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La Repubblica degli Stagisti

Dall’eccellente lavoro di inchiesta fatto negli ultimi tre anni attorno al blog, prima, e attorno al sito, poi, della Repubblica degli Stagisti, la giornalista Eleonora Voltolina ha tratto il libro La Repubblica degli Stagisti. Come non farsi sfruttare, appena uscito da Laterza.

Cover La Repubblica degli Stagisti

In Italia ci sono 400 mila, forse addirittura 500 mila stagisti ogni anno e il numero cresce anno dopo anno con percentuali a due cifre. I ragazzi fanno stage (o tirocini, come si chiamano quelli previsti per obbligo nei curricoli universitari) in multinazionali o microimprese, ditte private o enti pubblici, spesso a titolo gratuito, senza prendere nemmeno un rimborso spese, sperando che lo stage sia una porta d’ingresso per entrare mondo del lavoro.

Ma la speranza è spesso frustrata, perché si calcola che oggi meno di un tirocinio su dieci si trasformi in un contratto.

Tutte fregature? Assolutamente no.

A questo proposito Michel Martone, docente di Diritto del lavoro all’Università di Teramo e alla Luiss Guido Carli di Roma – citato da Eleonora – distingue tra «stage fisiologici» e «patologici», mettendo nella prima categoria «gli stage utili, fatti durante l’università o appena dopo la laurea: un primo contatto per studenti e neolaureati con il mondo del lavoro» e nella seconda invece «quelli inutili, in cui le aziende prendono giovani uno via l’altro perché hanno bisogno di manovalanza a basso livello, per esempio per fare fotocopie o eseguire compiti semplici e ripetitivi, senza nessuna reale intenzione di formare né di assumere» (La Repubblica degli Stagisti. Come non farsi sfruttare, Roma-Bari, Laterza, 2010, p. 38).

Anche la questione del rimborso spese è relativa: se hai 20 anni, stai frequentando una laurea triennale, sei al primo stage e ti propongono un percorso formativo interessante con sole 250 euro di rimborso al mese, va bene. Se invece hai già preso una laurea specialistica, hai quasi 30 anni, sei al terzo o quarto stage e ancora ti propongono stage gratuiti o rimborsi spese inferiori alle 500 euro mensili, devi dire no.

Per chiarirti le idee – oltre a chiedere informazioni al tuo tutor universitario, per esempio me 🙂 – ti consiglio di leggere il libro di Eleonora: è un eccellente incrocio tra saggio, inchiesta giornalistica e guida, è scritto in modo scorrevole e mai noioso – nonostante il tema non sia dei più divertenti – e dice tutto quel che c’è da sapere sullo stage, raccogliendo anche le voci di tanti stagisti e ex stagisti che raccontano la loro storia.