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Qualche azienda ci prova…

… a presentare un modello di bambina un po’ diversa.

Che per esempio si arrampica sugli alberi (ricordi Pippi Calzelunghe?), come Giovanna nello spot Galbani Certosa (di Ogilvy Italia):

O da grande vuol fare la «naturalista», come Anna nello spot Ferrero Kinder Colazione Più (non ho trovato l’agenzia, mi aiuti?):

Non è chissà cosa, ma un passettino avanti. Piccolissimo, ma c’è.

Un Twitter al giorno da chi ha tolto il medico di torno

L’Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari (ABA) da vent’anni accoglie persone affette da disturbi alimentari, seguendole dalla telefonata al percorso di cura.

In ABA, che è presente in 16 città italiane, lavorano un centinaio di persone, distribuite nelle diverse sedi. Sono psicoanalisti, psicoterapeuti, psichiatri e medici internisti, che hanno il riferimento teorico del co-costruttivismo, che in parole povere valorizza l’importanza del costruire insieme, pazienti e terapeuti, una terapia centrata sulla persona.

In occasione del ventesimo compleanno, ABA ha affidato a Ogilvy Italia una campagna di comunicazione che prevede, oltre all’immagine coordinata (firmata di Nausica Boccali), una campagna stampa che uscirà a giorni.

ABA Twenty

Per sensibilizzare anche la rete sul tema dei disturbi alimentari, spesso cinicamente strumentalizzati dalla comunicazione, Paolo Iabichino di Ogilvy One ha voluto che ABA diffondesse su Twitter i tantissimi messaggi di ringraziamento, fiducia, speranza e ottimismo ricevuti da Fabiola De Clercq, presidente e fondatrice dell’associazione, in questi vent’anni di attività.

Mi sembra un modo delicato e rispettoso di trasmettere speranza a chi soffre di questi disturbi.

Un modo per dire: va’ da qualcuno che ti possa aiutare (che sia ABA o siano altri), perché dall’anoressia e bulimia si può guarire.

http://twitter.com/AssociazioneABA