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Le parole del Papa

Da Repubblica.it:

Desidero innanzitutto salutare i giovani universitari“, ha esordito il Papa dopo l’Angelus, chiarendo che intendeva così affrontare direttamente la questione del suo mancato intervento alla Sapienza. “Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita – ha detto ancora il Papa – vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene”. L’invito è stato poi esteso a tutti, a conclusione del discorso: “Grazie a voi tutti, buona settimana, e andiamo avanti in questo spirito di fraternità e amore per libertà e verità, e impegno comune per una società fraterna e tollerante”.

Con queste parole, ieri Benedetto XVI ha chiuso definitivamente a suo favore la questione con la Sapienza.

Impliciti:

1) io sono dalla vostra, giovani universitari, e lo dimostro salutandovi per primi;

2) io so come siete fatti, perché sono professore emerito (“per così dire”, cioè non me ne vanto affatto) e come tale ho incontrato nella vita tanti come voi, dunque chi meglio di me sa come parlarvi;

3) io rispetto le opinioni altrui, cerco la verità e il bene, mentre “quelli della Sapienza” (tutti, non solo i docenti che hanno scritto la lettera) non lo fanno;

4) dall’alto del mio ruolo, vi insegno e invito a essere come me, cioè a non fare come “quelli della Sapienza”;

5) infine do per scontato che voi seguiate il mio insegnamento, perché metto assieme me stesso, gli studenti e tutti i 200.000 presenti all’Angelus chiudendo con un bel “noi” inclusivo, che non è affatto un pluralis maiestatis, ma un “tutti insieme faremo” che solo un leader che sa benissimo di avere il sostegno dei suoi può permettersi di pronunciare.

Come volevasi dimostrare (vedi il post e i commenti di venerdì scorso).

L’insipienza della Sapienza

Sulla vicenda del papa che ieri doveva intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza di Roma, ma poi, date le polemiche, ha declinato l’invito… che dire?

Intanto, che sono d’accordo con la sintesi equilibrata che ne ha fatto Sferapubblica.

E poi, due cose soltanto.

Innanzi tutto bisogna salutare la prima mossa mediaticamente potente di questo papa. Se fino a qualche giorno fa si poteva ancora dire che Giovanni Paolo II fosse un abile comunicatore (lui sì…), mentre Benedetto XVI no, ora dobbiamo ripensarci. Con questa mossa, il papa ha fatto centro. Complimenti a lui e al suo staff: non hanno costruito loro l’evento (dunque ancora non siamo ai livelli del precedente pontefice), ma hanno perlomeno saputo cogliere, come si dice, la palla al balzo. Prevedo che domenica accorreranno numerosi alla manifestazione di solidarietà col papa invocata dal cardinale Ruini.

Dopo di che, non posso che esprimere il mio stupore per l’autolesionismo della Sapienza.

Come fa il rettore di un importante ateneo come La Sapienza a non prevedere, quando decide di invitare Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico:

1) che il papa in Italia non è il Dalai Lama che mette d’accordo tutti (né il rappresentante di una religione qualunque), e che dunque riceverà una lettera come questa;

2) che la lettera sarà subito presa a pretesto da molti per accusare non solo quei docenti ma anche (ovviamente) l’università a cui appartengono (pars pro toto) di intolleranza, mancanza di pluralismo, volontà censoria e chi più ne ha più ne metta;

3) che alla fine ce l’avranno tutti con La Sapienza, da sinistra, destra, centro, inclusi gli estremisti di destra e sinistra, e pure gli indecisi ?

Ma questo rettore non ce l’ha un consulente, che ne so, un consigliere che sia dotato di un minimo di competenza massmediatica? Bah.