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Madonna sostiene Obama, ma è un boomerang

Nel Get Stupid Interlude dello Sticky and Sweet Tour (sabato scorso all’Olimpico di Roma), Madonna – come sempre da diversi anni – ha invitato il pubblico ad «alzarsi e fare qualcosa» per combattere le catastrofi globali (guerre, carestie, inquinamento, riscaldamento del pianeta e così via). Nel farlo, ha colto l’occasione per prendere posizione sulle elezioni presidenziali, accostando, da un lato, John McCain a Adolf Hitler (e altri totalitarismi contemporanei), dall’altro, Barack Obama a Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, John F. Kennedy.

Seguo da sempre con ammirazione questa grandissima comunicatrice, ma questa mossa non mi convince: mettere assieme McCain a Hitler è sciocco dal punto di vista storico e fastidioso anche per chi non abbia simpatie per il candidato repubblicano.

La solita provocazione per attirare l’attenzione dei media?

Non c’è dubbio.

Il problema, tuttavia, è che in questo caso la non credibilità della similitudine fra McCain e Hitler si ripercuote sugli accostamenti successivi, che dovrebbero favorire Obama, e finisce per trasformare l’endorsement di Madonna in un’adesione da invasata, e il brano del concerto in una cerimonia di beatificazione profana.

Insomma, stavolta lo scopo autopromozionale prevale al punto da cancellare quello politico-sociale (a cui altre volte Madonna, pur sempre fra polemiche, ha mirato meglio).

Ecco l’Interlude:

Ed ecco come lo staff di McCain ha commentato. Come dargli torto?

Seven, di Barack Obama

Nel giro di un giorno il repubblicano John McCain ha fatto alcune uscite infelici. Il 20 agosto ha dichiarato qualcosa come “Le basi dell’economia americana sono solide”; a distanza di poche ore, non ha saputo rispondere in modo preciso a un giornalista che gli chiedeva quante case possiede: “Non ricordo, devo chiedere al mio staff”.

Prontamente, ieri i democratici hanno lanciato questo spot televisivo, che s’intitola “Seven”, come il celebre thriller sui peccati capitali. La cifra in questo caso indica il numero di case di proprietà McCain.

Non potevo non postarlo: un montaggio astutissimo che associa le frasi incriminate di McCain ai timori della middle class americana per la crisi dei mutui, creando almeno un paio di cortocircuiti intertestuali e linguistici (oltre al gioco su “Seven”, ti segnalo quello su “house”). Un gioiellino, soprattutto se pensi che è stato concepito, prodotto e messo in onda in un giorno.