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La crisi della pubblicità e l’invertising

La pubblicità tradizionale è in crisi (l’abbiamo detto QUI).

I dati Nielsen Media Research sugli investimenti pubblicitari italiani nel periodo gennaio-maggio 2009 mostrano che la crisi riguarda soprattutto le affissioni (-30,5%), la stampa (-25,1% nel complesso, -29,5% i periodici), la radio (18,6%), la televisione (-14,8%), ma non – e questa è la buona notizia – Internet (+7,8%) (altri dettagli QUI).

Mal comune mezzo gaudio: la flessione a due cifre non tocca solo l’Italia, ma tutto il mondo, come mostrano per esempio i dati Nielsen US sugli investimenti pubblicitari negli Stati Uniti nel primo quadrimestre 2009 (-12 % complessivo, con punte di – 27,7% per i quotidiani nazionali, vedi tabella Nielsen).

Una soluzione possibile è l’invertising, dicono.

In Italia ne ha parlato per primo Paolo Iabichino (direttore creativo di OgilvyOne), all’ultimo Festival dell’Economia di Trento (29 maggio/1 giugno 2009).

Che cos’è l’invertising?

Te lo spiega questo promo, realizzato da Graffiti 2000 in collaborazione con i Giovani Imprenditori Confindustria di Trento (ringrazio Matteo Santuliana, copywriter di Graffiti 2000, che mi ha segnalato l’iniziativa):

Credo che, al di là di alcune enfasi tipiche del marketing promozionale (non è una novità e neppure una panacea, ad esempio), ci sia spazio e interesse per una o più tesi di laurea (i dettagli a ricevimento: iscriviti QUI).

Per un approfondimento sulla crisi della pubblicità – che non riguarda solo gli investimenti, ma la qualità delle campagne, come spesso notiamo in questo blog – segnalo la puntata del 22 agosto 2009 di Ferry Boat, Destinazione: economia sociale, lo splendido programma che Enzo Argante conduce ogni sabato alle 13:30 su Radio 24). Argante intervista, fra gli altri, Paolo Duranti, managing director di Nielsen Media Research Italia e lo stesso Iabichino. Puoi ascoltare QUI il podcast (circa 30′).

Infine, trovi QUI (è il terzo video) la presentazione dell’invertising che Iabichino ha fatto al Festival dell’Economia il 1 giugno 2009 (52′ 45″).

Dove va la pubblicità italiana

Ho trovato su Affari italiani una sintesi dei dati Nielsen Media Research sugli investimenti pubblicitari italiani nel periodo gennaio-maggio 2009.

La tendenza è chiara:

«Investimenti pubblicitari in calo nei primi cinque mesi del 2009: secondo Nielsen Media Research, da gennaio a maggio ammontano a 3.795 milioni, con una flessione del 16,5% rispetto al corrispondente periodo del 2008.

Con i dati di maggio (e con lo storico da gennaio 2009) è entrato nelle rilevazioni Nielsen Media il nuovo mezzo Transit, la pubblicità dinamica gestita da IGPDecaux su metropolitane, aeroporti, autobus e tram. Da gennaio a maggio 2009 l’advertising del Transit è di circa 42,4 milioni.

A mezzi omogenei, la variazione del totale investimenti pubblicitari è, invece, del -17,5%.

La classifica dei top spender vede nell’ordine: Wind, Unilever, Vodafone, Ferrero, Volkswagen, Barilla, Telecom It. Mobile, L’Oreal, Procter&Gamble e Danone, con investimenti pari 524 milioni, il 10% in meno sul corrispondente periodo del 2008.

Di queste dieci aziende soltanto due hanno incrementato gli investimenti rispetto all’anno scorso.

La televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari (marchi Sky e Fox), mostra una flessione sul periodo cumulato del -14,8% e sul singolo mese del -13,2%. L’analisi per settore evidenzia per gli Alimentari -14,4%, per l’Automobile -21,6% e per le Telecomunicazioni +5,2%+40,0% maggio 2009 su maggio 2008). Si segnala anche l’exploit di Turismo/Viaggi che registra il +28,1% sul periodo cumulato e il +32,6% sul mese.

La stampa, nel suo complesso, da gennaio ha un calo del -25,1%.

I periodici diminuiscono del -29,5% con l’Abbigliamento a -28,2%, la Cura persona a -26,6% e l’Abitazione a -28,0%.

I quotidiani a pagamento mostrano una flessione del -21,8% con l’Automobile e l’Abbigliamento, i due settori più importanti, che riducono gli investimenti rispettivamente del -35,8% e del -29,0%. In controtendenza il settore Abitazione che supera i 24 milioni con una crescita in cinque mesi del +8,0%, grazie alle performance realizzate a febbraio e, soprattutto, a marzo. Segno leggermente positivo anche per il Turismo/Viaggi (+1,1% sul cumulato e +12,5% sul confronto mensile). A livello di tipologie, frena la Commerciale Nazionale (-25,4%) e sono in calo la Locale (-16,1%) e la Rubricata/Di Servizio (-20,1%). In contrazione anche la raccolta dei Quotidiani Free/Pay Press (-27,3%).

La radio diminuisce del 18,6% da gennaio a maggio rispetto al corrispondente periodo del 2008 e del 16,0% nel confronto mensile.

Fanno registrare variazioni negative Affissioni (-30,5%), Cinema (-16,0%), Cards (-18,0%) e Direct mail (-17,8%).

Performance, invece, sempre positiva per Internet che cresce del 7,8% raggiungendo i 243,5 milioni. In leggera crescita l’Out of Home Tv (+1,6%).»

(Affari italiani, 14 luglio 2009)