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Proposta di modifica

Non ho mai amato il giorno di San Valentino: consumistica parata di cuori rossi e pupazzi rosa – ma inadeguate parole.

Però è da mesi che volevo postare questi versi di Erri De Luca. Siccome parlano d’amore, è arrivato il momento: con un giorno d’anticipo, per darti il tempo di ricopiarli. Vedi mai ti ispirassero qualcosa.

Pregasi citare la fonte con serietà. 🙂

Proposta di modifica

C’è il verbo snaturare, ci dev’essere pure innaturare,

con cui sostituisco il verbo innamorare

perché succede questo: che risente il corpo,

mi commuove una musica, passa corrente sotto i

polpastrelli,

un odore mi pizzica una lacrima, sudo, arrossisco,

in fondo all’osso sacro scodinzola una coda che s’è

persa.

Mi sono innaturato: è più leale.

M’innaturo di te quando t’abbraccio.

(Erri De Luca, L’ospite incallito, Einaudi, Torino, 2008, p. 24).

Dedicato all’amore mio, perché mi fa sentire come dice Erri. Ancora, dopo più di quattro anni.

Prontuario per il brindisi di capodanno

Auguri!

🙂

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

(Erri De Luca, L’ospite incallito, Einaudi, Torino, 2008, pp. 13-14).

Un augurio mio speciale a chi mi ha regalato questo libro, perché entrambi viviamo «senza spazio e senza tempo».

E per finire, ho scelto questa pittata di Attilio del Giudice.

Oltre la contingenza

oltre-la-contingenza


Consiglio

L’anno scorso cominciavo il blog (e finivo l’anno) con questi versi di Eric Fried.

Volendo sfumare anche il 2008 in versi, scelgo Erri De Luca. Nella raccolta L’ospite incallito, pubblicata quest’anno da Einaudi, ho trovato questa meraviglia. È un’indicazione di scrittura, ma anche di vita.

Consiglio

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.

Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta

nell’evitare.

Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,

punta al bordo, costeggia,

il lanciatore di coltelli tocca da lontano,

l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di

mancarlo.

(Erri De Luca, L’ospite incallito, Einaudi, Torino, 2008, p. 23.)