Archivi tag: Matteo Salvini

Di Battista e Salvini su Facebook. Come usano questo mezzo due fra i politici italiani più social?

Alessandro_Di_Battista Matteo_Salvini

Pubblico oggi, riprendendola dalle tesi di laurea in Scienze della comunicazione discusse nella sessione di novembre 2016, la ricerca che Filippo Antoniacci ha fatto sul modo in cui Alessandro Di Battista e Matteo Salvini – due fra i politici italiani al momento più attivi sui social media – usano Facebook. Filippo ha preso in esame ciò che i due leader hanno pubblicato sulle loro pagine Facebook nelle settimane a ridosso delle elezioni amministrative dell’anno scorso, dal 1 giugno 2016, passando dal giorno del voto, il 5 giugno 2016, fino al ballottaggio, avvenuto il 19 giugno 2016. Queste le principali conclusioni della tesi: Continua a leggere

Matteo Salvini ‘reporter’ a Bruxelles: come rispondere a chi cavalca la paura

Salvini_iononhopaura

Il fatto che ieri Matteo Salvini si trovasse a Bruxelles e stesse andando proprio verso l’aeroporto Zaventem mentre scoppiava il primo ordigno, gli ha permesso di realizzare un vero e proprio reportage personale in diretta da Bruxelles, dal primo istante sui social media e, nelle ore successive fino a tarda sera, in televisione. Che la comunicazione di Salvini – come quella di altre destre in Europa e nel mondo – faccia appello alla paura per guadagnare consensi e in prospettiva, alla prima occasione elettorale, per ampliare l’elettorato, è cosa nota su cui poco c’è da aggiungere. Le polemiche, peraltro, sono sempre le stesse: Continua a leggere

Elogio della pancetta. Se a portarla è un uomo

DiCaprio con pancetta

Una decina di giorni fa è uscito su Gioia un articolo di Alessandra Di Pietro, contenente fra l’altro uno scambio di battute che abbiamo avuto per telefono, sui divi di Hollywood e del pop internazionale – da Leonardo DiCaprio a Alec Baldwin, da Jay-Z a Antonio Banderas – che, superati i 40, ostentano il grasso addominale, invece di nasconderlo o sforzarsi di eliminarlo in palestra, tanto che la cosiddetta “pancetta” è diventata quasi una moda. Argomento frivolo e vacanziero? In parte sì. Ma le tendenze dello spettacolo si traferiscono subito, come sappiamo, anche alla comunicazione politica, e allora la cosa si fa seria. Penso ad esempio Continua a leggere

Propaganda reloaded? Le relazioni pericolose fra politica e informazione nell’epoca dei social media

Propaganda reloaded IJF 2015

È questo il titolo del panel al Festival Internazionale del Giornalismo 2015 di Perugia, al quale ho partecipato assieme a Giovanni Boccia Artieri e Fabio Chiusi (doveva esserci anche Filippo Sensi, portavoce del Presidente del Consiglio, ma all’ultimo non è venuto per impegni istituzionali). Abbiamo discusso per circa un’ora dei rapporti fra Continua a leggere

Salvini nudo: obiettivi, destinatari, significati

Ho aspettato qualche giorno per rispondere a chi mi ha chiesto cosa penso del servizio “Salvini Desnudo” che il settimanale Oggi ha pubblicato la settimana scorsa, con immagini che ritraggono il segretario della Lega sorridente a torso nudo fra lenzuola e cuscini bianchi. Ho aspettato perché volevo capire meglio l’operazione, anche alla luce di quanto e come sarebbe rimbalzata sugli altri media. È rimbalzata, eccome. Su stampa, radio, televisione. A cosa serve, dunque, “Salvini Desnudo”? A chi si rivolge? Che senso ha? Tento qualche risposta. Continua a leggere

Il discorso di Napolitano e i boicottaggi: una fiction politico-mediatica

Sul discorso di fine anno di Giorgio Napolitano abbiamo assistito negli ultimi giorni a una fiction politico-mediatica a puntate. Prima puntata: Beppe Grillo annuncia il suo contro-discorso di fine anno, invitando tutti a non ascoltare Napolitano in tv, ma lui su internet. Perché è fiction: Continua a leggere

Umberto Eco e Matteo Salvini a «L’infedele»: su leghisti e razzismo

Lunedì sera, in chiusura di un’intervista a «L’infedele», Umberto Eco dice una frase che immediatamente suscita la protesta di Matteo Salvini, della Lega, presente in studio.

Dice Eco: «Ogni posizione politica crea i propri folli marginali. Se in Italia esiste la Lega, poteva esistere anche Casseri».

Al che Salvini subito si altera: «Sono a disagio perché, va bene dar voce agli intellettuali, però sentire Eco, che può aver scritto i libri che vuole, dire – e mi piacerebbe che lo rimandaste in onda, altrimenti me ne vado – dire “Se in Italia esiste la Lega, allora c’è anche spazio per uno come Casseri”, è una bestialità. Può essere un professore, un intellettuale, può aver scritto dei bei libri che ho letto, ma liquidare tre milioni di elettori della Lega al nord alla stregua del mostro, dell’assassino di Firenze, è una fesseria, è una cazzata, è sinonimo di ignoranza».

Ora, di solito Eco pesa bene le parole che usa. E anche in questo caso l’ha fatto.

Eco infatti non ha detto qualcosa come «tutti i leghisti sono come Casseri», che sarebbe scorretto nei confronti dei milioni di elettori che votano Lega, sono sani di mente e niente affatto razzisti.

Eco ha detto che, all’interno dello sfondo culturale in cui la Lega si muove, possono nascere forme di «follia marginale» come quella di Casseri, il che non solo è vero, ma qualifica il fenomeno come «marginale», e dunque fa il contrario di una generalizzazione, che vuol dire attribuire alla totalità di un insieme le caratteristiche di un suo sottoinsieme o, peggio, di un solo esemplare di quell’insieme.

Analogamente capita a qualunque posizione politica, ha specificato Eco. Nel dicembre 2009, aggiungo io, l’antiberlusconismo produsse per esempio il caso di Massimo Tartaglia, lo psicolabile che colpì Berlusconi in faccia con una statuetta raffigurante il duomo. E altri esempi si possono fare.

Ora, un po’ di provocazione, sapendo che in studio c’era Salvini, secondo me Eco ce l’ha messa. Poteva immaginare benissimo che la reazione sarebbe stata quella. E poteva pure immaginare che molti leghisti, vedendo la scena da casa, avrebbero pensato e reagito esattamente come Salvini, sentendosi tutti liquidati come l’assassino di Firenze.

In altre parole, se Eco fosse stato un politico o un giornalista, avrebbe dovuto evitare la frase o fare una ulteriore precisazione. Aggiungere una spiegazione. Ma nella sua posizione non credo debba spiegare nulla. Basta semplicemente rivedere l’intervista.

L’intervista comincia dal 3° minuto in poi e dura circa 5 minuti: