui, alternativa non ce n’è. E questichemminchia mi vogliono pure fare fesso. Ma per favore, va’.

Insomma, io sull’opportunità di questa ennesima pubblicazione qualche dubbio ce l’ho. Mi pare che non solo possa attirare simpatie a Berlusconi, invece di togliergliene. Ma possa anche remare contro la stessa battaglia per la libertà di espressione (e la pubblicazione delle intercettazioni) che Repubblica fa da mesi.

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