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Gli uomini, la notte e le rughe

Dal settore Corporate Communication di Aida Partners Ogilvy PR mi arriva la sintesi dei risultati di una «ricerca» (le virgolette sono d’obbligo) commissionata dalla BDF Baiersdor, l’azienda che produce i marchi Nivea, Nivea for Men, Eucerin, Labello, Hansaplast (QUESTO è il doc che ho ricevuto via mail).

Nivea for Men

La sintesi, che a quanto pare proviene da un’indagine basata su interviste a «oltre 15.500 uomini in 17 paesi», sostiene che, in particolare per gli uomini italiani, uscire la sera con gli amici è cosa buona e giusta perché:

«il 40% degli uomini italiani che escono con gli amici più di una sera alla settimana guadagna meglio – oltre 71.000 € – ed è più felice […]. il 74% dichiara di sentirsi più felice e gratificato quando s’incontra con loro durante la settimana mentre il 38% sente venire meno l’equilibrio tra la sfera lavorativa e quella privata se trascura la sua cerchia più intima (da 1 a 5 amici).»

Dunque gli italiani fanno di tutto per coltivare questa sana abitudine? Mica tanto:

«il 24% degli italiani sceglie di evitare di uscire di casa durante la settimana, non perché voglia evitare di stare con gli amici, ma perché assillato da problemi sul lavoro e preoccupato all’idea di pagare le conseguenze della serata l’indomani mattina.»

E in cosa consisterebbero le «conseguenze della serata»? La sintesi non lo dice esplicitamente, ma evidenzia una preoccupazione costante da parte degli intervistati: non andare a dormire troppo tardi:

«il 57% degli italiani concorda sul fatto che le serate fuori casa infrasettimanali debbano concludersi presto proprio per evitare problemi sul lavoro. Il 33% degli intervistati, infatti, colloca l’orario ideale per il rientro a casa tra la mezzanotte e l’una del mattino, seguiti da un 28% che opta per l’ora a cavallo tra le 23.00 e mezzanotte.»

Stai forse pensando che i «problemi sul lavoro» e «le conseguenze della serata» che gli italiani temono per il giorno dopo siano sonnolenza, stanchezza, mancanza di concentrazione per aver dormito poco? Nulla di tutto questo. I problemi sono le rughe e Nivea for Men sta lì proprio per risolverli, o meglio, prevenirli:

«La nostra ricerca mostra come gli amici possano essere la chiave del successo per un uomo, sia sul lavoro che nella vita», dichiara Lorenzo Ronchi, Marketing Manager di NIVEA For Men. «Far convivere una vita sociale piena e impegni di lavoro il mattino seguente può costituire un problema, specialmente in alcune professioni. Proprio per questo abbiamo sviluppato NIVEA For Men Skin Energy, una linea pensata per restituire alla pelle maschile tono, luminosità e freschezza, consentendo agli uomini di coltivare, senza particolari preoccupazioni o rimorsi, le amicizie, ciò che conta di più nella vita.»

Che il marketing dell’industria cosmetica abusi spesso di retorica dei numeri e faccia un uso sconsiderato del concetto di «ricerca» per pubblicizzare un prodotto, è noto. Che l’abuso possa portare a risultati parodistici come quello appena visto è già più raro.

Interessante, comunque, che si spingano gli uomini – in modo sempre più insistente – verso la stessa cura ossessiva della pelle a cui da almeno un paio di decenni sono state condannate le donne. Vedi anche lo spot:

Quando la pubblicità offende (anche) gli uomini

Nell’ultimo mese sono stati accusati di offendere la dignità femminile due spot.

Il primo è quello della compagnia telefonica 3, con Raoul Bova, Teresa Mannino e la modella Madalina Diana Ghenea.

Storia: Bova è al ristorante con la Mannino, in evidente situazione di “inciucio”. Arriva la bellona Ghenea, che ha finito il credito e gli chiede in prestito il cellulare. Lui accetta, improvvisamente confuso e distratto dalla relazione con la Mannino. Finale con la Ghenea che bacia il display, Bova che rimira l’impronta del rossetto e la Mannino che commenta amaramente: «Niente, stavamo mettendo le basi per una pomiciata».

Lo spot è stato denunciato allo IAP perché riduce la desiderabilità delle donne alla sola bellezza fisica, ma è ancora in circolazione (è chiaro che lo IAP stenta a mettersi contro 3, vedi anche Le ragazze di 3 piacciono al Giurì della pubblicità).

Il secondo è quello di Sensitive Nivea for Men, sponsor del Milan dal 2008.

Storia: il coach Massimiliano Allegri tiene una lezione ai giocatori del Milan: «Nell’uno contro uno voglio vedervi decisi, ma evitiamo le entrate “ruvide” per non rovinare la prestazione». Subentra Seedorf con sorrisetto ironico: «Ho capito mister, l’importante è buttarla dentro». Risata di tutti i giocatori per il doppio senso, mentre la voce off invita a giocare sul «velluto» con Nivea.

Lo spot è per ora sospeso, perché è finita la programmazione quindicinale. Ma Nivea ha scritto a Un altro genere di comunicazione – che l’aveva denunciato – una lettera di scuse, promettendo che, quando lo spot tornerà in onda, sarà modificato in modo da non offendere nessuno.

Perché ho messo assieme i due casi? Perché gli stereotipi maschili e femminili che mettono in scena sono offensivi per entrambi i generi sessuali, non solo per le donne. Anzi, direi più per gli uomini (intesi come maschi etero) che per le donne.

Ti pare possibile che uno debba rimbecillirsi come Bova nella scenetta al ristorante? (Peraltro, se ricordi gli spot di questa estate, ci faceva sempre la figura da scemo.)

Ti pare possibile che «quello che gli uomini vogliono» sia solo «buttarla dentro»? Va notato infatti che il claim di Nivea for Men è «Quello che gli uomini vogliono». E per esplorare tutta la gamma di desideri maschili, va’ nella sezione apposita del sito Nivea: se fossi un uomo mi sentirei idiota. 😮

Spot 3 Italia

Spot Nivea for Men «Quello che gli uomini vogliono»