Archivi tag: M5S

Cosa penso dell’incontro in #streaming fra Renzi e Grillo

Lo streaming fra Renzi e Grillo

Ne ho parlato mercoledì sera 19 febbraio, ospite della trasmissione Effetto Notte condotta da Roberta Giordano su Radio24, assieme a Elisabetta Gualmini e Gianluca Nicoletti. Qui trovi il podcast della puntata. Si parla dello streaming a partire dal minuto 15′:10”: Continua a leggere

M5S: perché Di Battista può togliere molti voti al Pd (e non solo)

Alessandro Di Battista

Il M5S sta imparando a mandare in televisione i suoi parlamentari più adatti al mezzo. In particolare Alessandro Di Battista, prima da Santoro e poi dalla Bignardi, è stato la rivelazione delle ultime settimane. La lunga intervista di venerdì scorso alle Invasioni barbariche serviva soprattutto – dal punto di vista di M5S – a spiegare («siamo arrabbiati») e a stemperare i toni accesi e la zuffa in Parlamento («abbiamo esagerato un po’ sui toni, alcuni toni sono deprecabili, tutto il gruppo 5 Stelle ha sbagliato»), ma è servita anche, in generale, Continua a leggere

L’Italia che vuole cambiare, fra le primarie del Pd e la piazza di Grillo

Qualche giorno dopo il confronto su Sky fra i candidati alle primarie del Pd e il V-Day di Beppe Grillo a Genova, ho partecipato a «Impronte digitali» su radiocitta’fujiko, il programma condotto da Filippo Piredda e Inkiostro, con i quali ho ragionato sulla differenza drastica che separa la comunicazione  – e il mondo – di Cuperlo, Renzi e Civati dalla comunicazione – e dal mondo – di Grillo e delle sue piazze. A confronto con la piazza di Genova, i tre candidati su Sky pareva avessero preso tè e biscotti in un salottino elitario, lontanissimi dai problemi reali del paese. C’era di positivo che i tre candidati erano stati – finalmente! – Continua a leggere

M5S sul tetto di Montecitorio: significati e limiti di un simbolo

M5S sul tetto di Montecitorio

Venerdì scorso dodici deputati del M5S sono saliti sul tetto di Montecitorio, hanno srotolato lo striscione «La Costituzione è di tutti», hanno lanciato volantini, hanno dichiarato di voler rimanere sul tetto a oltranza («finché non cambia qualcosa», ha detto Di Stefano), hanno ottenuto il sostegno di Grillo (sul blog, su Facebook, per telefono), per poi restarci, invece, solo una notte e ridiscendere il giorno dopo, accolti da qualche centinaio di simpatizzanti. Continua a leggere

M5S: finirà per ridursi come una nuova Lega?

Mentre i partiti tradizionali e i media si godono lo spettacolo a colpi di l’avevo detto io, il Movimento 5 Stelle sembra preso da un vortice autolesionista fatto di divisioni, negazione dell’evidenza e caos. Dal canto suo Grillo, fuori dal Parlamento, le spara sempre più grosse in termini di invettive, esagerazioni e insulti. Che succede? sono tutti impazziti? stanno finalmente mostrando il dilettantismo e l’incapacità politica che fin qui erano riusciti a nascondere? Continua a leggere

È fatta: Grillo è diventato una moda

Avevo già notato che il governo Letta sembrava ispirarsi a temi e stili del Movimento 5 Stelle, quando ha ritirato la delega alle Pari opportunità a Michaela Biancofiore, colpevole di aver dato troppa corda ai giornalisti. Sempre a Grillo ora va ricondotta la presunta abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, e dico “presunta” per ragioni che sono state ben argomentate e approfondite da diversi commentatori (vedi ad esempio Sergio Rizzo sul Corriere e Arianna Ciccone su Valigia Blu del 1 giugno). Una tendenza del solo Letta? Niente affatto. Continua a leggere

Negazione dell’evidenza: M5S e Pd cominciano a somigliarsi?

L’altro giorno notavo che, in tema di negazione dell’evidenza, anche il Movimento 5 Stelle, dopo le amministrative, pare identico ai vecchi partiti che tanto combatte. Speravo per loro che Beppe Grillo, fin qui dimostratosi abilissimo in comunicazione, intervenisse a correggere il tiro con una bella e trasparente riflessione sugli errori commessi e una bella e trasparente indicazione pratica su come cominciare a rimediarvi. Invece niente, prima Grillo ha dato la colpa agli italiani che non l’hanno votato: quelli che non vogliono il cambiamento, quelli «interessati giustamente allo status quo», quelli che votano prima «per sé stessi e poi per il Paese». Poi se ne è uscito con Continua a leggere