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«No gnente, ho schivato ‘na vecchia»

L’11 giugno è uscita l’edizione 2010 della campagna per la sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti «Sulla buona strada», realizzata dall’agenzia Leo Burnett.

Quest’anno il testimonial degli spot e dei radiocomunicati è Christian De Sica (assieme al figlio Brando) e tutto il mondo dei cinepanettoni che la sua figura evoca. Questa è la scena.

C‘è De Sica in macchina che parla alla moglie col cellulare in mano (senza auricolare): «A buzzicona preparate, che mo’ che arrivo te magno». Poi si sente una frenata («Mamma mia!»), ma lui subito rassicura: «No gnente, ho schivato ‘na vecchia». Dopo di che una voce off dice:

«Al cinema questa battuta fa sempre ridere. In strada no. Ogni anno sulle nostre strade ci sono troppe vittime. Se proprio devi usare il cellulare, metti l’auricolare. Sempre. Quando guido, io non scherzo.» (QUI l’originale.)

Quando ho sentito la prima volta il radiocomunicato, mi sono arrabbiata: come fa un ministero a decidere di confermare con uno spot le peggiori battute dei cinepanettoni? Come si può dare per scontata l’idea che «schivare ‘na vecchia» faccia ridere? Non si dovrebbe far capire che certe cose non si dicono né si fanno neanche per scherzo?

Poi ci ho pensato meglio e mi sono detta che, in effetti, per rivolgersi agli sconsiderati che fanno in strada quel che De Sica fa in scena, bisogna entrare nel loro orizzonte di significati e valori, dunque anche nel modo in cui ridono.

Ma continuo a non essere convinta: i presupposti impliciti sono – sempre, non solo in questo caso – più forti di ciò che si dice esplicitamente. Non basta mettere in scena un comportamento imbecille e poi dire «In strada no» per combatterlo: vince ciò che mostri, non ciò che dici, specie se il comportamento è messo in atto da un testimonial popolare e amato.

Da questo punto di vista, lo spot è più efficace del radiocomunicato, perché marca meglio la distanza fra realtà e finzione (il set televisivo all’inizio e alla fine, il ciac) e soprattutto mette in bocca a un De Sica di colpo accigliato:

«Non c’è niente da ridere. Questo è un film. Ma nella vita usa l’auricolare. Sempre. Quando guido io non scherzo.»

Ma ancora una volta non basta: c’è tutto l’immaginario dei cinepanettoni che rema contro. E anche la campagna contribuisce ad alimentarlo.


Agenzia: Leo Burnett
Direzione Creativa Esecutiva: Enrico Dorizza
Creative Directors: Luca Zamboni e Josph Menda
Art Director: Domenico Roselli
Cdp: Miracle/ Alto Verbano
Regia: Brando De Sica
Photo: Matteo Linguiti