Archivi tag: Joe Biden

Un giornalista di 11 anni alla White House

La sua popolarità è in calo per la riforma del sistema sanitario, la sua agenda politica in difficoltà per la crisi economica, ma in comunicazione Obama è sempre il migliore.

L’ultima trovata estiva? Farsi intervistare da un ragazzino delle elementari.

Damon Weaver ha 11 anni, è figlio unico di ragazza madre e vive a Pahokee, una cittadina molto povera, di circa 6000 abitanti, nel cuore della Florida.

Pur vivendo in un contesto sociale disagiato, Damon ha la fortuna non solo di essere intelligente, simpatico e disinvolto, ma di frequentare una scuola all’avanguardia, la Kathryn E. Cunningham Canal Point School, la cui illuminata preside, Lavoise Smith, ha persino messo in piedi una televisione, per permettere ai ragazzi di sperimentare direttamente le tecniche e i linguaggi del telegiornalismo.

Della tv scolastica – che si chiama Kec TV – Damon Weaver è il pezzo da novanta, avendo intervistato politici del calibro di Colin Powell e Joe Biden, e attori come Samuel Jackson.

Chiaro che Damon e la sua intelligente preside puntassero a Obama fin dalla sua elezione. Chiaro che Obama non poteva farsi sfuggire l’occasione, e giovedì 13 agosto ha accolto il giovanissimo reporter.

L’intervista è deliziosa: fra Damon (che tenta lo scoop) e Obama (che lo evita) non saprei chi è più bravo.

😀

Ecco il video in cui Damon ha chiesto l’intervista (26 novembre 2008):


Ed ecco l’intervista (13 agosto 2009):


La mia prima mail dallo staff di Obama

Mi sono iscritta al sito Change.gov, lasciando i miei dati (nome e cognome, professione, indirizzo postale e mail) per essere aggiornata sul periodo di transizione di Obama verso la Casa Bianca.

Ieri sera mi è arrivata la prima mail.

Subject: Take a Look.

Testo: semplice, diretto, colloquiale ma non ammiccante. Concreto. Mi è venuta voglia di mandargli davvero i suggerimenti che chiedono… 🙂

Qui in Italia non sono capaci di fare cose del genere neppure le amministrazioni locali, per le quali dovrebbe essere più facile mantenere un rapporto con i cittadini che simuli – senza scimmiottarla – l’immediatezza delle relazioni private.

Ancora una volta, la grande comunicazione si vede dalle minuzie.

——

Dear Giovanna,

62 days. That’s how much time we have left to prepare for the Obama-Biden Administration that will bring the change Americans demanded so strongly in this past election.

President-elect Obama has set a high bar for the Transition team: to execute the most efficient, organized, and transparent transfer of power in American history. As a co-Chair for the Transition, I want to tell you about a few steps we’ve already taken to achieve this goal.

First, we adopted the strictest ethics guidelines ever applied to any transition team. President-elect Obama pledged to change the way Washington works, and that begins with shifting influence away from special interests and restoring it to the everyday Americans who are passionate about fixing the problems facing our country.

Opening up the Transition means listening to your ideas and stories and providing a window into how the process works.

To give you a look at how we’re approaching some of the nation’s most pressing issues, we filmed this meeting of our Energy and Environment Policy Transition Team and interviewed team member Heather Zichal.

Watch the video and submit your ideas on energy and the environment.

President-elect Obama and Vice President-elect Biden have set an ambitious agenda, and we are going to make Change.gov a source of information, as well as a place to participate in the decisions being made about your government.

Since the decisions we’re making affect all Americans, we’re counting on citizens from every walk of life to get involved. You can help us right now by making sure your friends and neighbors know about Change.gov and give their input, too.

We’re continuing to develop new ways to open up the process, and we’ll keep you posted along the way.

Thanks,

John

John Podesta
Obama-Biden Presidential Transition Team

The best campaign team in the history of politics

Ore 23.00 circa, East Coast statunitense (ore 5.00 in Italia): la Cnn, la Fox, la Nbc e l’Abc annunciano ufficialmente che Barack Obama è il 44esimo presidente degli Stati Uniti.

Ore 24.00 circa, Chicago, Grant Park (ore 6.00 in Italia): col viso un po’ tirato per la commozione, Obama sale sul palco assieme alla moglie e le figlie che, dopo aver salutato la folla, lo lasciano solo.

«Hello Chicago! Se c’è ancora qualcuno che dubita che l’America sia il posto in cui tutto è possibile, qualcuno che si chiede se i sogni dei nostri fondatori siano ancora vivi oggi, qualcuno che ancora si interroga sulla forza della nostra democrazia, stanotte ha trovato la vostra risposta…»

Comincia così il discorso di Obama, che durerà più o meno 17 minuti ed entrerà in tutti i libri di storia. Su questo discorso – equilibrato, commovente, perfetto – si spenderanno fiumi di parole e inchiostro. L’unica osservazione che mi pare sensato fare, a caldo, in un blog che si occupa di comunicazione, è questa.

Obama, dopo aver richiamato all’unità, dopo aver gridato al mondo che gli Stati Uniti non sono una semplice «collection of individuals or a collection of red States and blue States», dopo aver reso l’onore delle armi a McCain, annunciando che lavorerà con lui per rinnovare il Paese, dopo aver ringraziato il suo vice Joe Biden, dopo aver dedicato la vittoria alla moglie Michelle, alle figlie Sasha e Malia («vi amo più di quanto immaginiate») e alla nonna Madalyn appena morta…

Ebbene, dopo 5 minuti da quando ha preso la parola, Obama ringrazia David Plouffe, il suo campaign manager e David Axelrod, il suo chief strategist e tutti coloro che definisce gli «eroi di questa campagna», coloro «che hanno costruito la migliore campagna politica nella storia degli Stati Uniti d’America», e a questo scopo hanno composto – come dice senza falsi pudori – «the best campaign team ever assembled in the history of politics».

È proprio mentre ringrazia queste persone che – facci caso – Obama, prima serio, finalmente sorride.

Questo magnifico staff (che nel 2004 già sostenne Obama nella campagna per il Senato) ci ha insegnato come si fa comunicazione politica oggi. Dalle loro lezioni nessuno potrà più prescindere. Ma il loro livello è talmente alto che la cosa più frequente e stupida a cui assisteremo, prevedo, saranno tristi tentativi di imitazione. Come in parte è già capitato.

Un ultimo esempio di quanto sono bravi? La grandezza si vede nelle piccole cose, come sempre.

Ore 07:30 circa (ora italiana): lo staff di Obama invia un sms sul cellulare dei milioni di persone che lo hanno sostenuto. Testo: «Abbiamo appena fatto la storia. Tutto ciò è potuto accadere perché hai dato il tuo tempo, il tuo talento e la tua passione a questa campagna. Tutto questo è accaduto per merito tuo. Grazie. Barack» (fonte: La Repubblica).

Trovi dettagli sul team di Obama su NationalJournal.com, a questa pagina.

Ma ora goditi la prima parte del suo discorso. I ringraziamenti allo staff sono dal minuto 6:35.