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Fate l’amore con lo scrittore

Lo yogurt Müller («Fate l’amore con il sapore») e la scuola Holden di Alessandro Baricco lanciano il concorso letterario Blusubianco. L’idea è di Carat Italia, con il contributo dell’agenzia Phoenix Advertising di Torino. Premio finale: la pubblicazione in una raccolta di racconti e il Perfect Day, una giornata in compagnia di Alessandro Baricco e altri scrittori italiani.

Prepariamoci, perché la campagna sarà martellante e durerà fino al 9 giugno: uno spot tv è già in onda dall’11 aprile, assieme a un radiocomunicato su diverse reti nazionali. Ma sta per arrivare anche una campagna di video-comunicazione nelle principali stazioni d’Italia, e pure sul web non avremo scampo: banner su tutti i principali siti di intrattenimento e informazione, nei blog dedicati alla scrittura, su Facebook e altri social network.

Intendiamoci: l’idea che uno yogurt sia associato a un premio letterario non ha niente di scandaloso. L’unione fra settore alimentare e letteratura c’è dallo Strega in qua. E in un mondo in cui ormai chiunque bandisce un premio letterario, perché non dovrebbe Müller?

Il problema è che la combinazione di vaghe e noiose atmosfere oniriche con allusioni sessuali al limite del porno, che da sempre affligge la comunicazione di Müller (vedi Fate l’amore con il sapore: un incubo), ridicolizza la letteratura. Il che si ritorce contro la scuola Holden, naturalmente.

Non a caso, sul web si moltiplicano battutacce come «Baricco è alla frutta» e «la trovata unisce il fermento lattico a quello creativo, il movimentismo letterario a quello intestinale» («Baricco è alla frutta, anzi allo yogurt», Il Giornale 13 aprile 2010). Lo stesso titolo di questo post nasce da una battuta: non è mio, ma di un’amica che preferisce – appunto – non essere menzionata. 🙂

Ora, non m’importerebbe nulla dell’immagine della scuola Holden, se non fosse che ne va anche di quella della letteratura italiana più in generale. Perché ciò che l’operazione contrabbanda è che, per diventare scrittori, basti produrre metafore e aggettivi stucchevoli e banalotti come quelli con cui Blusubianco invita gli aspiranti scrittori a mandare i racconti:

«I tuoi sensi sono pagine bianche che aspettano il racconto più emozionante. Scrivilo con crema di yogurt bianco Müller. La crema vellutata, la purezza della dolcezza, il tocco segreto dello zucchero d’uva. L’esperienza di un gusto così sublime può essere raccontata solo con il più magico degli inchiostri: una candida goccia di crema di yogurt bianco Müller.»

Non si scrive così – se si ambisce a diventare scrittori – neppure in seconda media.

Blusubianco

Corpi normali

All’estero (più che in Italia) la pubblicità riesce a rappresentare il corpo umano anche rispettando la sua normale e bella varietà.

Come nella campagna ideata nel 2007 dall’agenzia TBWA/London per Müller UK, e ancora in circolazione (a quanto segnala una lettrice in questo commento).

Uomini donne bambini giovani meno giovani… alti bassi magri grassi neri bianchi: tutti belli e gioiosi nella loro normalità.

Ma soprattutto, tutti in relazione gli uni con gli altri. Cosa che accade di rado in pubblicità, dove i corpi (perfetti, di plastica, ideali) sono quasi sempre isolati.

Müller Italia, nel frattempo, continua a infliggerci l’incubo di «Fate l’amore con il sapore».

Fate l’amore con il sapore: un incubo

«Labbra» è fra gli ultimi spot della campagna per la Crema di Yogurt Müller, nota per il celebre «Fate l’amore con il sapore». Non è una novità (risale a settembre 2008), ma è più martellante in questo periodo che in altri, sia sulla stampa che in tv. E allora non riesco a stare zitta.

Lo spot mette in scena una delle più desolanti rappresentazioni porno soft del corpo femminile che la pubblicità abbia inventato negli ultimi anni.

Protagonista è una ragazza solitaria che, mangiando uno yogurt, sogna. E magari fosse il bel sogno che lo spot vuole farci credere, ma purtroppo non lo è: la ragazza sogna di tornare indietro, nuda e accucciata come un feto, sogna di galleggiare fra bolle rosse, un po’ ciliegie e un po’ gocce di sangue. Sogna che il sangue del ventre materno le scorra sul corpo, arrivi persino a gocciolarle dalle ciglia.

Lacrime di sangue?

In effetti, a guardare il finale, c’è proprio da piangere: la ragazza resta nuda, sola e accoccolata su un pavimento indefinito. Unica consolazione: un’enorme bocca rossa dipinta sul corpo. Insomma, lo spot riesce perfino a superare la solita equazione: donna = corpo, per suggerirne una ancora più riduttiva: donna = bocca (piccola parte del corpo). E l’annuncio stampa insiste su questa immagine.

Fate l’amore con il sapore, dice il claim.

Fate l’amore con una persona, dico io. Non con un incubo di regressione solitaria come questo. Fate l’amore con qualcuno che abbia la dignità di un essere umano, con pensieri, parole, ricordi, emozioni, speranze. Qualcuno con cui entrare in relazione e mettersi in gioco.

Non sei convinta/o? Lo spot ti sembra meno inquietante di come lo racconto io?

Fa’ la prova di commutazione: immagina lo stesso spot con un corpo maschile al posto di quello femminile. Lo accetteresti? Ti darebbe fastidio? Capisci a cosa siamo abituate/i?

Agenzia: Phoenix Advertising
Fotografia stampa: Gyslain Yarhi
Body Painter: Guido Daniele (Accademia di Brera)
Casa di Produzione: The Family
Regia: Federico Brugia
Pianificazione: Carat