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La città, le strade sporche, i rifiuti

Ho appena trovato su Comunicazione sociale un video realizzato dai ragazzi e delle ragazze delle quinte E e F dell’isArt di Bologna, che si sono chiesti come può, ognuno di noi, contribuire a mantenere più pulita la città in cui vive.

A Bologna ci si lamenta spesso della sporcizia delle strade, che «non sono più come una volta». E i ragazzi – assieme alle loro insegnanti Raffaella Troiero e Paola Sapori – hanno pensato di mostrare come la pulizia delle strade dipenda anche dal senso civico dei cittadini.

Il video si conclude con lo slogan «La città è lo specchio di chi la abita. Fai di Bologna una città civile».

Ma tutto è relativo: Bologna è forse meno pulita di Trento o Verona (lo è?), ma è certo più pulita di Napoli, per esempio. Inoltre, pensa quanta discriminazione pregiudiziale contro “i meridionali” potrebbe implicare l’idea che «La città è lo specchio di chi la abita», se trasferita a Napoli.

Come se le montagne di rifiuti che soffocano Napoli dipendessero dai suoi abitanti.

Lo spot è stato realizzato in collaborazione con FlashVideo.it. È parte del progetto «La città civile» che vede le scuole bolognesi impegnate per il rilancio del senso civico in città insieme a: Centro Antartide, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Legacoop, Manutencoop, Avola coop, Coop Adriatica, Conad, Ancescao, Arci. Verrà anche trasmesso su Nuova Rete, 7 Gold e su Lepidatv Rtitv.

Per informazioni: Centro Antartide.

I rifiuti di Napoli

«Napoli aveva un problema. Non stiamo a riparlarne, sappiamo quale. Il governo è intervenuto. E quando il governo, lo Stato, fa qualcosa è come se lo facessero tutti gli italiani. Ma ora ci vuole l’impegno di tutti: chi ci vive e chi ci viene. Facciamo in modo che resti così: è più bella».

Sono queste le parole che accompagnano lo spot sui rifiuti a Napoli realizzato dalla Presidenza del Consiglio, in collaborazione con Pubblicità Progresso.

Problema: la testimonial dello spot è Elena Russo, attrice che, stando alle intercettazioni telefoniche del dicembre 2007, fu raccomandata da Berlusconi all’ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà perché le affidasse qualche ruolo.

Soluzione: Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, interrogato sul problema, assicura che per la scelta della testimonial è stato fatto un casting regolare. E aggiunge: «Certo che ci siamo posti il problema dei possibili gossip, ma abbiamo ritenuto avrebbe fatto aggio su tutto la qualità del progetto creativo» (vedi QUI il comunicato ufficiale).

Sono a un convegno, e non ho il tempo di analizzare lo spot.

Vuoi farlo tu? (ruolo del corpo femminile, genere musicale, uso del bianco e nero vs. colore, voce off, happy end…) 🙂