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Miriam Mafai, le donne, la politica

Leggevo ieri, in un’intervista di Iaia Caputo a Miriam Mafai:

Caputo: «Tu non sei mai stata femminista, anzi, tra la tua generazione [Mafai è nata nel 1926] e le più giovani donne del movimento ci sono state a lungo distanze, incomprensioni, persino inimicizia. Secondo te, dove sbagliavano?»

Mafai: «Personalmente sono ancora d’accordo con quello che scrisse Simone De Beauvoir, e cioè che donna non si nasce ma si diventa, mentre il femminismo esalta la differenza. E anche se riconosco che ha portato alla luce temi che forse non avremmo fatto emergere con la stessa forza, purtroppo il femminismo nella vita politica ha inciso pochissimo, almeno nel senso che non ha portato a una maggiore presenza delle donne sulla scena pubblica.

Dove sbagliava? Lo dirò con una battuta: se ti siedi a un tavolo dove stanno giocando a poker e dici che vuoi fare un gioco diverso, ti rispondono: “Fatti un altro tavolo”.

La politica è, se vuoi, questo orrore: un insieme di passione autentica, di intelligenza vera, e poi anche di intrigo, di ambizione. Non vedo come le donne possano introdurvi elementi diversi: se vogliono far politica quelle sono le regole, se non piacciono bisogna fare un’altra cosa: volontariato, associazionismo.»

(I. Caputo, Le donne non invecchiano mai, Feltrinelli, Milano, 2009, pp. 64-65.)

Scappo a Far Game. Mi attende una giornata intensa. Questa.

Miriam Mafai e gli errori di Benedetto XVI

Ho trovato su YouTube questa intervista di Corrado Augias a Miriam Mafai, andata in onda ieri durante la trasmissione «Le storie. Diario italiano», su Rai 3 ogni giorno alle 12.45 (la tv generalista italiana trasmette le cose migliori quando nessuno può vederle, ovvio).

A parte uno scivolone iniziale (quando afferma di essere stata incuriosita dal caso Englaro innanzi tutto perché era una «così bella ragazza» 😮 ), tutto ciò che Mafai dice sui gravissimi errori comunicativi (e politici) dell’attuale pontefice – dal caso Englaro alla revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani – mi pare equilibrato e condivisibile.

Incluso lo stupore (com’è possibile che Benedetto XVI «dotto, teologo eccetera» faccia errori di tale portata?) e la conclusione: così facendo, il papa finirà per alimentare nuove forme di anticlericalismo.

Porta pazienza per la lunghezza (10 minuti) e guarda l’intervista fino in fondo. Ne vale la pena.