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Ascesa e declino della maschera di maiale

In questi giorni molti appaiono disgustati per le immagini che provengono dai toga party organizzati nel 2010 dal consigliere della Regione Lazio Carlo De Romanis. A simboleggiare uno stile di vita da cui tutti in pubblico – tranne forse per ora l’ex tesoriere del Pdl Franco Fiorito – sembrano voler prendere le distanze c’è la maschera di maiale.

Toga pary 1  Toga Party 2

Ora, sappiamo tutti che l’assimilazione degli uomini ai maiali è antica almeno quanto l’Odissea, visto che la maga Circe trasformò i marinai di Ulisse in porci. Ma è nella comunicazione di massa contemporanea che dobbiamo pescare per capire l’immaginario che sta dietro alla maschera di maiale: penso ai film della serie American Pie, ai cinepanettoni italiani e, più indietro, ai B-Movies degli anni 70-80 con Alvaro Vitali. Ma cosa c’entra – è l’obiezione – quella è roba da ridere.

Già, roba da ridere. Anche le feste romane con maschere di maiale erano roba da ridere. E pure le maschere di maiale che molti studenti comprano per fare uno scherzo goliardico al/la neolaureato/a di turno, sono roba da ridere.

Faceva meno ridere la campagna Relish dell’estate 2011, firmata da Oliviero Toscani. Ma sia lui sia l’azienda parlarono – come sempre accade in questi casi – di «ironia»: ancora una volta, roba da ridere. E le molteplici voci di donne e uomini – inclusi pubblicitari, vedi QUI e QUI – che si levarono per denunciare la campagna, furono tacciati di moralismo. Naturalmente.

Relish estate 2011

Tutto questo per dire: ricordo quando i B-Movies degli anni Settanta erano considerati solo spazzatura. Poi furono «sdoganati» dall’élite intellettuale. Anche i vari American Pie e cinepanettoni hanno i loro «sdoganatori», che li guardano/studiano/analizzano dall’alto di qualche meta-livello. O semplicemente ammettono di riderci sopra. E intanto le immagini circolano, vanno, vengono, spariscono e tornano. Ora valorizzate ora denigrate, ma sempre pronte a far discutere. Sparirà la maschera di maiale? Per un po’ forse. Ma tornerà.