Archivi tag: manovra finanziaria

Due mail da Bersani in due anni… e che mail!

In attesa di riprendere il blog a pieno ritmo lunedì, ti sottopongo questa riflessione. Mi sono iscritta al sito Bersanisegretario.it nel periodo in cui lui correva per le primarie del Pd, nel settembre 2009.

Da allora ho ricevuto solo due mail.

La prima, il 10 giugno scorso, per promuovere il suo libro. Mi ero astenuta dal commentarla, in quei giorni, perché si usciva dalla vittoria del Pd alle amministrative (i ballottaggi si chiusero il 30 maggio) e non volevo fare la parte della solita rompiscatole guastafeste. Con tutte le cose che si potevano dire, in quei giorni, lo staff di Bersani pensò di mandare una mail per, ehm, promuovere il libro. Eccola (clic per ingrandire):

Bersani, mail del 10 giugno 2011

Ho ricevuto la seconda mail il 13 agosto, e stavolta la ragione era più nobile: far conoscere la controproposta del Pd sulla manovra economico-finanziaria del governo. Eccola (clic per ingrandire):

Bersani, mail del 13 agosto 2011

Lascio a chi ne avrà voglia ogni commento. Io sono troppo arrabbiata per rovinarmi l’ultimo pezzetto di vacanze.

I commenti ai politici su Facebook: Italia migliore, peggiore o inutilmente rabbiosa?

NB: Ho scritto il pezzo che segue nei ritagli di tempo fra venerdì e domenica mattina, cioè prima di sapere de I segreti della casta di Montecitorio e dunque prima di decidere di scrivere il post di ieri. Penso sia utile, oggi, accostare le due riflessioni.

————-

Ho esaminato i commenti sulle pagine dei politici italiani più attivi e seguiti su Facebook: Nichi Vendola (514.780 «mi piace»), Antonio Di Pietro (242.424), Renato Brunetta (77.999), Pier Luigi Bersani (60.732) (numeri aggiornati a domenica 17 luglio ore 11:25).

In questi giorni di massima rabbia contro la «casta» – per l’approvazione bipartisan della manovra finanziaria – gli insulti sono equamente distribuiti fra chi sta al governo e chi non, in parlamento e non. Cioè non risparmiano nemmeno Vendola e Di Pietro, che di solito si distinguono per un certo codazzo di fan entusiasti.

Qua sotto alcuni commenti presi a caso fra venerdì e sabato. Gli italiani e le italiane che scrivono su queste pagine appaiono, sì, molto arrabbiati – giustamente – ma anche superficiali, presuntuosi, capaci solo di turpiloquio e insulti al politico di turno o al vicino di discussione, e inclini a ripetere slogan vuoti come ad esempio, con frequenza sorprendente, l’accusa per cui gli altri sarebbero «l’Italia peggiore» e chi parla quella «migliore».

Un rancore inutile. Uno sfogo fine a se stesso. Da parte di chi, a parole, cita gli 8 milioni 272 mila poveri relativi (quelli che vivono con 992,46 euro al mese in due) di cui parla il rapporto Istat 2010, ma nei fatti è abbastanza privilegiato/a da permettersi il lusso di perdere tempo a battere la tastiera di un computer per scrivere futilità.

I commenti a Vendola (clic per ingrandire):

Commenti a Vendola, 17 luglio 2011 ore 11.25

I commenti a Di Pietro (clic per ingrandire):

Commenti a Di Pietro 17 luglio 2011 ore 11.25

I commenti a Brunetta (clic per ingrandire):

Commenti a Brunetta 17 luglio 2011 ore 11.25

I commenti a Bersani (clic per ingrandire):

Commenti a Bersani 17 luglio 2011 ore 11.25

Da New York a Roma la campagna «Non farti scippare il futuro»

Lo so che in un momento di gravissima emergenza contestare la manovra finanziaria del governo pare una bestemmia.

E so pure che le contestazioni dei parlamentari avvocati e notai del Pdl, ieri, hanno messo in brutta compagnia qualunque protesta.

Ma è vergognoso che nella manovra non ci sia niente – niente di niente – che riguardi il welfare a favore delle donne. L’ennesima dimostrazione di sordità della politica nei confronti di ciò che accade fuori dai palazzi.

Dunque.

SE NON ORA QUANDO E PARI O DISPARE CONTRO LA MANOVRA FINANZIARIA. DA ROMA A NEW YORK, PROSEGUE LA CAMPAGNA “NON FARTI SCIPPARE IL FUTURO”

I gruppi Se Non Ora Quando e Pari o Dispare denunciano una manovra che sottrae al welfare per le donne la cifra record di 4 miliardi di euro.

Questi soldi, per una legge approvata dal parlamento italiano qualche mese fa, dovevano essere impegnati per politiche di conciliazione, inclusione delle donne nel mercato del lavoro, assistenza e cura. Non investimenti a fondo perduto, ma un modo per ridare respiro al potenziale al femminile e per investire nella crescita del nostro paese.

La manovra finanziaria ha cambiato destinazione a questo tesoretto, scippandolo letteralmente dalle borsette delle donne italiane, visto che è dall’aumento dell’età pensionabile nel pubblico impiego delle donne che si riscuoterà la ragguardevole cifra di 4 miliardi.

Non una sola parola del Governo su questo furto. Né una spiegazione. Omissioni, anche durante il question time al Senato, dove il Ministro Sacconi interrogato su questo ha evitato di rispondere su che fine avesse fatto “il malloppo”. Silenzio o bugie da parte degli altri componenti del Governo, oltre che un certo imbarazzo presso la maggioranza.

“Occorre non tacere, fare quanto più rumore possibile, in modo che tutte sappiano quanto sta accadendo. Ce ne ricorderemo a tempo debito e lotteremo perché questo scippo non avvenga. E se dovesse accadere, continueremo a insistere perché si torni su questa sciagurata decisione.

Sappiamo che sono tempi difficili e che tutti dobbiamo fare sacrifici, ma non è possibile che a fronte di tagli assenti o scarsi su voci come i costi della politica, le province e molto altro, venga chiesto alle donne l’ennesimo sacrificio. – spiegano le promotrici – Vogliamo ricordare che le donne sono già chiamate a rispondere, con il loro lavoro volontario e non pagato ai tagli del welfare degli ultimi anni”.

Per opporsi al provvedimento le donne dei due gruppi, diverse parlamentari (hanno già aderito Emma Bonino, Paola Concia, Francesca Marinaro, Flavia Perina) e tutte coloro che vorranno sostenerle, si daranno appuntamento a Piazza Montecitorio oggi, giovedì 14 luglio, alle ore 17:30 in coincidenza con la discussione della manovra alla Camera.

La data è stata scelta anche per sottolineare che in queste ore è in corso a New York la presentazione del  rapporto ombra sulla disuguaglianza di genere in Italia, in margine alla sessione internazionale della Convenzione CEDAW (ONU, Committee on the Elimination of Discrimination against Women). Dal testo emerge, ancora una volta, il ruolo secondario a cui le donne sono condannate in Italia, nonostante gli impegni e le promesse presi dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

Per info e contatti: segretariapod chiocciola gmail.com

mobile: 342 17 62 202