Archivi tag: Scienze della Comunicazione

Un tirocinio curricolare come brand strategist in un’agenzia di comunicazione

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HIBO, cross media agency a Bologna, sta cercando un/a tirocinante curricolare da inserire nell’area strategica. Il brand strategist si occupa dello sviluppo della strategia di comunicazione di una marca e ha il compito di indirizzare il reparto creativo verso la produzione di idee, materiali e attività che ne rispettino le linee guida. HIBO lavora soprattutto su progetti che coinvolgono i canali digitali e con clienti che Continua a leggere

Un tirocinio curricolare presso IMA S.p.A. per preparare la tesi in Scienze della comunicazione

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IMA S.p.A., capogruppo del Gruppo IMA e azienda leader nella progettazione e produzione di macchine automatiche per l’elaborazione e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè, seleziona un/a tirocinante che voglia preparare la tesi di laurea in Scienze della comunicazione (potrò io stessa fare da relatrice per la tesi) su un caso di studio basato sul tirocinio, lavorando nell’Ufficio Marketing della divisione IMA Active (ambito farmaceutico, farmaci solidi orali). Il progetto di tirocinio/tesi  avrà come argomento Continua a leggere

Un tirocinio extracurricolare (con rimborso spese) in una Web Agency

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Dal 1997 Officina Creativa si occupa di Internet per l’impresa, il che oggi vuol dire, fra l’altro, attivazione di domini, servizi email, gestione web e realizzazione di siti Internet (oggi responsive), soluzioni di marketing digitale, campagne ADV. Dal 2002 lavorano in particolare nel settore dell’enogastronomia con i progetti Bresciaatavola.it e Romagnaatavola.it. Ecco cosa offrono:

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Un tirocinio curricolare come Account in un’agenzia di comunicazione

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D-sign, agenzia di comunicazione a Bologna, sta cercando un/a tirocinante curricolare da inserire nell’area Account. L’Account è la persona che studia ed elabora per un cliente la strategia di comunicazione, mette in atto quanto definito, coordina e gestisce tutti i lavori volti a raggiungere gli obiettivi prefissati. La tipologia dei clienti D-sign è molto ampia, perché vanno dalle istituzioni a clienti nell’ambito della moda. Inoltre, sono soprattutto clienti consolidati e gestiti con piani annuali. È un agenzia giovane, dinamica, innovativa e con uno staff affiatato, che la rende unica nel suo genere. Questo è l’annuncio: Continua a leggere

Le campagne per la prevenzione del tumore al seno

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Ci sono almeno due ottimi motivi per fare comunicazione (molta, sempre di più) a favore della prevenzione del tumore al seno. Innanzi tutto, è il tumore più duffuso fra le donne italiane:

  • In Italia 48mila donne (e 300 uomini) ogni anno si ammalano di tumore al seno;
  • 1 donna su 9 si ammalerà di tumore al seno nel corso della vita;
  • 10-12% è il rischio di ciascuna donna di ammalarsi, percentuale che varia molto con l’età: 2,3% fino all’età di 49 anni (1 donna su 45); 5,2% tra i 50-69 anni (1 donna su 19); 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23);
  • 50-69 anni è la fascia di età più colpita (1 donna su 19). (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015)

Inoltre, la diagnosi precoce è fondamentale nella lotta contro il tumore al seno, perché permette di individuare la malattia nella sua fase iniziale, e con ciò di garantire cure più efficaci, terapie meno aggressive e una maggiore probabilità di guarigione. La mortalità per questo tipo di tumore è infatti, per fortuna, in calo continuo, proprio grazie alla prevenzione: ogni anno diminuisce dell’1,4% e oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è dell’87% circa (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015). Ciò nonostante, in Italia le campagne – classicamente intese: affissioni, spot, annunci stampa – per prevenire il tumore al seno sono spesso mal concepite, mal realizzate e come tali inefficaci o inutili. Continua a leggere

«Ho studiato Scienze della comunicazione e dopo soli due anni faccio il lavoro dei miei sogni»

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Mi scrive Edoardo, ex studente di Scienze della comunicazione, laureatosi nel marzo 2015. La sua esperienza, tutta positiva, vuole essere di incoraggiamento per gli studenti e le studentesse che hanno intrapreso percorsi di studi analoghi al suo. Ci vuole però coraggio, capacità di impegnarsi anche duramente – lavorando e studiando nello stesso tempo, se occorre – e disponibilità a trasferirsi all’estero:

«Buongiorno professoressa, come sta? Spero che tutto proceda per il meglio. Le scrivo perché svolgo ogni giorno il lavoro che ho sempre desiderato e vorrei condividere con i lettori del suo blog la mia esperienza, dato che è stato anche grazie all’ascolto di storie altrui che sono riuscito a trovare spunti e idee per raggiungere il mio obiettivo.

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“Fertility Day: andiamo oltre i capri espiatori”, di Massimo Guastini

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Ritengo utile pubblicare l’articolo che Massimo Guastini – direttore creativo e partner di CookiesAdv, Presidente dell’Art Directors Club Italiano dalla fine del 2010 al febbraio 2016, ha scritto sul sito della sua agenzia. Utile per tutti/e i/le giovani che intraprendono percorsi di studi umanistici, in particolare nell’area della comunicazione, perché offre elementi concreti sul mercato del lavoro che li attende, con un’attenzione particolare per i compensi (bassissimi), i costi complessivi delle campagne di comunicazione (altissimi, in rapporto a quelli di chi ne crea i contenuti) e la complicità – aggiungo io – con cui tutti, in Italia, accettiamo che le professioni che implicano cultura umanistica (la più vasta, la più complessa, la più difficile da ottenere seriamente, e sottolineo seriamente) siano sottopagate. Siamo tutti complici, tutti: dalla ministra Lorenzin che va in tv chiedendo ai professionisti della comunicazione un contributo “a titolo gratuito”, ai docenti di materie umanistiche che, sotto sotto, si sentono sempre di “serie B” rispetto ai colleghi “scienziati”, fino ai/alle neolaureati/e che accettano proposte di lavoro indecenti e stipendi da fame perché tanto, se non lo fanno, ci sarà sempre qualcuno/a che lo fa al posto loro. Vogliamo uscire, una buona volta, da questo cicolo vizioso? Leggi cosa racconta Massimo Guastini (i grassetti sono miei): Continua a leggere