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Videostorytelling. A Bologna focus sulle storie in rete

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Comincia a Bologna il viaggio nei più bei progetti di videostorytelling italiani promosso dal contest Teletopi. Così l’edizione 2015 dello storico riconoscimento dedicato alle web tv italiane cambia pelle e rivolge la sua attenzione alle migliori esperienze di videonarrazione in rete. Domani, venerdì 23 gennaio, dalle ore 10 nell’aula A del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna (via Azzo Gardino 23), Continua a leggere

Vasco: un bicchiere di verità in un mare di comunicazione

A febbraio pubblica il video della canzone «Eh… già», il giorno del suo 59esimo compleanno: appare grasso, invecchiato, coi capelli radi arruffati, dimostrando un coraggio estetico che avevo apprezzato (vedi Il corpo di Vasco).

In giugno, dopo il concerto a San Siro in cui non pareva in forma smagliante per un dolore alla spalla, annuncia: «Mi dimetto da rockstar… Questa è l’ultima tournée. Magari farò dei concerti all’improvviso, ma uno a 60 anni non può più fare la rockstar…» (vedi «Vasco Rossi: mi dimetto da rockstar»).

Dopo il ricovero a Bologna, a fine luglio comincia a usare i social media come un pazzo: non passa giorno senza che le sue dichiarazioni su Facebook finiscano in prima pagina sui maggiori quotidiani.

Prima ritratta le «dimissioni», dicendo che sono i media ad aver frainteso; poi dice che ha il «mal di vivere», soffre da anni di depressione e tira avanti a furia di psicofarmaci; poi minimizza; poi arriva l’attacco a Ligabue, sempre su Facebook, dove anticipa un’intervista a Red Ronnie – anche lui chiacchieratissimo dopo la collaborazione con Letizia Moratti – in cui definisce Ligabue «Un bicchiere di talento in un mare di presunzione».

Infine, ieri pubblica l’elenco dettagliato degli psicofarmaci che prende. In contemporanea, esce un’intervista sul Corriere a Mario Luzzato Fegiz, in cui parla della macchia nera nel polmone – che non è un tumore, ma «non sanno cos’è» – e dice di non sopportare il silenzio di Ligabue, che non reagisce alle sue provocazioni. Sempre ieri, esce anche un’intervista a Ernesto Assante su Repubblica, in cui dice che non c’è nessun piano dietro tutte queste esternazioni – ma va? – perché lui ha solo deciso di sfogarsi ed è persino imbarazzato da tutto il clamore.

Piaccia o non piaccia Vasco, non importa. A lui e al suo staff va senza dubbio riconosciuta la professionalità con cui stanno gestendo un piano di comunicazione multimediale (stampa, televisione, radio, sito internet, YouTube, Facebook), per rilanciare l’immagine di Vasco, rinforzare la comunità dei fan, promuovere un bel numero di nuove attività:

  1. a fine agosto uscirà il suo nuovo singolo, I soliti;
  2. al Festival di Venezia sarà presentato un docufilm su di lui, Questa storia qua;
  3. ieri sera è andata in onda su RaiUno alle 23.30 L’Ape Regina, una video poesia scritta dal figlio Luca e recitata da lui;
  4. c’è in programma una nuova canzone scritta da lui per Fiorella Mannoia, La luna, uno spettacolo di danza, L’altra metà del cielo, con tredici sue canzoni, che andrà in scena alla Scala di Milano l’anno prossimo;
  5. altro che leggi QUI.

Fra l’altro, il nostro quasi sessantenne sta dimostrando di usare Facebook in modo fantastico. Perché gli viene bene? Perché è l’ambiente giusto per esprimere il fragile ma persistente equilibrio fra autenticità personale (che c’è, i suoi fan la sentono bene) e abilità comunicativo-mediatica che ha sempre contraddistinto Vasco.

L’Ape Regina