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Punteggiatura e ambiente

Cosa c’entrano queste due cose assieme? Be’, innanzi tutto qui parliamo spesso sia dell’una, che dell’altro.

E poi grazie a Verox Brain Blog, ho trovato questa brillante animazione, minimalista e… interpuntoria: Typolution. Realizzata nel 2006 dal designer grafico Olivier Beaudoin, l’animazione è accompagnata dal brano «Nostrand» del duo newyorkese Ratatat, e ha vinto un sacco di premi, fra cui il «Diploma d’oro» all’Ecodesign 2007 di San Pietroburgo

La scena in cui piovono virgole e punti esclamativi è una delle mie preferite.

A un certo punto però…

E tutto finisce a punti interrogativi. 😦

Vivere col punto e virgola

Nei corsi di scrittura si ripete spesso quanto sia difficile usare il punto e virgola in modo appropriato. Quanto sia meglio, nel dubbio, sostituirlo con un virgola o un punto – a seconda dei casi – e non pensarci più.

Vero, specie per la scrittura professionale, che cerca da anni – non sempre trovandola – la brevità e leggerezza del Web e della posta elettronica: se metti punto invece che punto e virgola, la frase si accorcia, il ritmo si fa più veloce e la lettura più semplice.

Anche in letteratura alcuni ne fanno a meno: trovami un punto e virgola in Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti. Io non ci sono riuscita; se ce la fai, avvisami. Io stessa mi sono privata del punto e virgola per qualche anno, e vivevo benissimo. Praticavo quello che Bice Mortara Garavelli chiama “estremismo interpuntorio”:

“A volte entra in gioco una sorta di estremismo interpuntorio: si vede nel punto e virgola sempre e soltanto una ‘pausa intermedia’ tra i segni che, graficamente, lo compongono e si pensa, eliminandolo, di azzerare le mezze misure” (B. Mortara Garavelli, Prontuario di punteggiatura, Roma-Bari: Laterza, pp. 67-68).

Poi, un bel giorno ho visto come usa il punto e virgola Michel Houellebecq e mi sono innamorata. “Voglio fare come lui”, mi sono detta. (Nel punto e virgola, intendo.)

Cito a caso da Piattaforma:

“Mossi qualche passo nel soggiorno, senza peraltro riuscire a scaldarmi; non sopportavo l’idea di andarmi a coricare nel letto di mio padre. Alla fine, dopo esser salito a prendere un cuscino e un paio di coperte, mi sistemai alla bell’e meglio sul divano. Spensi dopo i titoli di coda del Il siluro controverso. La notte era fosca; il silenzio pure.” (M. Houellebecq, Piattaforma, trad. it. Milano: Bompiani, 2001, p. 14).

“Mi abbattei sul letto king-size e mi concessi una lunga sorsata di alcool; poi un’altra” (ivi, p. 89).

(Per imparare anche tu, leggilo tutto.)

Da allora ho ripreso a usare il punto e virgola; e vivo meglio. 🙂